No Review – “One Piece at a Time”, Finn Andrews goes solo

Gli ultimi tre anni sono stati un periodo intenso e non sempre felice per Finn Andrews: da un lato i successi con i The Veils, da “Total Depravity” all’apparizione in “Twin Peaks”, passando per le collaborazioni con Tim Burton e Paolo Sorrentino, dall’altro la traumatica fine di una relazione tossica che lo ha portato a prendersi una pausa che da Londra lo ha riportato nella natia Nuova Zelanda.

Nasce dal desiderio di staccarsi momentaneamente da una realtà vissuta intensamente “One Piece at a Time”, album che arriva ad essere un vero e proprio diario intimo ben al di là delle iniziali intenzioni di Andrews, che cercava solamente delle impressioni nuove ed una collocazione diversa per delle canzoni che già stava scrivendo, intuendo tuttavia come queste non potessero adattarsi bene alla dimensione dei The Veils.

Ci sembra infatti che sia il Nick Cave intimista la fonte d’ispirazione di questo toccante lavoro, quello che abbiamo amato sia negli esotismi languidi di “The Good Son”, sia nell’apertura ieratica di “The Boatman’s Call”: Finn Andrews come lui abbraccia il pianoforte e la chitarra registrando talvolta in presa diretta queste dieci struggenti canzoni, alle quali i cori conferiscono un aspetto sacrale alle soglie del gospel.

Attraverso un’interpretazione particolarmente sentita, nella quale delicatezza e languidezza si accompagnano in una combinazione intensa e potente, Finn ci parla di amori disperati – “Love What Can I Do?”, struggente discorso diretto al padre, la più solare “A Shot Through the Heart” e la fumosa “What Strange Things Lovers Do”, nella quale ritroviamo l’ironia del caro vecchio Tom Waits -, suggestioni cinematografiche in bianco e nero (“Al Pacino – Rise & Fall” e “Hollywood Forever”, colonne sonore di film come non se ne fanno forse più), filastrocche folk (“One by the Venom”) e canzoni semplicemente cantate per esorcizzare momenti di sconforto come la title track stessa.

Senza mai dimenticare la lezione di Nick Cave e Jeff Buckley, Finn Andrews si cala perfettamente nel ruolo del cantautore solitario, un po’ disilluso e un po’ maudit, consegnandoci un’opera attraverso la quale intraprende un percorso lontano dalle solite strade, allo scopo di ritrovare nuovamente se stesso, esorcizzando un periodo buio mediante la condivisione dei propri pensieri più intimi con il suo pubblico.

Opera raffinata e struggente, “One Piece at a Time” è un album caratterizzato da sentimento ed eleganza che soddisferà sia i tanti fan della voce di Veils, sia gli amanti del folk notturno e languido.

Tracklist:

  1. Love, What Can I Do?
  2. Stairs to the Roof
  3. The Spirit in the Flame
  4. One by the Venom
  5. A Shot Through the Heart (Then Down in the Flames)
  6. What Strange Things Lovers Do
  7. Al Pacino – Rise & Fall
  8. Hollywood Forever
  9. One Piece at a Time
  10. Don’t Close Your Eyes

Autore dell'articolo: Fabio Rezzola

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