No New – Edy e il suo debutto solista con “Variazioni”

Alessio “Edy” Grasso è un artista proveniente dalla scena catanese, ma che da poco si è trasferito a Roma. Dopo anni in band quali jasminshock e UltraviXen, a seguito di un grave incidente in moto, comincia a lavorare ad un progetto solista che ha visto la luce lo scorso autunno con l’album “Variazioni”.

 

Intervista di Egle Taccia

 

Variazioni è un album che nasce da una brutta esperienza. Quanto ti ha cambiato quell’incidente in moto?

Quell’incidente è stata l’occasione forzata per riflettere, per mettere una bella linea e capire ciò che era importante e ciò che era meno importante per la mia vita, quello che veramente mi rendeva felice e quello che mi rendeva meno felice. È stato proprio in quel momento che ho deciso per la prima volta di fare un progetto musicale che fosse completamente dipendente da me sia dal punto di vista artistico che dal punto di vista progettuale e organizzativo. Ho passato tanto tempo all’interno di band e sono felice di averlo fatto e spero di continuarlo a fare e di rispettare la logica di gruppo, ma in questo caso avevo proprio bisogno di sapere che tutto dipendeva da me e che era tutto guidato da me, in questo senso mi ha cambiato tanto, e poi mi ha cambiato anche in termini di linguaggio, perché probabilmente avevo meno l’esigenza di urlare le cose in faccia alle persone come le ho sempre urlate, mentre adesso sono più concentrato a raccontarle, a sussurrarle, a cantarle.

Ho letto che hai utilizzato la convalescenza come momento creativo. La musica è stata un’ancora di salvezza in quei momenti?

La musica è l’ancora di salvezza della mia vita e quindi anche in quel momento è stata l’ancora di salvezza. Io non scherzo, ma a quattro giorni dall’intervento ero con l’i-pad in mano a cercare con l’unica mano che avevo di scrivere qualcosa, di memorizzare, di non perdere il contatto con la realtà e la mia realtà è fatta di musica.

 

Alla luce di questa esperienza, come vivi oggi i cambiamenti?

Diciamo che ho più la convinzione, dico una cosa siciliana, che chiusa una porta si apra un portone. Cioè ho sempre la sensazione che quando una cosa apparentemente negativa stia succedendo, dopo ci possa essere una cosa che ti dia l’occasione di rilancio o comunque di metterti in discussione. Se hai coraggio e credi in te stesso, a prescindere dalla musica, questo è il giusto modo per affrontare i cambiamenti.

Stiamo attraversando dei tempi abbastanza bui, c’è ancora spazio per l’amore e per la speranza?

Il giorno in cui crederò che non ci sarà spazio per l’amore e per la speranza credo che non avrò più motivo di vivere. Io sono profondamente convinto che sia solo l’amore e la speranza, unita anche alla determinazione di fare le cose, che potrà salvare il mondo. Credo che l’amore e la speranza siano la salvezza del mondo e credo che ci sia ancora spazio per l’amore e per la speranza. Credo che sia proprio dentro l’essere umano l’amore, quindi nel momento in cui non ci sarà più l’amore, non ci sarà più l’umanità per come la conosciamo.

Nell’album c’è un brano dedicato a Catania, che rapporto hai con la tua città?

Un rapporto che canto perfettamente in quella canzone che è uno degli episodi più intimi dell’album. Catania la vedo come una città contrastata, come una città spesso vilipesa dagli stessi catanesi, che siamo persone capaci di guizzi di creatività fuori dal comune, ma anche capaci di piangerci addosso in modo fuori dal comune, quindi la vedo come una città fortemente contrastata, come il mio brano che parte con una chitarra classica e gli archi e finisce con un ritmo techno, esattamente come io vedo Catania.

Abbiamo da poco scoperto la line up del Festival di Sanremo, cosa ne pensi?

Fantastico, sono molto felice per i miei amici Francesco Motta e Zen Curcus, che sono anche colleghi di booking, siamo insieme con Locusta. Credo che ci sia anche qualche cosa positiva qua e là, ho visto che ci sono anche gli Ex-Otago. Ho visto poco altro, a dire il vero, nel senso che ho visto anche tutta la solita vecchia scena essere presente. Credo che sia anche questo un momento di transizione, però ripeto, vedere due artisti veramente indipendenti come Zen Circus e Francesco mi fa estremamente piacere, poi Sanremo è una vetrina, magari l’anno prossimo vedrete Edy.

Domanda Nonsense: Se avessi la macchina del tempo, quale concerto andresti a vedere?

Mi piacerebbe tantissimo trovarmi in un posto fumoso di fronte a pochissime persone e vedere un concerto chitarra e voce di Nick Drake.

Autore dell'articolo: Egle Taccia

Egle Taccia
Egle è avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag e Qube Music e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d'Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!