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No Review

No Review – Angus McOg, molto più che “Beginners”

La prima sensazione, dopo aver premuto “play” per iniziare l’ascolto di questo disco, è stata quella di aver messo il disco di qualche bravo artista folk indie nordamericano, ma in realtà abbiamo appurato subito che quei bei pezzi in Inglese diffusi dallo stereo erano proprio di “Angus McOg”, progetto tutto italiano capitanato dal modenese Antonio Tavoni, vero alter ego del monicker.

 Il titolo “Beginners” è già emblematico di per sé, trattandosi di un omaggio all’omonima opera di Raymond Carver, scrittore di culto originario dell’Oregon, Stato lontano in cui la natura ancora domina incontaminata gran parte del territorio: così come l’opera di Carver – tradotta e ridotta a suo tempo nel celebre “Di cosa parliamo quando parliamo d’amore” e solo in tempi recenti riproposta nella sua interezza – anche l’album di Angus McOg è un lavoro intimista e meditativo, basato sull’efficacia di melodie minimali dal mood malinconico, cornice perfetta per brani dai testi di ispirazione ora poetica, McOg cita espressamente i poeti inglesi Tony Harrison e Simon Armitage, ora folk con echi tanto dei folksinger più moderni come i Mumford and Sons, quanto dell’imprescindibile opera di Bob Dylan.

Grazie ad un raffinato lavoro sugli arrangiamenti – figli in parte delle precedenti collaborazioni con Luca di Mira de “I Giardini di Mirò” – “Beginners” è un’opera che contiene certamente sonorità tipiche del genere, riuscendo tuttavia a non dare mai la sensazione di “già sentito”. Il risultato è una raccolta di dieci brani introspettivi e carica di suggestioni, che sfruttano al meglio la calda voce di Antonio, che narra sapientemente le storie di questi brani, conducendoci ora in contesti domestici, ora verso immense distese ancora dominate dalla natura.

Un ritorno atteso cinque anni che colpisce per l’ottimo standard qualitativo dei brani – consigliamo per iniziare l’ascolto “A Rooftop Love Song” e “Ulysses” – con dieci ispiratissimi pezzi che mostrano come il trio modenese abbia appreso la lezione dei maestri del genere. L’album insomma si merita decisamente l’attenzione del pubblico italiano, e non dubitiamo che possa ottenere un meritato successo anche al di fuori dei nostri confini.

 

Tracklist

  1. Laika
  2. A Rooftop Love Song
  3. Turkish Delight
  4. Between the Lines
  5. Green Ocean Blue
  6. Ulysses
  7. Turn the Corner
  8. Beginners
  9. Cold Sand
  10. Chanting Mime Hands
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