No Review – “EP Ending”, il favoloso ritorno di ESMA

“17 minuti di musica adatta a tutti i tipi di cuori”: è questa la definizione data ad “EP Ending” sul sito di Enrico Esma, che ci sentiamo di confermare senza il minimo dubbio.

Attivo dal 2011, un album pubblicato – “Rivoluzione al sole” del 2014 -, tanta esperienza sul palco aprendo per importanti artisti della scena indie e pop come Verdena, Le luci della centrale elettrica, Afterhours, De Gregori e Negramaro, Esma a un certo punto della sua carriera sente il bisogno di partire per il mondo senza una destinazione ben precisa, suonando come busker in diverse città europee ed asiatiche, spingendosi fino agli antipodi in Australia; un viaggio nel quale l’artista ha trovato buoni riscontri di pubblico, con l’importante cifra di 2000 album venduti suonando “on the road”, nuove esperienze e tanta ispirazione per il suo ritorno in Italia.

“EP Ending” è un  EP breve e tuttavia dotato di rara intensità, tanto per la presenza di sonorità diverse quanto per l’ispirazione vissuta e sincera di Esma, che mostra di aver fatto tesoro delle proprie esperienze. Dall’elettro-pop delle ironiche “Centro commerciale” e “Déjà-vu”, nel quale apprezziamo quella melodia tutta made in Italy che ci riporta ai primi anni 2000 e ad artisti come il primo Angelini, al tocco vagamente dark della struggente “I registi sotto la pioggia”, storia triste d’amore ed amnesia, per finire con “Tempesta”, primo single pubblicato dopo il ritorno, in cui il sassofono e le atmosfere fumose ed agrodolci ci riportano a due altri grandi del panorama italiano come Neffa e Daniele Silvestri.

Nulla da dire, ci è davvero piaciuto questo EP, che riesce ad essere tanto l’happy ending dell’importante viaggio artistico e personale di Esma, quanto soprattutto il nuovo inizio in madrepatria per un artista che in questo piacevole quarto d’ora o poco più ci ha convinto sotto ogni aspetto e dal quale a questo punto è legittimo aspettarsi molto per il futuro.

 

Tracklist:

  1. Centro Commerciale
  2. Tempesta
  3. I registi sotto la pioggia
  4. Déjà-vu

 

Autore dell'articolo: Fabio Rezzola