No Interview – I Thema ci raccontano un anno “Incredibile”

È da poco uscito “Incredibile” dei Thema, un album che racconta tutto quello che è capitato a questi ragazzi nell’ultimo anno, che gli ha cambiato la vita. La band infatti si è esibita per Deejay On Stage, ha partecipato al Festival Show e ad Area Sanremo, arrivando per tre volte a un passo dalla vittoria.

Egle Taccia ha scambiato quattro chiacchiere con Thomas Moschen, la voce della band, per conoscere la storia del gruppo e i segreti dell’album.

Mi racconti la vostra storia?

Niente di particolare, noi nasciamo più o meno cinque anni fa, nasciamo in tre, io (Thomas), Luca e Mattia. Loro erano a bere in un locale dove c’era musica dal vivo, io suonavo, e alla fine del concerto e dell’esibizione ci siamo messi a parlare, a bere una birretta, e abbiamo capito che volevamo fare tutti la stessa cosa. Io cercavo da tempo una band che facesse musica propria e abbiamo cominciato a lavorare alle nostre idee e sono nati i Thema.

Quali sono i vostri artisti di riferimento, gli ascolti che vi hanno influenzati?

Tutti, non abbiamo un artista, una band di riferimento, ma non perché ci sentiamo chissà chi, ma perché abbiamo degli ascolti vari, diversissimi, quindi il risultato è un po’ l’insieme dei nostri ascolti.

Siete partiti con un singolo dal titolo “Il nostro giorno”. Qual è il messaggio che volete lanciare col brano?

Il messaggio è molto chiaro, è un messaggio di positività, di affrontare la vita con forza e coraggio, di non abbattersi davanti alle difficoltà, che poi alla fine la ruota gira per tutti prima o poi.

Ci raccontate qualche aneddoto sul video di “Il nostro giorno”, di cui siete protagonisti? Vi siete divertiti a girarlo?

Avremmo voluto fare un video spensierato, anche perché il pezzo deve dare positività e il video deve essere tutto un po’ uno scherzo. Di aneddoti ce ne sono mille, nel senso che abbiamo fatto i cretini dall’inizio alla fine, quindi ci siamo divertiti. Anche la fotomodella che c’era si è divertita molto a girare con noi, quindi, penso che traspaia il divertimento nel video. Aneddoti ce ne sono tanti…Stefano il chitarrista mi stava spaccando il naso muovendosi come un deficiente. Ce ne sono tanti davvero. Spensierato come il pezzo e come il messaggio che lanciamo, quindi il video è volutamente così.

Avete già delle apparizioni importanti alle spalle (Festival Show, Area Sanremo e Deejay On Stage). Cosa vi è rimasto di queste esperienze?

L’esperienza e l’emozione, perché quando hai delle emozioni grandi, soprattutto quella dell’Arena di Verona, ma anche di Radio Deejay, perché alla fine al Deejay On Stage in piazza a Riccione ci sono 20-30 mila persone, è una figata pazzesca, quelle sono emozioni che ti rimangono e che ti porti dietro nei live successivi, nella musica che scrivi e nelle cose che fai. Sono momenti da raccontare, è obiettivamente bello ricordarli.

Qual è quello che vi ha emozionato di più?

Per l’impatto sicuramente l’Arena di Verona, perché pensi di essere in un luogo dove moltissimi artisti famosissimi ancora non sono stati a portare i propri pezzi e noi l’abbiamo fatto, nel nostro piccolo. Alla lunga, però, le tre serate in piazza col pienone a Riccione sono tanta roba.

E’ da poco uscito il vostro album, dal titolo “Incredibile”. Ce lo presenti?

È un po’ un miscuglio di pezzi scritti negli ultimi due anni. Si intitola “Incredibile” e descrive un po’ quello che abbiamo fatto negli ultimi due anni a questa parte, quello che sta succedendo nel nostro piccolo, un passo alla volta, e che ha dell’incredibile, nel senso che noi, cinque anni fa, eravamo nella nostra saletta a Milano a scrivere i pezzi e forse li ascoltavano 2 o 3 persone e adesso qualcuno in più li sta ascoltando, qualcuno in più li apprezza e a noi questo fa piacere. L’album ha pezzi come “Il nostro giorno”; ha pezzi come “Incredibile”, che è un pezzo super dance, ballabilissimo, da discoteca; ha pezzi romantici, lenti. E’ un album di 12 pezzi e al suo interno c’è molto materiale. Ci tenevamo a fare un album pieno, non avremmo mai fatto un album di 7-8 canzoni.

Quanto è importante la gavetta nella musica?

Penso che sia la prima cosa, perché credo che in tutti i mestieri, e soprattutto nella musica, dove hai a che fare con le emozioni, la gavetta sia importante, perché, senza la gavetta, nei momenti bui, nei momenti difficili, perdi il controllo e fai figuracce, quindi la gavetta è assolutamente importante. Se mi immaginassi a 85 anni, dopo aver fatto questo per i prossimi cinquant’anni, e venisse un ragazzino a chiedermi cosa deve fare per fare il musicista, sicuramente gli consiglierei di fare la gavetta. Ognuno fa il proprio percorso, c’è a chi dura 15 anni, a chi un mese, ma l’importante è farla. Bisogna avere delle esperienze un po’ trash da portarsi dietro, perché sono quelle che ti fanno apprezzare le cose belle della vita, che arriveranno successivamente.

Domanda Nonsense: Il modo migliore per superare un ostacolo è…

Affrontarlo, questo è poco ma sicuro. Aggirare l’ostacolo non funziona mai, è un po’ come il salto ad ostacoli, se fai equitazione non puoi aggirarlo, devi per forza saltarlo, anche perché se impari a saltarli sei abituato, se ne salti uno, poi riesci a saltarne cento. Incontrano ostacoli anche artisti che vendono 100 milioni di dischi e poi fanno un disco che ne vende 5 mila. La vita è fatta di ostacoli, non solo nella musica. Nel mio piccolo mi sono sempre comportato così, magari con difficoltà, ma bisogna affrontare le situazioni, non si può scappare.

Autore dell'articolo: Egle Taccia

Egle Taccia
Egle è avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag, scrive per Qube Music e Lamusicarock e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d'Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!