Clever Square

No Review – Clever Square, guardando oltreoceano

Dopo un silenzio durato quattro anni, i ravennati Clever Square tornano sulle scene con un album omonimo che ne segna la rinascita artistica. Il trio composto dal mastermind Giacomo d’Attorre (voce, chitarra e autore principale), Francesco Lima (chitarra) e Andrea Napolitano (batteria) si ripropone con un album che ha il sapore della rinascita e che trae il meglio dalla scena indie made in USA degli anni ’80 e ’90, rievocando sapientemente gli stilemi di artisti come Pavement, Dinosaur Jr. e Richard Buckner. Una banale operazione nostalgia? No, affatto: nella sua classicità, “Clever Square” è un album ispirato e dotato di una ben precisa personalità che ci ha molto colpiti per la sua freschezza ed attualità.

Grazie a melodie chitarristiche assai orecchiabili ed alle convincenti interpretazioni di Giacomo, ottimo tanto nei momenti più rock quanto in quelli più languidi/malinconici, il quinto disco del trio ravennate colpisce nel segno dapprima in maniera timida – come sembra suggerire nell’artwork lo sguardo del cantante, che ci osserva nascosto tra le fronde – per poi catturarci in un piacevole loop di ascolti. Atmosfere da road trip in solitaria unite a testi figli di una personale visione di piccoli dettagli quotidiani danno vita a dieci pezzi dal mood intimo eppure immediato. Le suggestioni d’oltreoceano e dei grandi spazi aperti nordamericani sono forti, ma “Clever Square” va al di là dei richiami di quel tipo d’immaginario proponendosi come un lavoro sincero e toccante. Premendo play, l’ascoltatore si ritrova così catapultato in un suggestivo altrove, dal quale osservare da lontano la propria vita con placido distacco.

Nella realizzazione dell’album, assai importante è stato l’apporto offerto a Giacomo da due membri degli Any Other. Se da un lato apprezziamo come sempre il tocco di classe di Adele Nigro, che presta voce e sassofono all’ironica “Avocado Phishing” – brano a metà strada fra primi Motorpsycho e la recente collaborazione fra Kurt Vile e Courtney Barnett – dall’altro è notevole l’opera prestata da Marco “Halfalib” Giudici al basso e alla fase di registrazione dell’album, contribuendo in maniera decisiva al suo sound. Seppur caratterizzato da atmosfere intime e crepuscolari, “Clever Square” non prescinde da una grinta mal sopita che lo pervade come fuoco sotto la cenere: le chitarre grunge della prima traccia “Are Glasses And Contacts Ruining Your Vision?”, le frizzanti distorsioni psichedeliche di “Denial And The Wizards” o il feedback finale di “To Spoon-Feed You” ci ricordano come Clever Square sia anzitutto un progetto rock.

Ciò nonostante, sono proprio le ballate come “Cringe” o “He Cried, She Decried” a dare al disco un tocco di classe in più: malinconiche e al contempo disincantate, in esse i Clever Square bilanciano perfettamente la loro vena più graffiante con quella introspettiva, dimostrando di aver trovato finalmente la propria maturità e personalità. “Clever Square” è un disco interessante e ricco di emozioni, che va ben al di là dei richiami alle sonorità folk/indie americane. Attraverso la propria ispirazione e la scelta dei giusti collaboratori, il progetto di Giacomo d’Attorre ha finalmente trovato una propria identità ben definita ed una profondità che ci permette di inserire “Clever Square” fra le opere di cantautorato rock più interessanti del 2019. La lezione dei grandi maestri è stata assai bene appresa.

 

Tracklist

  1. Are Glasses And Contacts Ruining Your Vision?
  2. Cringe
  3. Avocado Phishing
  4. Busted Religions
  5. Denial And The Wizards
  6. Song For Beer Delivery
  7. He Cried, She Decried
  8. Endless Herman
  9. To Spoon-Feed You
  10. Fast Food Lovers

Autore dell'articolo: Fabio Rezzola

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