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No Review

No Review – “Arto”, il particolare Bildungsroman di Setti

Diciamolo subito, non è affatto facile recensire “Arto”, l’opera seconda del cantautore modenese Nicola Setti che segue di quattro anni il debutto “Ahilui”. Già il titolo ci ha un po’ presi alla sprovvista, perché mai avremmo pensato che il primo pensiero rivolto al grande Arto Lindasy fosse azzeccato: Setti infatti spiega che in questo periodo ha ascoltato molto l’opera del grande musicista statunitense, ma ci dice che “arto” è anche il braccio inquadrato al centro della copertina, un richiamo al precedente album per assonanza “Arto-Ahinoi”, oppure ancora qualcosa di “arty” in senso ironico.

Una chiave di lettura la proponiamo noi, sfruttando un gioco di contrari: “Arto”, per noi,  è anzitutto un album disarticolato, un “no concept” nato all’interno di un percorso umano ed artistico di quattro anni. L’album a dire il vero un minimo di struttura la presenta: l’artista ci parla infatti di in un primo lato “americano” – i cinque brani da “Stanza” a “Woods” -, nel quale ci racconta di un viaggio  in un’America in realtà solamente immaginata per gioco, sulle orme non di Sufjan Stevens come sarebbe stato facile ipotizzare, ma di gente come Yo la Tengo, R.E.M. sulle onde di un delicato sound che ammicca al post rock, al lo-fi e, perché no, agli Smiths.

Il lato successivo è invece quello “dopo l’America”, un viaggio personale fatto di suggestioni personali, progetti non sempre portati a termine (“Orizzonte” era destinata ad uno split album), omaggi dichiarati ad artisti amati (“Presente” cita John Grant), improvvisazioni e vecchi brani portati nel cuore come la dolce “Mi Mancavi”.

Le canzoni di Setti sono creature a sé, slegate l’una dall’altra ma allo stesso tempo accomunate dal filo conduttore di una profonda spontaneità figlia di un’ispirazione immediata derivata da diversi contesti e situazioni, piuttosto che da un’immaginazione fervida ma allo stesso tempo naif. Appunti sparsi scritti lungo il viaggio della vita, i dieci brani di “Arto” diventano alla fine i capitoli di un breve ma intenso romanzo di formazione, che in pochi minuti suscita sorrisi e commuove, toccando le corde più intime dell’ascoltatore.

 

 

Tracklist

  1. Stanza
  2. Iowa
  3. Wisconsin
  4. Barbecue
  5. Woods
  6. Bestia
  7. Presente
  8. Orizzonte
  9. Mi Mancavi
  10. Legno
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