No Review – Love in Elevator, uno sguardo verso il cielo

Tornano sulle scene dopo un lungo silenzio i Love in Elevator, progetto capitanato dalla cantante e chitarrista Anna Carazzai. Ispirato non dal famoso brano degli Aerosmith, ma dalla fusione dei monicker di due delle band più seminali dell’epoca psichedelica (Love e 13th Floor Elevators), il gruppo veneziano si rifà vivo dopo nove anni con una nuova opera intitolata “Lies to Stars”, che riprende un percorso importante basato su sonorità fra dark e post punk.

Autori di dieci danze macabre, Anna e la sua sessione ritmica formata da Federico Mellinato (basso) e Andrea Volpato (batteria e synth) mostrano un’ottima forma a livello compositivo ed esecutivo, convincendo per ispirazione e grinta, elemento quest’ultimo valorizzato da una produzione volutamente grezza che enfatizza l’atmosfera notturna ed inquietante delle canzoni, suggestionanti opere cariche di adrenalina e pulsioni oscure.

Voce ispirata dall’inconfondibile stile di Siouxsie e musiche che attingono dal  post punk inglese (The Cure, The Mission, Fields of the Nephilim), quella dei Love in Elevator è una proposta di qualità che abbiamo il piacere di ritrovare e che, assieme all’opera di colleghi italiani come i Be Forest, contribuisce alla riscoperta di un genere che in questo periodo non sta vedendo molte nuove opere di rilievo: brani come “Lies are the Stars”, “The Wheel” o “Last Dance” ridanno una nerissima linfa vitale al genere, facendo riscoprire melodie oscure alla quali abbandonarsi in una danza proibita.

Un gruppo di culto dal forte respiro internazionale che abbiamo avuto il piacere di ritrovare.

 

Tracklist:

  1. Open Vision
  2. Seven
  3. Lies are the Stars
  4. Breeders
  5. Iupiter
  6. Cut
  7. Anticipation
  8. The Wheel
  9. Last Dance
  10. Past Times

Autore dell'articolo: Fabio Rezzola

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