No Report – Max Gazzè porta la sua Alchemaya a Taormina

Il 25 agosto Max Gazzè ha portato a Taormina la magica opera “sintonica” da lui realizzata e pensata per dei luoghi speciali, dal titolo Alchemaya, che prende il nome dal doppio album di recente pubblicazione, diviso in due parti: una dedicata a inediti, ispirati da vari manoscritti religiosi, e la seconda che, invece, propone una rilettura in chiave “sintonica” dei più grandi successi dell’artista.

Ad attenderci un’orchestra maestosa, composta da 60 elementi e diretta dal Maestro Clemente Ferrari, perfettamente integrata sul palco dello splendido Teatro Antico di Taormina. Tutto comincia con la voce narrante di Ruben Rigillo, che ci racconta le origini della terra. Poco dopo appare Max Gazzè e il pubblico lo accoglie con un applauso e ascolta attento la prima parte dello spettacolo dedicata all’opera, un misto tra musica e teatro che cattura l’attenzione senza mai annoiare la platea, condita da un gioco di luci eccezionale, studiato appositamente per il Teatro. Spesso gli applausi del pubblico prendono la scena. Si susseguono brani come “L’origine del mondo”, “Il diluvio di tutti”, “Vuota dentro”, “Alchimia”, e proprio sulle note di questo brano ci accorgiamo che alle spalle dell’artista c’è un altro spettacolo, quello dell’Etna in eruzione, che regala magia nella magia. La prima parte si conclude con un assolo di pianoforte della talentuosissima pianista Sunhee You, che incanta la platea e riceve un calorosissimo applauso dal pubblico.

Max Gazzè torna in scena e inizia a interagire con la platea, facendoci intendere che la parte più seriosa della serata, quella in cui ci ha raccontato una storia, si è conclusa, e che da ora in poi siamo i benvenuti ad accompagnarlo con le nostre voci. Prima di cominciare scherza sul fatto che in questo spettacolo manchi l’autotune e che quindi spesso sarà necessario accordare gli strumenti, facendo dell’ironia sulla trap.

Si ricomincia col pezzo tanto amato che l’artista ha portato al Festival di Sanremo, “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno”, per proseguire con i brani più famosi: “Il timido ubriaco”; “Il solito sesso”; “Mentre dormi”; “Ti sembra normale”; “Cara Valentina”; “Un brivido a notte”, tratto da una poesia di Lucini dei primi del ‘900; “La vita com’è”; “Sotto casa”, che viene accolta con cori da stadio.  Ci dice che, avendo con sé un’orchestra, sarà un po’ complesso fare la pantomima dei bis e scherzando fa finta di uscire per poi rientrare immediatamente. “Una musica può fare” e “Un altro immenso cielo” chiudono una serata indimenticabile.

Questo sold out è la prova di come Max Gazzè non si sia fermato davanti ai propri successi, ma abbia voluto alzare l’asticella, studiando per il proprio pubblico un disco e uno spettacolo che rivelano la musica nella sua essenza più pura. Gazzè con Alchemaya ha aperto una strada e ci ha dimostrato che si può fare il pienone di pubblico senza bisogno di portarsi dietro l’autotune, semplicemente educando gli ascoltatori, abituandoli all’arte e all’eleganza, e per questo lo ringraziamo.

Report a cura di Egle Taccia

Autore dell'articolo: Egle Taccia

Egle Taccia
Egle è avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag, scrive per Qube Music e Lamusicarock e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d'Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!