No Report – Ermal Meta + Gnu Quartet a Catania

L’11 Febbraio Ermal Meta è arrivato a Catania accompagnato dal Gnu Quartet, un quartetto composto da violoncello, flauto, violino e viola, e con un’apertura eccezionale affidata al cantautore catanese Cordio.

Un insieme di artisti incredibili, messi sullo stesso palco, che hanno portato al Teatro Metropolitan una ventata di eleganza e classe in musica.

Mai come stasera apertura fu più azzeccata. Cordio ha proposto al pubblico di Meta una serie di brani bellissimi, che sono stati spesso interrotti da applausi, che diventano ovazione sul brano “Il Paradiso” e che fanno comprendere come spesso l’umanità si trovi tra il pubblico dei concerti.

Il live di Ermal Meta si apre con una vera magia creata dal suo piano e dal Gnu Quartet. È un concerto dove i brani di Meta diventano magici grazie a questi nuovi arrangiamenti, magari meno radiofonici, ma che mettono maggiormente in risalto i testi e le emozioni racchiuse nelle canzoni. Ermal trova così, nel teatro e in questa formazione, il suo luogo magico, a contatto con un pubblico che gli trasmette un affetto che di rado si incontra. Un dialogo tra il palco e la platea, in cui l’artista, che stasera non è nella forma migliore a causa della febbre, cosa di cui non ci accorgiamo, mostra una simpatia e una spontaneità che abbattono totalmente le barriere e fanno sentire il pubblico libero di urlargli tutto ciò che vuole, senza alcun tipo di freno.

Sono moltissimi gli aneddoti che ci vengono raccontati. Tutto prende spunto dalle sue cuffie, che gli fanno sentire ciò che il pubblico dice e ci strappa la prima risata raccontandoci di come non sempre l’espressione del viso corrisponda a quello che si dice. “La bellezza del teatro sta nel fatto che si sente tutto, proprio tutto”, spiega, e ci racconta di quella volta che gli si strapparono i pantaloni dopo una spaccata e dal microfono, rivolto al pubblico, ha sentito delle robe pazzesche: “Da quel giorno spero che non mi si rompano più i pantaloni”.

Sulle note di “Piccola Anima”, accennata prima alla chitarra, il pubblico intona le prime strofe a gran voce. Ci ricorda che il primo fanclub della sua band “La fame di Camilla” nacque proprio a Catania, introducendo “Niente che ti assomigli”,  ed è per questo che è legatissimo a questa città.

Dopo un po’ arriva il pezzo grazie al quale ha conosciuto molti di noi. Racconta di una notte in cui non se la sentiva di rientrare a casa, come se qualcosa dovesse ancora succedere e infatti, verso le due di notte di quella sera, nacque “Vietato morire”.

Parla della sua prima prova con il Gnu Quartet, in cui sembrava che fossero stati loro a scrivere le sue canzoni, visto che sapevano alla perfezione tutti gli accordi, mentre lui li seguiva con la chitarra. Arriva anche il pezzo vincitore del Sanremo 2018, “Non mi avete fatto niente”, accompagnato da un aneddoto sui suoi capelli. Prima di salire sul palco una delle sue assistenti gli spruzzò nei capelli dell’acqua, che solo dopo un po’ si accorse essere acqua di mare, che da sempre ha avuto un effetto particolare sulla sua testa, facendogli lievitare i capelli in stile afro. Così, per non andare sul palco conciato in maniera un po’ strana, dovette lavarli al volo. Da quel giorno con i suoi capelli ha un patto di non belligeranza: “Io non rompo le palle a loro e loro non le rompono a me”.

Durante la serata arrivano tre cover: “Billie Jean” di Michael Jackson, “Unintended” dei Muse e “Amara Terra Mia” di Modugno, che riceve una standing ovation.

Sul finale ascoltiamo le acclamatissime “Voodoo Love” e “A parte te”.

Ermal Meta trova la sua dimensione migliore a teatro, grazie anche alla collaborazione del Gnu Quartet, una delle cose più rock che ho visto in Italia negli ultimi tempi.

Report a cura di Egle Taccia

Foto Francesco Lauria

Autore dell'articolo: Egle Taccia

Egle Taccia
Egle è avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag e Qube Music e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d'Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!