No Review – Le inusuali melodie di “Lavorazioni carni rosse”

Tiziano Doria (slow rhythms ed effetti), Sergio Montemagno (tromba), Andrea Reali (voce ed effetti) e Paolo Romano (contrabbasso): sono questi, i quattro nomi dei musicisti che hanno dato vita a “Lavorazioni carni rosse”, una delle opere sperimentali che maggiormente ci ha colpito in questo 2019. Progetto che si compone di parti rumoristiche e sperimentali, “Lavorazioni carni rosse” è un’opera che si basa sulla decostruzione e la successiva ricostruzione di armonie, ritmi e melodie attraverso modalità inusuali.

L’insolito quartetto gioca con la propria strumentazione senza dare alcuna indicazione all’ascoltatore, in nome di una sperimentazione mirata a lasciare piena libertà interpretativa  a quest’ultimo: dall’artwork bianco su cui risalta una bella foto in bianco e nero, riproposta all’interno su una bella serigrafia sul cui retro sono elencati i credits essenziali dell’album, una tracklist minimale che distingue i brani come “sessione” e “numero” e un vinile completamente nero – etichetta inclusa – che rende praticamente impossibile distinguere i brani.

C’è un gioco totale di suggestioni, contrasti ed accostamenti particolari fra strumenti, voce ed effetti, che inizialmente strania l’ascoltatore per poi coinvolgerlo attivamente nell’opera di ricostruzione melodica e semantica messa in atto nel progetto: tromba, contrabbasso, synths e voci si intrecciano in un’esperienza visionaria, nella quale viene data voce all’eco di ambienti vuoti e aperti alla ricerca di una nuova armonia possibile, in cui le dissonanze iniziali si stemperano in una melodia ritrovata che unisce le note all’aria ed al respiro di questi luoghi immaginari e non, che in questa musica svolgono il ruolo di una tela grezza sulla quale viene dipinto il suggestivo tappeto sonoro di Lavorazioni carni rosse.

Opera emblematica e suggestiva, in essa ritroviamo le pulsioni industriali dei primi Einstürzende Neubauten, il jazz boreale in salsa ECM, la riscoperta della melodia attraverso il rumore del Tom Waits dell’epoca “Bone Machine” e quella via italiana contemporanea alla sperimentazione ascoltabile di progetti come IOSONOUNCANE. Un progetto non facilmente reperibile, che anche per un semplice ascolto obbliga l’ascoltatore ad un coinvolgimento fattivo nella ricerca del supporto stesso, che ci ha stregati e consigliamo seriamente di considerare.

 

 

Tracklist:

  1. Session_09
  2. Session_19
  3. Session_13
  4. Session_198
  5. Session_15
  6. Session_16
  7. Session_12
  8. Session_21

Autore dell'articolo: Fabio Rezzola

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