No Interview – La rappresentante di lista: Go Go Diva è una musa da incitare al coraggio

Go Go Diva de La rappresentante di lista è sicuramente uno tra i migliori album usciti negli ultimi anni in Italia. Adesso la formazione è in giro sui palchi di tutta la penisola con il “Go Go Diva Summer Tour”, che li vedrà partecipare ai migliori festival nazionali, dove il pubblico avrà la possibilità di assistere ad un concerto-rituale a cui la band ci ha abituati negli anni, grazie alla sua originalissima teatralità.

 

Intervista di Egle Taccia

 

Questo nuovo album credo sia non solo il vostro più ispirato, ma anche tra i migliori che siano usciti in Italia ultimamente. Volevo sapere come è nato e cosa vi ha portati verso questa strada.

Veronica: È stato un lungo processo, nel senso che noi abbiamo iniziato a scrivere queste canzoni in forma di appunti, di audio vocali sul telefono, già durante il tour di Bu Bu Sad. È stato, molto probabilmente, un processo lungo, perché avevamo la necessità di dire anche delle cose diverse, che andassero a toccare nel profondo quello che sentiamo in questo momento. Ci siamo divertiti a portarlo in giro per l’Italia, ma anche in Marocco, e piano piano ha iniziato a prendere forma una volta che abbiamo riversato tutti questi appunti in un unico foglio word, che io e Dario andavamo rimaneggiando, e i testi sono venuti fuori un po’ come un puzzle che combaciava perfettamente.

Dario: Poi, sicuramente, col tour il disco è cresciuto ed ha assunto una nuova vita.

Immagino che in questo momento, in cui il vostro mondo è diventato il nuovo mainstream, l’attenzione nei suoni poteva essere importante per fare il salto. Voi ci siete riusciti, invece, mantenendo le vostre identità musicali e non cercando di andare ad ammiccare. È stato un bel rischio?

Dario: Grazie, tanto, perché lo prendo come un complimento. È più o meno la risposta che ha dato Veronica poco fa. Il tempo che ci siamo presi per scrivere i testi ha avuto una corrispondenza col tempo che ci siamo presi per costruire il tessuto musicale, quindi la ricerca è stata una vera ricerca dei suoni, perché passavamo del tempo a trovare il synth, il suono di chitarra, il delay sulla voce giusti, che potessero dare corpo alle parole che avevamo trovato.

In che senso questo album è un album femminile?

Veronica: Nel senso che il punto di vista di chi parla è quello di una donna. È come se La Rappresentante di Lista fosse sempre la nostra musa ispiratrice e per ogni album cambiasse forma, si trasformasse, appunto. In questo caso ha assunto le sembianze di una diva, questa diva che noi incitiamo nel titolo dell’album. Questo “Go Go” ha voglia di essere proprio coraggioso e incoraggiante nei confronti di questo personaggio, che appunto ha la necessità di esprimersi, di gridare a piena voce i suoi desideri, le sue scelte, i suoi errori e come si sente.

Dario: La cosa che ci ha stupito, anche durante le fasi successive quando sono iniziate ad arrivare le risposte, i feedback da parte del pubblico, è che per quanto sia effettivamente un disco al femminile o femminile, sono tanti gli uomini che si sono ritrovati in quelle parole. Questo per sottolineare quanto i confini di genere e la narrazione che facciamo siano assolutamente labili.

Io che vi seguo da tanto, so bene che i vostri live e il vostro modo di approcciarvi alla musica è molto teatrale e prevede un rituale. In quest’album cosa celebrate, che tipo di rituale portate sul palco? Vi abbiamo conosciuti coi giocattoli, in questo tour cosa mettete al centro della scena?

Dario: Adesso portiamo i corpi, le voci. Se penso al live di quest’anno, è un live in cui mai come adesso siamo stati così incollati come band. La band quest’anno è la cosa che più spingiamo nel live.

Ho letto che in questo disco avete voluto calare questa donna, quindi l’individuo, nel sociale. Quali sono i temi che la affliggono?

Sicuramente la paura e il panico che sono affrontati all’interno del disco; la difficoltà di prendere delle scelte, delle posizioni, e lo stupore nell’accorgersi poi di quanto sia vitale poterlo fare; la libertà di espressione e l’idea che non ci siano confini, sia tra le persone che tra gli Stati.

Domanda Nonsense: qual è il lavoro più assurdo che volevate fare da bambini?

Veronica: non proprio assurdo, ma particolare: la macellaia.

 Dario: Io il Papa.

 

TOUR ESTIVO:

24-lug Treviso – Suoni di Marca Festival (ore 21.30, ingresso gratuito)

26-lug Giovinazzo (BA) – Giovinazzo Rock Festival

27-lug Trevi (PG) – Antifestival

30-lug Montalto di Castro (VT)- Revolution Camp (ore 22.30, ingresso gratuito)

03-ago Platania (CZ) – Color Fest

08-ago Attigliano (TR) – San Lorenzo Giovani (ore 22.00, ingresso gratuito)

10-ago Castelbuono (PA) – Ypsigrock Festival

17-ago Brescia – Festa Radio Onda d’Urto (ingresso con biglietto solo in cassa)

22-ago Vinadio (CN) – Balla Coi Cinghiali (ingresso 24.44 euro)

30-ago Modena – Modena Indie Festival

31-ago Senigallia (AN) – Mamamia (ore 21.00, ingresso 20,70 euro)

01-set Acquaviva (SI) – Live Rock Festival (ingresso gratuito)

06-set Empoli (FI) – Beat Festival (ingresso gratuito)

08-set Peglio (PU) – Happennino Festival (ingresso gratuito)

13-set Bologna – Tutto Molto Bello (ingresso gratuito)

 

Autore dell'articolo: Egle Taccia

Egle Taccia
Egle è avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d'Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!