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No New – “Portafortuna”, il debutto di Gianfrancesco Cataldo

Gianfrancesco Cataldo è un giovanissimo cantautore campano dalla voce intensa e delicata al tempo stesso. Portafortuna è il titolo del suo primo disco di inediti, uscito il 16 febbraio per l’etichetta AlfaMusic.

Nel 2016 hai vinto il Premio Musicultura, che esperienza è stata e in che modo ha dato uno slancio alla tua carriera artistica?

A Musicultura mi sono sentito cantautore, ogni cosa che girava intorno a quell’ambiente era artistica e tutti erano sorridenti. Essere a Macerata nei giorni delle finali era un po’ come essere nel paese dei balocchi. Quando parlavo con qualcuno potevo dire che facevo il cantautore, senza sentirmi dire la classica frase -“Sì, ma come lavoro che fai?”- e questo è bellissimo. Dopo la vittoria ho incominciato subito a lavorare al mio primo disco e a creare un buon progetto per presentarmi al pubblico: vincere un concorso così importante a 19 anni mi ha fatto crescere ed iniziare a pensare che forse, un giorno, questo potrebbe essere il mio “lavoro”. La strada è lunghissima e sicuramente c’è molto da fare, ma il mio inizio ufficiale nel mondo del cantautorato lo devo a Musicultura.

È appena uscito “PORTAFORTUNA”, raccontaci come ha preso forma.

Per prima cosa ho provato a scegliere dieci tracce adatte a questo disco: volevo racchiudesse una sintesi attendibile del mio percorso vissuto fino ad oggi. E questo non è stato facile, perché il primo disco è una tua presentazione, il tuo primo passo nel mondo della musica e, quindi, vorresti dare il meglio. La mia etichetta ha subito creduto nel progetto, così, insieme ad Alessandro Guardia e Fabrizio Salvatore, abbiamo creato un team ed è iniziata la fase di registrazione. Sono felicissimo di questo progetto: è un disco che è stato fatto con grande qualità e soprattutto con tanta voglia di poter trasmettere qualcosa (lo spero).

Hai dedicato il disco a Rino Gaetano, quanto sei legato al cantautorato italiano?

Dedicare il disco a Rino è stato più che altro un ringraziamento per avermi insegnato a raccontare la vita con parole semplici. Lo ritengo un grande professore per chi si approccia al cantautorato, ma devo dire che attualmente nel panorama italiano manca uno come lui. Molti ci provano, ma nessuno è come Rino. Gaber, De Gregori, Ivan Graziani (e molti altri) mi hanno trasmesso l’amore per la scrittura, la voglia di raccontare e non solo, ma tra i miei preferiti ci sono anche artisti come Silvestri e Fabi, che sono riusciti a conquistarmi in un secondo momento.

Uno dei brani presenti nella tracklist si intitola “Cercare dignità” che inquadra bene la situazione attuale di molti immigrati. La musica pensi possa aiutare ad abbattere certe barriere inutili e dannose?

La storia ci insegna che la musica ha sempre avuto un grande potere, è stata l’unica arma in grado di poter attaccare senza fare male. Credo che questa possa aiutare a denunciare, a far riflettere e a dar forma a un pensiero. Con questo brano ho voluto raccontare una storia, vista da un altro punto di vista, provando a far capire che spesso queste barriere sono create da noi e solo noi possiamo abbatterle.

Un artista con cui ti piacerebbe collaborare?

Beh… se proprio dovessi avere carta bianca sceglierei di collaborare con John Mayer! La sua musica è sempre al passo con i tempi, soprattutto perché è un artista che ha toccato vari generi, riuscendo a preservare la sua indole blues. Ogni suo disco è una perla, a partire dalla sua band che è formata da musicisti come Steve Jordan e Pino Palladino. Ha una voce pazzesca e un timbro unico. Quando vedo i suoi live mi stupisco sempre di più. Solo una cosa mi fa arrabbiare: ha suonato solo una volta in Italia, aprendo i Rolling Stones ed io non c’ero!

Domanda Nonsense: L’oggetto che dimentichi sempre di mettere in valigia?

Devo ammettere che sono uno molto preciso, non dimentico quasi nulla, però capita spesso che mi dimentico il telefono. Non so se è poi così male ahahah!

https://youtu.be/l1pgw3DfRqc

Intervista a cura di Cinzia Canali

Written By

Cinzia Canali nasce a Forlì nel 1984. Dopo gli studi, si appresta a svolgere qualunque tipo di lavoro, ama scrivere e ha la casa invasa dai libri. La musica è la sua passione più grande. Gira da sempre l'Italia per seguire più live possibili, la definisce la miglior cura contro qualsiasi problema.

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