No New – I pensieri disturbanti dei Lex Audrey

È uscito l’8 Febbraio per Las Vegas Records No Intention of Changing the World”, il nuovo album della formazione austriaca LEX AUDREY. Secondo la band il disco, a tratti, può disturbare i pensieri di chi lo ascolta, pur rilasciando alla fine vibrazioni positive.

Scoprite perché nell’intervista a cura di Egle Taccia.

Descrivete i Lex Audrey con tre aggettivi…

Direi che siamo freschi, sorprendenti ed ironici.

“No Intention of Changing the World”. Un titolo o una dichiarazione?

Ad essere onesto non riesco davvero a trovare una risposta a questa domanda, perché penso significhi entrambe le cose. Di sicuro è un’ironica dichiarazione su noi stessi, dice che non abbiamo nessuna intenzione di cambiare il mondo, ma non è totalmente vero, cosa che lo riporta ad essere soltanto un titolo. Capiscimi, volevamo un titolo che descrivesse il modo in cui percepiamo la società in questo momento, e ci piaceva il modo in cui un titolo come “No Intention of Changing the World” tratti questo delicato tema in un modo sì molto critico, ma allo stesso tempo divertente. Non appena ci venne in mente, nella band non ci fu davvero alcuna discussione su quale dovesse essere il titolo, eravamo sicuri di questo fin dal primo momento in cui ne abbiamo parlato.

In che senso l’album può disturbare i pensieri di chi lo ascolta?

L’intenzione era certamente quella che gli ascoltatori pensassero a quello di cui stiamo cantando. Noi parliamo del modo in cui le relazioni interpersonali siano cambiate tramite l’uso della tecnologia e dei media come smartphone e social media, che immagino sia un argomento abbastanza attuale. Noi abbiamo indirizzato le cose di cui cantiamo in un modo talvolta piuttosto diretto, ecco perché diciamo di tendere a “distubrare” i pensieri dei nostri ascoltatori a volte 😉

Qual è l’immaginario che avete voluto racchiudere nel disco?

Volevamo rendere una dichiarazione su cosa pensiamo stia accadendo nella società adesso e racchiuderla nella musica che amiamo.

Avete scelto di curare tutte le fasi di creazione del disco. Non avete voluto intromissioni in questo album?

La ragione di ciò è davvero assai semplice: lavoro sui miei testi e sulle mie canzoni per così tanto tempo prima che cominci a produrre l’intero lavoro, che ho una visione concreta del modo in cui voglio che suoni alla fine. Ho tentato di produrre le mie canzoni con altri produttori e ingegneri del suono ma non ho mai veramente percepito quello che volevo che anch’essi provassero, ecco perché ho deciso di produrre l’album da solo.

L’album parla dell’impatto negativo che le nuove tecnologie hanno sulla società. In che modo il digitale ci sta distruggendo?

Non voglio dire che il digitale ci stia distruggendo. Penso che sia errato il modo di rapportarsi con esso. Esso sta semplicemente cambiando il modo in cui ci comportiamo e interagiamo tra noi attraverso modalità che trovo a volte inquietanti. L’esempio migliore di quello che intendo è probabilmente la canzone “From Beginning”, nella quale il testo dice “all she’s loving is a picture”. Proviamo a costruire una nuova realtà con AR e VR (realtà aumentata e virtuale), no? Non pensi che sia spaventoso?

I vostri testi spesso hanno diverse chiavi di lettura e possono essere interpretati in vario modo. È come se fossero pensati per diversi tipi di ascoltatori, quelli più superficiali e quelli più attenti. È così?

Sì, è decisamente così. È qualcosa che è anche incorporato nel nostro nome – Lex Audrey – la legge di Audrey – qualche volta hai bisogno di dare uno sguardo più attento per comprendere veramente il valore delle cose. Possono sembrare delle semplici canzoni pop, ma quando dai uno sguardo più da vicino è probabilmente di più 😉

Il progetto grafico del disco è stato realizzato utilizzando foto senza copyright trovate online. Questa scelta ha un significato preciso?

Nell’album noi abbiamo parlato molto del cloud e di Internet – quindi ci è sembrato naturale per noi creare un artwork fatto di foto libere da copyright che abbiamo preso da Internet

Domanda Nonsense: Avete la possibilità di ricevere un superpotere, quale scegliete?

Sarebbe scontato dire di voler essere capace di volare, quindi direi che mi piacerebbe avere il superpotere di trovare sempre le parole giuste da dire in ogni situazione. Potrebbe sembrare semplice, ma penso che non sia così.

Cari saluti,

Niklas

English Version:

Can you please describe Lex Audrey with 3 adjectives?

I’d say we are fresh, surprising and ironic.

“ No Intention of Changing the World”. Is it a title or a declaration?

To be honest I can’t really find an answer to that question, because I think it is supposed to be both. Of course, it’s an ironic declaration about ourself, saying that we do not have any intention to change the world, but it’s not really serious, which makes it just a title again. Do you understand? We wanted a title that describes the way we feel about society in the moment, and we like the way „No Intention of Changing the World“ as a title deals with this delicate theme in a very critical but funny way. As soon as it first came up there wasn’t really a discussion in the band about which title it is going to be, we were sure from the moment we first talked about it. 

What does it mean that the record sometimes stirs up its listeners thoughts?

The intention certainly was to make listeners think about what we sing about. We talk about the way interpersonal relations changed through the use of technology and media such as smartphones and social media, which is a quite current topic I guess. We adress the things we sing about in a very direct way sometimes, and that is why we say we tend to „stir up“ our listeners thoughts sometimes 😉

What is the imagination that you meant to put in this record?

We wanted to make a statement about what we think of whats going on in society right now and wrap it in music we love.

You chose to take care of all the aspects of the creation of the record. You didn’t want intrusions in this record. Is it like this?

The reason for that is really quite simple: I work on my lyrics and my songs for such a long time before it comes to producing the whole thing that I have a concrete vision of what I want it to sound like in the end. I tried to produce my own songs with other producers and sound engineers but it never really felt the way I wanted it to feel, and that’s why I decided to produce the album myself. 

The record speaks about the negative impact that new technologies have on society. In which way is the digital world destroying us?

I don’t want to say that it is destroying us. I think this is the wrong way of dealing with this. It’s simply changing the way we behave and interact with each other in ways I find disturbing sometimes. The best example for what I mean is maybe the song „From Beginning“, where the lyrics are „all she’s loving is a picture“. We try to build a new reality with AR and VR, don’t you? Don’t you think that’s scary? 

Your lyrics have often different interpretations. It is like they were thought for different kinds of listeners, the more superficial ones and the more attentive ones. Is it like this?

Yes, it’s definitely like that. That is something that is even embedded in our band-name – LEX AUDREY – the law of Audrey – sometimes you have to take a closer look to truly comprehend the worth of things. It may seem like a simple pop songs, but when you take a closer look it’s maybe more 😉

The artwork is  completely made of free-stockmaterial. Has this choice a precise meaning?

On the album we are talking about the cloud and the internet a lot – so it seemed like a natural step for us to create an artwork out of free photos we took from the internet 🙂

“Nonsense” question: If you had the possibility of getting a super power, which one would you choose?

It’s so classic to say you want to be able to fly, so I would say I’d like to have the super power of always finding the right words to say in every situation. It may seem simple, but I think it’s not.

Liebste Grüße,

Niklas

Autore dell'articolo: Egle Taccia

Egle Taccia
Egle è avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag e Qube Music e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d'Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!