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No New – “Vita, morte e Mircoli”, il nuovo disco di Francesco Mircoli

Canzone d’autore, pop-rock ed elettro-funky in Vita, morte e Mircoli, il nuovo disco, uscito il 1° gennaio, di Francesco Mircoli, cantautore marchigiano, classe 1985,  con un’intensa attività live alle spalle; tra i brani più conosciuti “Psicofarmaci” e “La Madam”.

 

“Vita, morte e Mircoli”: raccontaci la genesi di questo nuovo lavoro.

Dopo tanti concerti era ora che mettessi in piedi un disco fatto da alcuni dei brani che avevo scritto e alcuni dei quali già proposti in versione “live”. Le persone me lo chiedevano e una volta trovato il mio “Rick Rubin” Enrico Tiberi (produttore artistico) ora in forze a Berlino, mi sono rinchiuso in studio a Civitanova Marche. Di solito sono molto contento dei titoli delle mie canzoni e questo titolo è un vero spettacolo: in effetti le mie canzoni sono sempre autobiografiche e, come diceva un noto regista, sono autobiografico anche quando parlo di una sogliola. A parte ciò nel disco ci sono i due brani finalisti al Premio De Andrè (Ti… e Carolina Bruno Vidal)  e ti racconto pure un aneddoto che sanno in pochissimi. Questo lavoro è arrivato negli uffici e nelle orecchie di una nota casa discografica, dopo qualche giorno mi telefona il discografico per farmi i complimenti e mi propone di partecipare al format “Amici”, ma non me la sono sentita di andare per paura di bruciarmi in un meccanismo troppo televisivo che mi avrebbe schiacciato senz’altro. Avanti così .

Il singolo che ha anticipato l’uscita dell’album si intitola “Considerato”, di cosa parla?

E’ un flash di un pomeriggio di fine estate, pensavo a me nel passaggio dai venti ai trent’anni e alle montagne russe psicologiche vissute; infatti sulla canzone  dico “ di questa nave conosco stiva per stiva dall’amplesso mondiale fino all’ansia cattiva” ; pensavo di avere solo io questi problemi con l’ansia invece poi ho scoperto che eravamo in molti e mi sono quasi tranquilizzato ahahah . Quando abbiamo eseguito per la prima volta a Gennaio “Considerato”, dal vivo è stato ricantato a memoria con grande trasporto, quindi ho avuto la riprova di aver fatto un buon lavoro!

 

 

Cosa ti rende più fiero di questo disco?

Le canzoni, la sincerità che c’è dietro e il lavoro duro svolto in silenzio quando erano in pochi a credermi, pure adesso sono in pochi, ma sono pochi che crescono perché quando non bari e giochi pulito la tua gente lo sa e ti segue. Non voglio piacere a tutti, voglio piacere a chi si è sentito come me in alcuni momenti, la musica per me è questo; il genere musicale, la tecnica, le note, le regolette da professorino vengono dopo.

Come capirai dalla copertina emblematica del disco, all’interno ci sono personaggi che compongono la mia provincia, la signorina tutta tara “La Madam” oppure la signorina colta che parla per frasi fatte perché ha imparato i libri a memoria, “Tutto il resto ingoia”  mi è venuta pensando a questi tempi in cui i centri storici sono vuoti, i centri commerciali pieni e la musica sembra sia destinata a diventare sempre più sottofondo. “Ti” è la fine di un amore che in realtà non è finito ma non puoi viverlo come vorresti… “Dov’è Luca?!” riguarda le persone che ti vivevano a fianco e poi se ne vanno ma non sai dove, “Carolina Bruno Vidal”  che è di Valencia ma giocava a viso aperto come il Barça e  “Psicofarmaci” che di solito la introduco dicendo : – in un mondo malato chi è sano va dallo psicologo.

Hai aperto i concerti di diversi artisti italiani. Ce n’è uno in particolare con cui ti sei trovato più a tuo agio?

Beh posso dire che con i La Rua e Omar Pedrini c’è sincera amicizia, concetto particolare in questo mondo qui. Grignani era di fretta, peccato sono suo grande fan e volevo abbracciarlo per le emozioni che mi ha dato. I Finley degli ottimi ragazzi! Con gli altri c’è stato meno contatto. Una volta ho cantato il brano “Psicofarmaci” durante l’apertura di un concerto e mi sono arrivate delle pasticche vere sul palco, situazioni divertenti e che comunque fanno riflettere.

Come ha preso forma la tua passione per la musica?

A casa mia sono rimasti ad Albano figurati! Comunque verso i 15 anni sentivo che il calcio mi stava nauseando e cercavo qualcosa che mi riempisse davvero. Ho preso la chitarra e mi sono rinchiuso dentro casa per anni, la mia fidanzatina era incavolata nera perché uscivo poco infatti poi mi ha lasciato, ha fatto bene!

Domanda Nonsense: piatto tipico marchigiano che detesti?

La ragazza che non ride e mugugna, tipico piatto freddo marchigiano che detesto e costa pure molto! Sai quando la tara è alta costa sempre tutto di più!

 

 

Intervista a cura di Cinzia Canali

 

Written By

Cinzia Canali nasce a Forlì nel 1984. Dopo gli studi, si appresta a svolgere qualunque tipo di lavoro, ama scrivere e ha la casa invasa dai libri. La musica è la sua passione più grande. Gira da sempre l'Italia per seguire più live possibili, la definisce la miglior cura contro qualsiasi problema.

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