Corpse Flower

No Review – “Corpse Flower”, Monsieur Patton colpisce ancora

In questo 2019 musicalmente assai ricco, non poteva certo mancare il contributo di un artista prolifico ed eclettico come Mike Patton, che non appena concluse le date del tour teatrale con il suo vecchio progetto “Mondo Cane” ha pubblicato – ovviamente per Ipecac – un nuovo, particolarissimo lavoro. “Corpse Flower”, questo il nome dell’ultima fatica di Patton, è infatti un album attraverso il quale l’artista riesce nuovamente a sorprendere l’ascoltatore, scegliendo stavolta un collaboratore/complice d’eccezione: Jean-Claude Vannier, compositore francese divenuto un’autentica icona della cultura pop d’oltralpe negli anni ’60 e ’70, già all’opera con Serge Gainsbourg, Jane Birkin, France Gall, Juliette Greco e tanti altri carismatici artisti di quel periodo.

“Corpse Flower” si rifà proprio alle sonorità di quell’epoca, ridando vita a seducenti atmosfere noir che consentono di riassaporare il fascino della letteratura e del cinema di quei tempi. Fra orchestrazioni ora armoniose, ora stridenti che citano a tratti il capolavoro “Histoire de Melody Nelson” di Gainsbourg, il duo Patton/Vannier ha dato vita ad un album affascinante e fuori dal tempo. La french connection fra L.A., dove Patton ha registrato le parti cantate con la sua band, e Parigi, dove Vannier ha diretto le parti orchestrali, ha dato vita ad una produzione importante, in cui la vena sperimentale del cantante si sposa alla perfezione con le eleganti musiche elaborate dall’altrettanto estroso Vannier: al classicismo visionario di quest’ultimo si affiancano così le schegge di follia squisitamente pattoniane che abbiamo apprezzato in progetti come Mondo Cane o Fantômas.

L’album si apre con la cupa “Ballad C.3.3”: la canzone è un’intro che unisce atmosfere da romanzo giallo a citazioni esplicite della “Ballad of Reading Gaol” di Oscar Wilde, composta proprio ricordando la prigionia nell’omonimo carcere. Fin da subito restiamo colpiti dalle doti mimetiche di Mike, che offre un’interpretazione sofferta e carica di emozioni contrastanti, tormentate. Scopriamo presto che il nostro si trova a proprio agio in questo contesto, cambiando pelle fra un brano e l’altro attraverso l’interpretazione di ruoli ora loschi (“Camion”, “Browning”, “Cold Sun Warm Beer” e la stessa title track), ora seducenti e tenebrosi (“Chansons d’Amour”, “Pink and Bleue”), senza cadere in facili sdolcinatezze .

Per dare vita a tutto questo, i due geniali artisti sfruttano influenze di ogni tipo: dalla musica da camera al jazz, arrivando alle cinematografiche follie sperimentali dei Fantômas di “The Director’s Cut”. “Corpse Flower” racchiude tutte queste anime musicali e le amalgama perfettamente, risultando un’opera nel complesso coerente nel suo discorso musicale: l’eleganza non scade mai nel kitsch e lo sperimentalismo non è mai fine a se stesso, ogni elemento è perfettamente bilanciato e al posto giusto in questa opera al nero, in cui il gusto retrò coesiste alla perfezione con l’approccio avanguardistico di Patton, ancora una volta bravo a farci riscoprire la bellezza di musiche del passato ingiustamente dimenticate.

Come un moderno protagonista di un romanzo di Jean-Claude Izzo, Patton spara le sue cartucce e colpisce nel segno in tutti i dodici brani del disco, ognuno caratterizzato da un’anima diversa. Dal tocco di Nouvelle Vague presente nella passionalità della già citata “Chansons d’Amour” o nella struggente “Insolubles”, all’inquietante title-track “Corpse Flower” in cui il nostro declama una serie di ghiottonerie calcando deliziosamente il suo migliore accento italiano, i ripetuti ascolti del disco ci consentono di volta in volta di cogliere sfumature sempre nuove, sapientemente celate all’interno di queste chanson dai loro compositori.

Opera di rara raffinatezza che unisce l’incontenibile estro di Mike Patton alla grande tradizione musicale francese di Vannier, “Corpse Flower” è un album dotato di un fascino misterioso e peculiare che conquista con l’inquieta bellezza delle sue canzoni.

 

Tracklist:

  1. Ballad C.3.3
  2. Camion
  3. Chansons D’Amour
  4. Cold Sun Warm Beer
  5. Browning
  6. Hungry Ghost
  7. Corpse Flower
  8. Insolubles
  9. On Top Of The World
  10. Yard Bull
  11. A Schoolgirl’s
  12. Pink and Bleue

Autore dell'articolo: Fabio Rezzola

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