NO PRESS – È uscito venerdì 22 marzo “POESIA E CIVILTÀ” il nuovo lavoro discografico di Giovanni Truppi, il cantautore sospeso nel tempo

Il quinto album per il cantautore napoletano, il primo con una major, ispirato al romanzo di Edoardo Albinati. Un disco che sembra provenire da un’altra epoca per melodie e scrittura. In partenza dal 4 aprile con un tour serratissimo di date.

Il luogo scelto da Giovanni Truppi per la presentazione del suo quinto album è la sala di un bellissimo teatro di periferia, il Teatro Verdi in zona Isola, con le classiche poltroncine sprofondanti in velluto rosso, su un parquet scricchiolante, poste di fronte al palcoscenico con al centro solo un pianoforte a coda. L’atmosfera è accogliente e intima e diventa quasi “sospesa” quando Truppi comincia a suonare quel piano, senza dire niente, partendo da “Borghesia”, la prima traccia del suo nuovo disco “Poesia e civiltà”.

Dopo aver eseguito tre pezzi, uno dopo l’altro, come risvegliatosi e tornato alla realtà, è sceso tra gli addetti stampa a raccontarsi con la classica timidezza mista quasi a disagio, che lo contraddistingue.

È il suo primo disco per una major, ossia Virgin/Universal, dopo una lunga gavetta da indipendente, il che lo rende grato per la nuova opportunità e la fiducia che gli è stata data. Contiene 11 brani inediti che prendono spunto dal romanzo di Edoardo Albinati (Premio Strega 2016) “La scuola cattolica”, anticipato dai singoli “L’unica oltre l’amore” e il già citato “Borghesia”. Si tratta di un disco che, come racconta lo stesso Truppi, parla “di identità, della vita adulta, della bellezza e del nostro approccio con la società”, il tutto attraverso una scrittura più classica e meno spigolosa dei precedenti lavori. È un linguaggio in pieno stile cantautorale degli anni ’70 sia proprio per alcune scelte lessicali, ma anche e soprattutto per il rimando della musica con il pianoforte a farla da padrona in tutta la produzione. In fondo i grandi riferimenti di Giovanni sono Fabrizio De Andrè, Paolo Conte e Franco Battiato. Mentre, per rimanere più legati al contemporaneo, di recente ha subito molto l’influenza di Sun Kill Moon e Sufjan Stevens.

Come ultima traccia troviamo “Ancient Society” dove il testo è preso interamente dal libro del 1877 dell’antropologo americano Lewis H. Morgan, da cui il libro prende il titolo.

Il disco è stato registrato per lo più negli Stati Uniti con la produzione di Marco Buccelli, Giovanni Pallotti e lo stesso Giovanni Truppi. Fa una menzione particolare alla canzone “Le elezioni politiche del 2018” che ha scritto nel momento della Brexit e dell’elezione di Trump in America, ma che facilmente ha potuto poi ricondurre al momento storico tutto italiano vissuto successivamente appunto con le elezioni e del clima di smarrimento vissuto, quasi come in una puntata della fortunata serie Black Mirror.

Partirà da Terni il tour di “Poesia e civiltà” il 4 aprile prossimo che vedrà sul palco 6 musicisti, tra cui anche una seconda voce femminile, avendo usato per la prima volta in questo album molti cori femminili, appunto. Successivamente il 5 aprile sarà a Caserta, il 6 a Bari, l’11 a Roma, il 12 a Pisa, il 13 a Bologna, il 17 a Milano, il 20 a Prato e il 9 maggio a Torino.

Autore dell'articolo: Francesca Zizzari

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