No Review -The Kills “Live at Electric Lady Studios”

Il Record Store Day è ormai da anni un appuntamento fisso per gli amanti del vinile e per quei gruppi che amano il caro vecchio 33 giri: e nel vasto catalogo di release date alle stampe per questo evento è facile per gli appassionati rinvenire uscite discografiche intriganti, che in alcuni casi si rivelano degne di considerazione anche da parte di quel pubblico meno interessato all’evento.

Credo in questo caso che “Live at Electric Lady Studios” dei Kills appartenga proprio a quest’ultima categoria: per il duo anglo-americano questo live non è solamente un omaggio a quella che è, bene o male, unanimemente considerata la “giornata mondiale dei negozi di dischi di una volta”, ma anche e soprattutto l’occasione per celebrare un  importante traguardo nella propria carriera. Questo LP raccoglie infatti dieci splendidi pezzi, eseguiti dalla band durante  un secret show celebrativo per pochi fortunati tenutosi “il giorno di San Valentino del 2017”, ovvero la data del quindicesimo anniversario del loro primo concerto ufficiale in assoluto.

Trattandosi quindi di una doppia celebrazione, Alison e Jamie hanno preparato una festa rock coi fiocchi, registrando questo “live/best of” agli Electric Lady Studios… eh sì, quelli fondati nel 1970 a New York da Jimi Hendrix e, sì, proprio quelli dove hanno registrato album storici tutte quelle grandi rockstar del passato e del presente che però non siamo ad elencare, altrimenti questa recensione non finisce più.

Stavamo ad ogni modo parlando di “festa rock”, e che festa sia dunque, perché i nostri senza troppi giri di parole ci danno dentro alla grande, con un’esecuzione potente molto ben valorizzata da una registrazione asciutta e ruvida, che riecheggia le registrazioni dei grandi album rock primordiali ed invita l’ascoltatore ad alzare il volume al massimo, dandogli la sensazione di essere protagonista di quella serata con la band ed il resto del pubblico.

Colpisce il fatto che ben metà della tracklist sia composta dall’ultimo lavoro “Ash & Ice” del 2016, ottimo album che ci ha restituito il duo in gran forma, ma la cui produzione in alcuni frangenti è parsa a molti un po’ patinata, rispetto ai vecchi canoni della band. Stavolta non vi è tuttavia da temere, perché i brani sono riportati ad una dimensione sonora scarna e basilare fatta di voce, chitarra e sessione ritmica: così, ad esempio, “Heart of a Dog” diventa un opener di grande impatto ed anche un brano come “Hard habit to break” si rivela considerevolmente più vivido rispetto alla versione in studio.

La rimanente metà della tracklist onora invece il resto della produzione della band, partendo da un’esaltante esecuzione di “Kissy Kissy” del primo album “Keep on your mean side”, passando per due amatissimi classici dal grande “Midnight Boom” – le fantastiche “U R A Fever” e “Tape Song” – per poi passare ad una dolce rockballad “Baby Says”, unico vero momento ‘lento’ della scaletta, e concludere col botto grazie ad una sempre spericolata “Love is a Deserter”.

In poco più di 40’, abbiamo dunque esplorato 15 anni di storia di una delle rock band di maggiore culto degli ultimi tempi, trovandoli per di più in splendida forma, nonostante i problemi familiari e fisici di Jamie, ormai pienamente superati.

Una release interessante soprattutto per i fan del gruppo appassionati di chicche su vinile – va difatti ad aggiungersi alla bella ristampa del “Red Rooster EP” ed al recente single “List of demands”, sentito su alcune radio rock italiane – ma anche per chi volesse scoprire questo duo grazie ad una bella raccolta che ne restituisce bene la bravura dal vivo.  Nonostante sia stata una release per il Record Store Day, la distribuzione in Italia non è stata ottimale, ma chi volesse lo trova ancora a disposizione sul sito della band ( link allo store ufficiale).

 

Tracklist

  1. Heart Of A Dog
  2. URA Fever
  3. Kissy Kissy
  4. Hard Habit To Break
  5. Impossible Tracks
  6. Doing It To Death
  7. Baby Says
  8. Tape Song
  9. Whirling Eye
  10. Love Is A Deserter

Autore dell'articolo: Fabio Rezzola