No Review – “The Bela Session” dei Bauhaus, una reissue per cultori

Il quarantesimo anniversario della – discontinua – carriera dei Bauhaus è un evento che andava onorato ad ogni costo, perché il quartetto composto da Peter Murphy, David J, Daniel Ash e Kevin Haskins è stato di fatto l’iniziatore di tutto il movimento gothic e dark che sarebbe giunto negli anni seguenti, dando vita ad una scena viva ancor oggi, seppur senza eredi in grado di suscitare l’entusiasmo dei grandi act del passato.

Se da un lato abbiamo quindi avuto il tour celebrativo nel quale i soli Peter e David hanno riproposto per intero “In the Flat Field” insieme ad altri classici – di cui vi abbiamo parlato in questo articolo – dall’altro non potevano mancare iniziative discografiche legate a reissues, visto che l’avventura della band si è definitivamente conclusa con il controverso “Go Away White” del 2008.

Non vi parleremo tuttavia delle ristampe dei sei LP presentate nella seconda metà del 2018, quanto di un’iniziativa più intrigante per gli appassionati del genere, ossia la ri-pubblicazione del primo 45 giri della band, ovvero “Bela Lugosi’s Dead”, il brano capolavoro e manifesto della band, che li fece conoscere al mondo intero complice anche l’apparizione nei primi minuti di “The Hunger” – film horror di culto con Catherine Deneuve, Susan Sarandon e David Bowie orribilmente tradotto con “Miriam si sveglia a Mezzanotte” – nei quali i quattro suonano il brano all’interno di un sordido club di New York.

La Leaving Records ha ristampato fedelmente il vecchio 45 giri, riproponendo le prime versioni sia della leggendaria title track, sia quelle dei brani della seconda facciata, pezzi di fattura minore e meno affinata che ci consentono di riscoprire il lato più grezzo e punk della band, che con “Bela” si staccò da quegli stilemi dando vita ad un nuovo genere musicale.

Una ristampa per cultori e collezionisti dunque? Assolutamente sì, ma non possiamo non lodare l’opera di ricostruzione fatta per quest’opera, che in ogni caso ci consente di apprezzare al meglio il brano che diede inizio al goth: quel ticchettio d’orologio, il basso di David J., la voce sinistra del vampiro Murphy e l’ossessivo “undead/undead/undead” ascoltati su 45 giri sono qualcosa di impagabile.

 

 

Tracklist:

  1. Bela Lugosi’s Dead
  2. Some Faces
  3. Bite My Hip
  4. Harry
  5. Boys

Autore dell'articolo: Fabio Rezzola