Martae

No Review – Martæ, un colto e raffinato debutto

È un’immagine intensa, quella con cui Martæ, al secolo Marta Boraso, si presenta al pubblico con “L’ultima volta”, il suo EP di debutto. Lo sguardo acuto e profondo, figlio della brillantezza dei suoi occhi ed esaltato dal bel ritratto scelto per l’artwork, ce la fa immaginare come un’eroina d’altri tempi uscita da un romanzo delle sorelle Brontë. Un riferimento letterario forse nato dalle nostre suggestioni, ma che a ben vedere si rivela corretto, una volta letta la biografia di Martæ. La diciannovenne cantante e chitarrista veneta dichiara apertamente la propria passione per il mondo della letteratura e dell’arte. Oltre a ciò, ella ha avuto modo di formarsi come musicista accompagnando con la propria chitarra  svariati spettacoli di Shakespeare, Rostand, Goldoni e tanti altri.

Dotata di un’impostazione musicale classica – derivata dagli studi al conservatorio – Martæ ci ha assai  colpiti per la personalità e la chiarezza d’intenti. In lei si denota una maturità assai rara per la sua giovane età, che l’ha portata a comporre cinque brani scritti ed interpretati con innata maestria. L’amore per la letteratura e le belle arti sono ciò che in maniera più evidente influenza la sua musica, come ben sentiamo in “Amelia”. Il suo primo singolo  è difatti ispirato all’omonimo personaggio del romanzo di Cesare Pavese “La bella estate”, e siamo rimasti assai colpiti dal modo in cui Martæ immortala e rende attuale la voglia di vivere di questa ragazza. Oltre alle doti compositive ed esecutive, Martæ impressiona per la vocalità acuta, ricca di grazia e passionalità.

Al di là delle suggestioni letterarie della prima canzone, anche gli altri brani che compongono “L’ultima volta” toccano per ricercatezza e profondità. Ascoltiamo in contemplazione la delicata “Venere”, in cui Martæ richiama l’immagine della nascita della dea dalle acque, lasciandoci immaginare il dipinto di Botticelli, del quale sembra pennellare le forme attraverso note cariche d’atmosfera. In seguito, la voce di Marta cambia registro assumendo tonalità folk/rock che ci fanno viaggiare lontano, alla ricerca di una totale ed ideale libertà: corriamo via con l’immaginazione sulle note di chitarra quasi western di “Polvere di zaffiri”, brano che suggeriamo come futuro singolo. Dopo questa lunga corsa, ci fermiamo quindi a pensare con “Voglio”, riflessione esistenziale attraverso una sorta di preghiera laica. Infine, la conclusiva “Il canto dei folli”, è un’inusuale e struggente lovesong ricca di immagini notturne e gotiche con cui scioglierci in una languida dolcezza.

Non crediamo di abusare di frasi fatte, definendo “L’ultima volta” come il classico “debutto folgorante”: le canzoni di Martæ dimostrano personalità ed un’ispirazione mai banale. È lecito aspettarsi grandi cose per il futuro, da questa giovane ma già matura cantautrice.

 

Tracklist:

  1. Amelia
  2. Venere
  3. Polvere di zaffiri
  4. Voglio
  5. Il canto dei folli

Autore dell'articolo: Fabio Rezzola

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