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No New – I Cauteruccio e “La vera storia du Pigeon Boiteaux”

Cantautorato che lascia spazio anche a pennellate di rock-blues, un bisogno quasi fisiologico di tramutare in parole certi pensieri e la scelta di dire addio al caro, ma ormai obsoleto compact disc: La vera storia du Pigeon Boiteaux è il disco d’esordio, uscito per La Stanza Nascosta Records, della band aretina Cauteruccio.

“La vera storia du Pigeon Boiteaux” è uscito la scorsa primavera. Vi ritenete soddisfatti del suo cammino?

(Salvatore) Sì! Siamo molto soddisfatti del cammino fatto fino adesso anche se è presto per tirare le somme, dato che siamo solo a metà del percorso che ci siamo prefissi di fare. Abbiamo deciso di dividere il tour promozionale per l’uscita del nostro disco in due spezzoni, dato che sapevamo che Diego, il nostro bassista, avrebbe dovuto affrontare un’operazione al polso che lo avrebbe tenuto lontano dalle 4 corde per un periodo. A gennaio riprenderemo con i concerti che ci terranno impegnati fino alla prossima estate!

E nella dimensione live che tipo di pubblico vi ha accolto?

(Salvatore) Prima di cominciare il nostro tour decidemmo di inserire in scaletta, oltre ai pezzi contenuti ne “La vera storia du Pigeon Boiteaux”, tre canzoni di band che noi consideriamo affini al nostro genere e per questo anche fonti di ispirazione: Zen Circus, Verdena e Brunori Sas. Con enorme stupore ci siamo resi conto che le persone che assistevano ai concerti cantavano a memoria insieme a noi queste canzoni come se sapessero già che le avremmo suonate!

Questo per dire che il pubblico che ci ha accolto è stato gentile, caloroso, ma soprattutto ha i nostri stessi gusti musicali!

Al bando i cd e i vinili, per questo disco avete deciso di affidarvi ad una chiavetta Usb a forma di carta di credito. Come hanno reagito i fruitori della vostra musica?

(Salvatore) Quando Diego ha proposto di stampare i nostri dischi su di una Usb a forma di Credit Card con sopra le nostre foto e la copertina dell’album, ci è sembrata subito, di comune accordo, un’idea fighissima e non ci siamo  posti più di tanto il problema che a qualcuno potesse non piacere. Il fatto, però, che tutti coloro che hanno meno apprezzato l’idea avessero in comune l’età (anno più anno meno) ha lasciato spazio ad un sacco di considerazioni!

(Matteo) Francamente crediamo che il formato CD sia ormai scaduto, i vinili stanno sicuramente tornando di moda ma hanno costi più elevati sia per la produzione che per il nostro pubblico, quindi la soluzione è stata la chiavetta USB, dove oltre al nostro disco in formato digitale ci sono 8 giga byte di spazio libero che ognuno potrà usare come preferisce.

Per la maggior parte del nostro pubblico è stata una bella sorpresa, infatti con un sol colpo possono acquistare la nostra musica ed in più avere una chiavetta USB che serve sempre a qualcosa!

Pop-rock britannico, cantautorato italiano…da che background arrivate?

(Matteo) Il gusto musicale che maggiormente ci accomuna è sicuramente il cantautorato con influenze rock, ma ognuno di noi ascolta ed ha ascoltato musica e generi molto diversi tra loro: prog, elettronica, new metal, grunge, rock psichedelico, industrial, blues…insomma chi più ne ha più ne metta, senza tralasciare ovviamente i grandi classici. A volte nella nostra musica cerchiamo di inserire, anche se in minima parte, frammenti di questi generi musicali.

E ora cosa bolle in pentola?

(Salvatore) Come è naturale questa piccola pausa forzata dai live ci ha portato ad imbracciare i nostri strumenti con un’altra ottica, ed è venuto spontaneo a tutti pensare a quello che sarà il dopo “Pigeon Boiteaux”. Quindi abbiamo deciso di acquistare una pentola nuova, all’interno della quale abbiamo cominciato a buttare strofe, ritornelli, riff …e ci siamo resi conto da subito che tutto ciò che pubblicheremo nel futuro sarà molto diverso da ciò che avete ascoltato!

(Matteo) Stiamo lavorando ad un nuovo disco, ci saranno novità molto interessanti dal punto di vista musicale e non vediamo l’ora di farvi ascoltare i nuovi brani, di cui daremo degli assaggi nella seconda parte del nostro tour.

Domanda Nonsense: il pollo si mangia con le posate o con le mani?

(Salvatore) Allora, se il pollo è ruspante, quindi abituato a scorrazzare libero per le aie ed i cortili delle nostre campagne, è preferibile mangiarlo con le mani per rendere onore all’animale stesso che avrebbe voluto così. Al contrario se proviene da allevamento intensivo, quindi assuefatto alla sedentarietà ed educato alla servizievolezza dei loro curatori, è preferibile mangiarlo con le posate, per gustarne al meglio quel sapore aristocratico/antibiotico che lo contraddistingue.

Intervista a cura di Cinzia Canali

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Cinzia Canali nasce a Forlì nel 1984. Dopo gli studi, si appresta a svolgere qualunque tipo di lavoro, ama scrivere e ha la casa invasa dai libri. La musica è la sua passione più grande. Gira da sempre l'Italia per seguire più live possibili, la definisce la miglior cura contro qualsiasi problema.

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