No Interview – Una torna con “AcidaBasicaErotica”

AcidaBasicaErotica è il nuovo album di UNA, che ci viene presentato come un disco da “vedere” e da ascoltare come se fosse la prima stagione di una miniserie di nove episodi.

L’abbiamo incontrata per saperne di più.

Intervista di Egle Taccia

Iniziamo parlando del titolo. Come mai “AcidaBasicaErotica”?

E’ un disco che procede per formule matematiche, il tre ripetuto tre volte, da cui risulta il numero delle tracce, gli anni che ho impiegato per realizzarlo moltiplicato per tre volte ovvero gli elementi essenziali che lo compongono, metafora anche della convivenza tra opposti (l’acido e il basico) a cui si aggiunge l’elemento dell’erotismo inteso come passione, amore, attrazione ovvero quella forza primordiale che è motore di tutte le cose. Ho declinato il titolo al femminile, perchè è anche un disco di rivendicazione di genere.

In che senso è un disco da vedere?

L’ho concepito come se si trattasse di una stagione di nove puntate di una serie tv dove le puntate sono indipendenti tra loro, in stile Black Mirror, ma legate tutte da un filo rosso, anzi PINK.

Premesso che è il colore preferito di Nonsense, cosa rappresenta per te il “Pink” e in che modo questo colore è coinvolto col disco?

Il Pink è un po’ il colore adottato dalla comunità Queer, LGBTQ e trans femminista che portano avanti battaglie legate ai diritti di tutt*. Credo che sia l’unico movimento che oggi si muova per davvero, e che forse può contribuire a sensibilizzare sui temi dell’accoglienza, della tolleranza, dell’empowerment della donna. Mi piace ricordare la celebre storia del 1984 in cui il movimento gay inglese sostenne gli scioperi dei minatori del Galles e dalla loro unione si ottenne un cambiamento politico importante a tutela della classe operaia. Credo ancora molto nel concetto di unione, nel dialogo tra realtà che pur parlando linguaggi differenti si muovono nel raggiungimento degli stessi obiettivi, ovvero diventare essere umani migliori, godere di pari diritti e dignità, nel rispetto della natura e di ogni essere che la abita.

Visto che sei anche insegnante, cosa non ti va proprio giù dei millennials?

L’apatia, l’assenza di fiducia negli adulti e la mancanza di curiosità. Ma la responsabilità è anche la nostra e di una mancanza di dialogo fra le diverse generazioni, la maggior parte di loro cresce con mamma Instagram e papà Facebook, se cercano una risposta alle loro domande chiedono a google.

È un disco in cui la femminilità emerge preponderante. Volevi lanciare un messaggio forte in un mondo musicale in cui essere donna, ancora oggi, è considerato una limitazione?

Si certo lo è, ma stiamo lavorando non solo per noi stesse ma anche per le generazioni di donne che verranno in futuro facendo un tuffo nel passato: (Donna Circo) Una squadra di artiste per riscoprire “Donna Circo” (BASF – 1974), il primo disco femminista italiano. In Italia c’è bisogno di rimarcare il concetto di disco “femminile”, di dire che AcidaBasicaErotica è stato scritto, composto e registrato da una donna, che si toccano temi come femminicidio e questioni di genere. Ce n’è bisogno perchè la maggior parte della musica che passa in radio e tv è scritta e cantata da uomini, le parole della maggior parte delle canzoni si rivolgono alle donne ancora come soggetti passivi, quello che noi etichettiamo con la parola “sessismo” (discriminazione tra gli esseri umani basata sul genere), nella stragrande maggior parte dei contesti lavorativi e sociali, è la norma, accettata e condivisa paradossalmente da molte donne, solo perchè non riescono ad immaginare che le cose possono andare diversamente, o perchè hanno semplicemente paura delle conseguenze.

Vista la citazione a Madonna, nel tuo percorso di crescita musicale, cosa ha rappresentato per te Miss Ciccone?

E’ stata la prima vera pop star capace di rivoluzionare i codici e la semantica del corpo femminile, basti pensare a Like a Prayer, o Papa don’t preach dove Madonna appare in un look androgino e sbarazzino ed è lei a condurre il gioco della seduzione e del corteggiamento con gli uomini presenti nel video... Un’artista che il 31 dicembre 2018 si è esibita a sorpresa a StoneWall, lo storico locale dove 50 anni fa è partito il movimento del Pride, per ricordare 50 anni di lotte per i diritti, 50 anni di sacrifici, 50 anni di difesa dalla discriminazione, dall’odio e dall’indifferenza. La prima pop star che parlando un linguaggio semplice e mediato da una musica ballabile e passionale, è riuscita ad entrare nelle case di milioni di donne lontane dalla retorica e dal linguaggio elitario della politica e che perciò, mai e poi mai avrebbero potuto partecipare ad un processo di trasformazione se non attraverso la musica pop.

L’album affronta anche temi importanti quali la violenza di genere, il coming out e la sessualità. Cosa ti ha spinta ad affrontare questi argomenti?

Il semplice fatto che sono cose che conosco bene, fenomeni che ho vissuto sulla mia pelle. Il gangsta rap parla di rapine, soldi e droga, questa cantautrice pugliese parla di discriminazioni, violenza di genere, hikikomori alienati in un mondo fatto di pixel, schermi e avatar, di coming out, di un razzismo rivolto sempre più a sud.

Domanda Nonsense: Suona il campanello, chi è?

Sarà il pacco di Amazon 😉

Autore dell'articolo: Egle Taccia

Egle Taccia
Egle è avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag e Qube Music e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d'Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!