No Review – Dellacasa Maldive, tropicalismi ed “Amore Italiano”

Si potrebbe facilmente inscrivere e, forse, liquidare come una semplice “operazione nostalgia” quella di Riccardo Dellacasa, Edoardo Castroni, Dario Canepa e Davide Beziér, che con questo progetto Dellacasa Maldive giocano a rievocare gli anni ’80 con uno stile che loro stessi si divertono a definire “BBB”, come Battiato-Battisti-Berté ovvero alcuni esponenti del synth pop più raffinato e di successo degli anni ’80.

Se ad un primo ascolto quella che balza all’orecchio è proprio l’intenzione di toccare le corde della nostalgia e della mitizzazione delle estati italiane di quei tempi, via via che procede l’ascolto non possiamo che renderci conto che quest’operazione bene o male funziona, e in definitiva nel complesso piace.

I quattro musicisti, prodotti da Marco Fasolo dei Jennifer Gentle, danno vita ad una narrazione musicale intrigante, che passa attraverso uno stile personale che si apre a sonorità elettroniche internazionali del presente e del passato (Kraftwerk, Erasure, New Order, LCD Soundsystem) capaci di dare una spinta in più ai brani di “Amore Italiano”.

L’album parte infatti col botto, con una prima sequenza di cinque brani da manuale, che danno vita ad un perfetto elettropop caratterizzato da ottimo ritmo e melodia easy listening: da “Adeguamento lento”, che ci riporta indietro negli anni giocando per assonanza con il celebre brano di de Piscopo, a “Lacoste”, “Amore Italiano” è un album che convince e stupisce per la freschezza e il mood solare; fra questi brani, segnaliamo anche l’ottimo singolo “Giostra”, splendido esempio di groove elettronico anni ’80 pronto per farci ballare sulla spiaggia.

Poco prima del giro di boa, l’album sembra perdersi un po’ fra alti e bassi pur mantenendo delle ottime melodie, ma ci pensano tuttavia una nuova serie di ottimi pezzi a convincerci nuovamente: “Confettura”, le cui linee di basso ci hanno ricordato il raffinato ritmo delle canzoni del compianto Robert Palmer; “In silenzio”, pezzo assai particolare nato dall’unione di una prima parte cantata e di una seconda completamente strumentale à la Daft Punk; e la languida conclusione di “Sole d’autunno”, il classico lento malinconico che suona per chiudere una bella serata in disco o, forse, un’intera estate di meraviglie, ci fanno concludere che Riccardo Dellacasa e soci abbiano comunque fatto centro.

“Amore italiano” è quindi un disco nel complesso valido al quale sarebbe bastato tagliare qualche pezzo meno riuscito, ma che riteniamo sarà comunque capace di conquistarsi il proprio posto al sole nell’ormai imminente estate 2019.

 

Tracklist:

  1. Adeguamento lento
  2. Un anno fa
  3. Giostra
  4. Fiume di piume
  5. Lacoste
  6. La corsa
  7. In faccia
  8. Confettura
  9. Frigorifero
  10. In silenzio
  11. Settembre
  12. Sole d’autunno

Autore dell'articolo: Fabio Rezzola

Avatar