No Interview – Lo dicono anche i TheRivati…”Non c’è un cazzo da ridere”

In primavera è uscito Non c’è un cazzo da ridere, il nuovo disco dei TheRivati, band campana tra le più originali in circolazione, nota soprattutto per la potenza sprigionata sul palco. L’album, anticipato da numerosi singoli, tratta diversi argomenti d’attualità come immigrazione, terrorismo e problemi ambientali. Uno specchio lucidissimo dell’oggi.

 

In “Non c’è un cazzo da ridere” fate un’analisi piuttosto lucida del periodo che stiamo vivendo, un periodo molto buio. Che ruolo ha l’arte in questo momento storico?

Un ruolo fondamentale, anche se gli artisti di oggi poco lo considerano e spesso si perdono in cazzate futili, rispecchiando quella che è la società contemporanea. 

Purtroppo si è persa quella voglia di ribellione e di provocazione che c’era tra gli artisti del passato. Quelli che lo fanno si possono contare sulle dita di una mano. Ma se non è l’arte a creare senso critico nella gente, che cosa altro lo farà?

Rientrate indubbiamente tra gli eredi della Neapolitan Power. Dagli anni ’70 ad oggi in che modo sentite sia evoluto questo genere, se così vogliamo definirlo?

Il Neapolitan Power era un genere musicale chiamato in questo modo perché fondeva la musica afroamericana con le sonorità napoletane e la lingua napoletana. 

Dai Napoli Centrale passando per Pino Daniele, Enzo Avitabile e altri, questa commistione musicale ha preso piede, ha attraversato gli anni ’90 con i 99 Posse ed è arrivata fino ad oggi con il rap napoletano e la trap. 

In sostanza, se si evolve la musica afroamericana, si evolve il Neapolitan Power.

Poi ci sono band come la nostra o come i Nu Guinea che sono legate a un sound più vintage e che quindi continuano a spingere il Neapolitan Power delle origini, che fonde il funk, il blues (ecc…) con la napoletanità.

Un concept che si compone come una sorta di serie televisiva. Spiegateci meglio com’è nato questo progetto?

Cercavamo un nuovo modo per promuovere l’album e, siccome siamo molto appassionati di cinema e di serie tv, insieme ai videomaker napoletani IRed, ci è venuta questa idea. 

Anche altri artisti hanno fatto lo stesso dopo di noi, vedi Liberato. Ovviamente non vogliamo dire che ci hanno copiato, non siamo neanche sicuri che ci conoscano, ma sicuramente siamo stati tra i primi ad iniziare questo trend. 

Siete riusciti, negli anni, a farvi conoscere su tutto il territorio nazionale anche grazie ai live di forte impatto. Cosa rappresenta per voi salire sul palco?

Tutto! Per noi la musica si crea dal vivo, sul palco con la gente che ascolta. Siamo all’antica. 🙂

A proposito di live, ci sono date imminenti che volete segnalarci?

Quest’estate stiamo suonando nel Sud italia. Riguardo alle prossime date giochiamo proprio in casa: il 25 Luglio a Teano (CE) e il 27 Luglio a Palma Campania (NA). 

Per i dettagli e tutte le altre date, seguite i nostri social @therivati.

Indipendenti e liberi. Potreste fare musica in un’altra condizione?

Indipendenti non necessariamente. Liberi per forza.

Domanda Nonsense: stasera dove si va a cena?

A casa mia baby.

Intervista a cura di Cinzia Canali

Autore dell'articolo: Cinzia Canali

Cinzia Canali
Cinzia Canali nasce a Forlì nel 1984. Dopo gli studi, si appresta a svolgere qualunque tipo di lavoro, ama scrivere e ha la casa invasa dai libri. La musica è la sua passione più grande. Gira da sempre l'Italia per seguire più live possibili, la definisce la miglior cura contro qualsiasi problema.