No Report – Primavera Sound 2019 – Day 1: Fka Twings regina di giornata

Si è appena conclusa l’edizione 2019 del Primavera Sound di Barcellona. Quest’anno con un’importante novità, una line-up esattamente fifty-fifty, tra numero di progetti femminili e maschili, richiamata attraverso il tema scelto per il festival quest’anno: The New Normal.

E’ stato il festival in cui l’eleganza ha vinto su tutto, da Solange ad Erikah Badu, da Fka Twings a Janelle Monàe, ecco le regine di questa edizione, con le loro incantevoli voci e performance, hanno portato il  soul e l’ r&b ad avere un ruolo centrale in questa edizione.

 

Day 1.

Top: Fka Twings

Flop: Charlie XCX

Consigliati: Maribou State, Erikah Badu

 

-Primavera Pro:

Si parte dall’accogliente cortile interno del Macba o CCCB, sede del museo d’arte contemporanea di Barcellona, dentro il quale si trova lo stage del Primavera Day Pro.

Il primo giorno al day pro si apre con molti artisti interessanti, come gli astriaci 5K HD, la stupenda voce della nostra Birthh e gli irlandesi A. Smyth e Wyvern Lingo, queste ultime tutte donne, tre, per l’esattezza, grande presenza scenica e versatilità, ognuna di loro, anche la batterista, aveva almeno un pezzo nel quale era la voce principale.

-Primavera Main –Parc del Fòrum:

Terminati i live mattutini del day pro, ci spostiamo adesso verso il mare, al Parc del Fòrum di Barcellona.

Una ventina di palchi quasi tutti attivi in contemporanea. Non ci aspetta che camminare, camminare e ancora camminare…

A darci il benvenuto  è con grande piacere e sorpresa Danny Brown il rapper statunitense, il modo migliore per iniziare il festival, ci carica come delle molle, ma ecco che subito il sadismo di questo enorme Spotify vista mare chiamato Primavera Sound si manifesta, è già l’ora di Mac DeMarco.

Ci precipitiamo subito, l’atmosfera è magica, ci troviamo in uno dei due palchi principali posti uno di fronte all’altro: il Seat, che invece si contrappone quest’anno al Pull&Bear.

Tramonto vista mare, birretta e Mac DeMarco, non potremmo desiderare di meglio. Il cantautore canadese ci presenta il suo nuovo album Here Comes The Cowboy, oltre che il meglio della sua discografia.

Da pelle d’oca il momento di My kind of woman, con il pubblico che canta spesso al posto suo, accendendo all’unisono tutte le luci degli smartphone.

Un’acustica praticamente perfetta ci accompagnerà per tutto il festival. Siamo ufficialmente immersi nel clima di spensieratezza del Primavera.

La serata però è ancora lunga e con tanta carne al fuoco.

Siamo già in ritardo per il live di Apparat, all’interno dell’Auditori Rockdelux, il quale si trova praticamente davanti all’ingresso principale del Fòrum, scelta da discutere quella di far suonare un artista del genere fuori dal festival e in uno stage dalla capienza limitata. Tant’è vero che, arrivati all’ingresso dell’auditorium ci rimbalzano dicendoci che fosse pieno e, data la coda all’ingresso, di andare via, a nulla è servito in questo caso il pass stampa. Leggermente perplessi per la situazione, non ci resta che tornare all’interno del Parc del Fòrum, anche perché il tempo scorre. È il momento di Nas.

In un Ray-Ban stage gremito e caldissimo, riusciamo a trovare un ottimo posto praticamente sottopalco.

I bassi della leggenda dell’hip-hop ci travolgono. Grande performance, vissuta da Nas a 200 all’ora, non si ferma un attimo sopra il palco.

Dato che non si può essere uni e trini, in un colpo solo ci siamo persi i live di Christine & The Queens e di Courtney Barnett.

Ma eccoci sgattaiolare accaldati dalla massa incredibile di gente accorsa per Nas, appena in tempo per il live degli Interpol.

Un live stupefacente per la perfezione del suonato, la band Newyorkese si rivela una piacevole certezza. Uno dei migliori live visti fino a questo momento.

Si passa subito al Pull&Bear stage, di fronte, per una delle personalità più forti dell’intero festival, oltre che un ascolto consigliatissimo, è il momento di Erikah Badu.

Una delle regine di questa edizione, dall’anima Soul, Jazz e R&B.  Ci inchiniamo davanti ad una voce del genere.

 

Prima del live che più ci ha incuriosito in questa prima giornata di Primavera Sound, quello di Fka Twings, facciamo un rapido salto a vedere come se la cava Charlie XCX, quella del tormentone Boom Clap per intenderci.

Saremmo arrivati nel momento sbagliato, saremmo stati sazi per tutto quello a cui già avevamo assistito, ma se c’è da trovare un flop nelle performance di giornata per noi è proprio lei. Arrivati nel divertente momento di I love it!, brano realizzato all’epoca in featuring con le Icona pop, di lì a poco assistiamo ad una cover poco probabile delle Spice Girls, che onestamente ci sembra un po’ troppo, abbandoniamo allora il live per prendere posto al live di Fka Twings.

E’ proprio lei a cui consegnamo lo scettro come migliore performance di giornata, nonostante fossero di le 02:50 del mattino, assistiamo ad uno show densissimo e completo sotto ogni punto di vista. Dalla voce surreale, alle coreografie del corpo di ballo. Alla scenografia, se pur minimal, un cubo a due piani nel quale al centro erano posizionati i musicisti e su cui spesso saliva a cantare proprio la Twings.

Se pure non paragonabile, per un attimo abbiamo provato sensazioni simili a quelle che solo Bjork nell’edizione precedente ci aveva fatto provare. Paragone un po’ azzardato, ma che può rendere l’idea dello show a cui abbiamo assistito.

Dulcis in fundo, dopo una camminata di più di 5 minuti sopra il ponte che collega la zona dei main stage con quelli del Primavera Bits, questi ultimi a ridosso proprio della spiaggia, arriviamo al Lotus stage, per assistere al live dei Maribou State, meravigliosa sorpresa di questo primo giorno.

Dispiace un po’ per l’orario, sono infatti già le 4:00 del mattino e per la location leggermente proibitiva data la lontananza dai palchi principali, a nostro parere infatti per la loro qualità, la band avrebbe meritato tutt’altra programmazione.

Il duo inglese si esibisce in uno show cristallino, unendo suoni elettronici a ritmi strumentali, sono probabilmente la band che più vi consigliamo di andare ad ascoltare tra quelle che si sono esibite in giornata.

Si conclude così l’esordio di Nonsense al Primavera Sound di Barcellona.

L’ultimo pensiero che abbiamo al termine della giornata va alla scelta di spostare il Night Pro stage, dalla posizione dello scorso anno a ridosso del mare, perfetta per il momento tramonto, momento di inizio giornata di festival per molti partecipanti, all’ingresso principale, punto a nostro avviso completamente infelice che porta il pubblico praticamente ad ignorare il palco data la vastità del luogo. Scelta che va principalmente a discapito degli artisti selezionati per lo stage.

Report a cura di Giuseppe Fossi

Autore dell'articolo: Giuseppe Fossi

Avatar