Connect with us

Hi, what are you looking for?

No New

No New – Grand Drifter: un viaggio nei migliori anni ’60

Grand Drifter è il moniker dietro il quale si cela Andrea Calvo (voce, chitarra, pianoforte, strumenti). “Lost Spring Songs” è il suo primo progetto solista: 12 brani, acustici ed elettrici (più una breve reprise finale) registrati tra il 2017 e il 2018, nei quali l’artista utilizza un linguaggio formale e armonico esplicitamente legato ad un certo pop degli anni ‘60 e a certi autori amati, dando vita ad una conversazione ideale e segreta con questi ultimi.

Egle Taccia l’ha incontrato per saperne di più.

 

Di cosa ci parli in “Lost Spring Songs”?

Di amore e stati d’animo. “Lost Spring Songs” è una collezione di canzoni, più melodie che parole. Frammenti ricomposti e diventati un disco.

Ho letto che immagini i brani come se appartenessero a un disco ritrovato per caso dopo molti anni. A quale epoca apparterrebbe l’album?

Mi piace pensare in maniera slegata da condizionamenti, e il cosiddetto “presente” molto spesso è già un condizionamento. E forse i prodotti dell’ingegno in senso artistico hanno una forza particolare quando trascendono il loro presente, per appartenere a qualsiasi momento. Suonano ancora, oggi come ieri e sicuramente ancora domani. Ci vuole una specie di isolamento per fare questo, una via di mezzo tra l’ingenuità e una fortissima passione per quello che si fa. E poi secondo me l’immedesimazione aiuta tanto a sbloccarsi in fase di scrittura. E’ quasi un gioco, tipo “come farebbe Paul McCartney questo bridge? e che accordo userebbe qui Brian Wilson?”. Comunque non c’è un’epoca precisa per “questo” disco, ce ne sono diverse contemporaneamente. Lontane e anche piuttosto recenti. Però quando scrivo penso in genere alla felicità Pop dei tardi’60s, funziona sempre.

Sei un tipo affascinato dal passato?

In genere direi di no, ma per la musica, ok: non posso negarlo! Le ispirazioni e le suggestioni più forti alla fine arrivano sempre da qualche vecchio disco, che ha ancora qualcosa da dire, e mi fa stare bene.

Quali sono i tuoi riferimenti musicali?

Tantissimi! Ascolto e -quando posso- acquisto molta musica, mi interesso a tutto quello che c’è in giro, ma alla fine ritorno ai pochi ascolti che per me sono stati e sono ancora veramente importanti. I Beatles -e tutto quello che ne deriva e sta intorno- sono una fonte inesauribile di suggestioni e ispirazioni, per me. Fin da bambino.

Chi è l’equilibrista che incontriamo nell’album?

Proprio chi sia non saprei, diciamo che è uno stato d’animo. Incertezza ma ostinazione nel proseguire, fragilità non nascosta e forza: è qualcuno che compie un percorso. Quindi per un momento può essere chiunque di noi, no? L’artwork del disco (e il video del singolo Circus Days) è stato realizzato da Ivano A. Antonazzo, che ha trasfigurato graficamente attraverso personaggi e situazioni tutte le suggestioni che a parole faticavo a esprimere.

Il tuo disco è un esempio di come si possa pubblicare un album fresco e trascinante, senza bisogno di inseguire a tutti i costi le mode del momento. Pensi che la nostra musica spesso manchi di coraggio?

Ti ringrazio molto per l’apprezzamento.

Non ho gli strumenti per tastare il polso ad una intera situazione musicale, però oggi, secondo me, manca la curiosità e l’apertura, e questo in tante cose.

Hai utilizzato accordi in minore. Volevi ammantare i brani di suggestioni malinconiche?

Ho utilizzato accordi in minore probabilmente perché corrispondono maggiormente a ciò che voglio esprimere. Forse consentono più suggestione o qualche eleganza nelle melodie, ma sicuramente non per creare volutamente malinconia. Se c’è malinconia è intrinseca in un approccio generale alla canzone, non è scelta a priori.

Domanda Nonsense: Immaginati catapultato negli anni ’60. Quale sarebbe il primo concerto che andresti a sentire?

Eh, domanda difficilissima…ma almeno “il primo” è facile.

Ovviamente andrei a vedere i Beatles.

E ti dico anche quando.

Il tour britannico del dicembre 1965, quello dove avevano una setlist pazzesca: con “Help!”, “We can work it out” e “Yesterday”, che gira voce McCartney eseguisse dal vivo all’epoca anche al pianoforte.

Written By

Ultimi articoli

No Press

Parco della Musica di Milano La nuova location estiva  con due palchi immersa nel verde   25 AGOSTO DJO Il progetto musicale di Joe...

No Report

Averci i pezzi. Ecco come si può riassumere tutto: quando hai una manciata di canzoni che migliaia di persone sanno a memoria parola per...

Facebook

Categorie

Leggi anche:

No Press

Dal 16 al 22 novembre 2026   TORNA LA MILANO MUSIC WEEK CON LA DIREZIONE ARTISTICA DI LINUS   un appuntamento di riferimento per...

No Interview

I Sick Tamburo hanno annunciato due date speciali che li vedranno protagonisti insieme ai Tre Allegri Ragazzi Morti. Potremo infatti rivederli sul palco, dopo...

No Interview

“Reunion” è il terzo album solista di Saverio Lanza, musicista e compositore fiorentino con una carriera ricca di collaborazioni prestigiose. Uscito il 26 settembre...

No Interview

Dopo il grande successo del TOUR 2025, che ha visto la band protagonista nelle principali città italiane, I Ministri stanno per concludere il PROVINCIA POPOLARE TOUR 2026: un...