No Review – Mac DeMarco, il cowboy sorridente

Artwork semplice e d’impatto, quello dell’ultima release di Mac DeMarco: una semplice macro di una vecchia pin con il classico smile, che subito ci fa pensare al caratteristico sorriso del cantautore canadese alfiere della più recente lo-fi wave e un po’ meno ai cowboy, che qui appaiono come una semplice macchietta stereotipata dell’immaginario americano, in cui al giorno d’oggi basta un semplice copricapo stetson per cercare di sentirsi tale o mostrare di apprezzare la musica country, che occasionalmente intravediamo come influenza opportunamente distorta in qualche brano del disco.

Una metafora, quella del cowboy legata ad un immaginario ormai demodé e decaduto, che Mac fa sua per dare al suo ultimo album un tocco in più di malinconia e rassegnazione: il cowboy potrà anche arrivare, ma qui per lui non c’è niente ed il ruolo che gli spetta è quello dell’outsider un po’ patetico dal tono dimesso.

Si sorride amaramente in un album difficile da decifrare anche dopo diversi ascolti: le melodie sono particolarmente efficaci, nella loro semplicità e variegatezza, con DeMarco particolarmente istrionico e giocherellone agli strumenti, sia che si tratti di un groove lento che oscilla fra il voler trasmettere sensazioni di noia, vedi la title-track, piuttosto che di dolce relax (“Heart to Heart”), sia che si tratti di giocare col funk (“Choo Choo”), il country (“Hey Cowgirl”) o il cantautorato più raffinato influenzato dal jazz – in “On The Square”, il nostro gioca a fare l’Elvis Costello del lo-fi, mentre la malinconica “Skyless Moon” è una potente song carica di struggimento.

Qual è il problema dunque, in un album così ricco di spunti? Paradossalmente è l’eccesso di sperimentazione a rappresentare sia il maggior motivo d’interesse di “Here Comes The Cowboy”, sia il suo potenziale, grande difetto: l’album, pur mantenendo un mood di sommessa malinconia che pure abbiamo apprezzato, stilisticamente risulta difficile da seguire soprattutto nella prima metà, dando talvolta l’impressione di essere una disomogenea amalgama di take piuttosto che un’opera strutturata secondo un preciso schema.

Il risultato, per noi, è stato un certo straniamento nei primi ascolti per un sound particolare e disomogeneo, che nonostante la pulizia complessiva rimane al 100% lo-fi grazie ad un bizzarro uso di chitarre quasi scordate; le melodie e l’atmosfera, ciò nonostante, funzionano. Un flusso di coscienza disomogeneo ed un po’ schizofrenico che può lasciare spiazzati, ma in fondo Mac DeMarco è un artista da “prendere o lasciare”, e noi abbiamo optato per la prima opzione.

 

Tracklist:

  1. Here Comes The Cowboy
  2. Nobody
  3. Finally Alone
  4. Little Dogs March
  5. Preoccupied
  6. Choo Choo
  7. K
  8. Heart To Heart
  9. Hey Cowgirl
  10. On The Square
  11. All Of Our Yesterdays
  12. Skyless Moon
  13. Baby Bye Bye

Autore dell'articolo: Fabio Rezzola

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