No Interview – “Vorrei fingere l’orgasmo”: l’ironia contagiosa dei TU

Uno (Sebastiano Forte) nasce clarinettista e diventa poi chitarrista, polistrumentista e compositore; l’altro (Federico Leo) è un batterista troppo jazz per chi suona rock e troppo rock per chi suona jazz. Insieme formano i TU, un duo musicale e comico, chitarra e batteria. Vorrei fingere l’orgasmo è il titolo del loro ultimo singolo, prodotto da Altipiani e distribuito da Believe.


Se digito “Vorrei fingere l’orgasmo” su Google mi si apre un mondo di blog e forum sul perché, come, quando tutto al femminile. Ma degli uomini che non si accorgono di nulla quando e come vogliamo parlarne?

Vogliamo parlarne sì! A parte i tanti evidenti motivi stupidi che ci spingono a far musica, ci sono anche delle cose belle che vengono fuori. Probabilmente questo brano, che parte da un paradosso, un uomo maschio che finge l’orgasmo o che vorrebbe farlo, parla non delle donne che fingono ma di noi uomini che spesso ci accontentiamo di un non rapporto, ci troviamo a scopare da soli si potrebbe dire, o almeno così dice l’autore del brano nell’ultima strofa. Poi chiaramente si parla della coppia come possibile sistema mortale per l’uomo e per la donna, ma non è una critica in generale a essa. I sistemi di finzione, di condivisione di regole non scritte nei quali non ci si deve mettere in discussione su certi temi o non ci si deve mettere in crisi vanno ben oltre lo stare in una coppia uomo donna, uomo uomo o donna donna. Sono le relazioni umane che mettono in difficoltà. E la finzione spesso è comoda. La comodità, però, distrugge il mondo, cosa che in questi anni stiamo ampiamente dimostrando. Siamo diventati troppo seri?!

Siete reduci da una bella collaborazione con Raiplay e Rai3 con la webserie “Happy Birthday Tu” e “Happy Birthday Tu Sanremo”, il video-racconto del Festival della Canzone Italiana, che esperienza è stata?

È stata un’esperienza cominciata per gioco e finita in un lavoro per la Rai. Abbiamo lavorato a modo nostro, quindi come dei cazzoni, con l’aiuto però di un terzo cazzone che è stato Francesco Frisari, già autore Rai, che ci ha aiutato a dare di volta in volta una struttura a quello che per noi invece era nonsense assoluto.
Un gruppo come il nostro, che non ha veri appigli di contenitori, tendenze, mode, aveva bisogno di trovare una strada. L’abbiamo trovata nei video, ci abbiamo messo la faccia e abbiamo imparato a conoscerci. E sembra che abbia funzionato, visto l’interesse della Rai.
È stata un’esperienza divertentissima e difficile. Siamo passati dal trattare quasi sempre musica-spazzatura, al confrontarci con i giganti della musica italiana. Non è stato facile all’inizio trovare il giusto equilibrio tra rispetto ed ironia, ma ci siamo presi della grandi soddisfazioni: un giorno vi racconteremo per bene di quando ci ha telefonato Gianni Morandi dopo aver visto il nostro video su di lui…

All’apparenza due mattacchioni, nella realtà due signor musicisti. A tenere un corso per prendersi meno sul serio avete mai pensato? Ce ne sarebbe un gran bisogno!

No, non ci abbiamo pensato. In fondo abbiamo imparato che prendersi sul serio è importante anche quando si gioca con l’ironia come facciamo noi. Certo, avremmo potuto fare i video fichi su come si suona una cosa, su come si suona quell’altra oppure su quale struttura ha quella canzone o quell’altra, ma di musicisti fichi è pieno l’Internet, e sarebbe stato una noia, più che una cosa seria.

Qual è il vostro punto di vista riguardo a questo “indie” utilizzato in ogni dove, spesso senza alcuna cognizione o motivazione valida?

Che non significa niente. Prova a ripetere migliaia di volte in contesti diversi la stessa parola e vedrai che perde significato. È come la parola “genio” che oggi viene detta ad ogni pie’ sospinto. Se sai mettere una virgola posto giusto sei un genio. Sai suonare, sei un genio. Fai una battuta che fa ridere, sei un genio. Abbiamo dato una risposta alla Moretti? Che genio, Moretti.
Ma parlavamo di indie, vero? Il fatto che ci sia una parola associabile sia ai Sonic Youth che a Calcutta non può che farci tanta tenerezza.

Prossimi progetti, musicali e non?

Un disco pronto da tre anni che forse uscirà, e chiaramente avrà così tanti pezzi nuovi che ne dovremo buttare metà. Poi l’esperienza in Rai dovrebbe continuare, ma il come e il quando sono dei punti interrogativi in questo momento.

Domanda Nonsense: è legale utilizzare la pancetta al posto del guanciale nel sugo all’Amatriciana?

Non sempre quello che è legale è giusto dal punto di vista morale ed intimo. In questo caso come in altri una cosa che è perfettamente legale e per la quale non hai conseguenze giuridiche come la pancetta nell’amatriciana è in realtà una cosa profondamente ingiusta e che fa soffrire parte dell’umanità (quella che mangerà l’amatriciana senza guanciale).
In altri casi cose che tu senti come giuste e obbligatorie intimamente per te sono messe fuorilegge per qualche motivo più o meno recondito. Tu cosa dici?

Intervista a cura di Cinzia Canali

Autore dell'articolo: Cinzia Canali

Cinzia Canali
Cinzia Canali nasce a Forlì nel 1984. Dopo gli studi, si appresta a svolgere qualunque tipo di lavoro, ama scrivere e ha la casa invasa dai libri. La musica è la sua passione più grande. Gira da sempre l'Italia per seguire più live possibili, la definisce la miglior cura contro qualsiasi problema.