No Review – “The Song Diaries”, la sinfonia di Sophie Ellis-Bextor

Sono già ventun anni di onorata carriera per Sophie Ellis-Bextor, l’apprezzata ed incantevole sirena britannica che all’inizio degli anni 2000 ha fatto ballare l’intera Europa grazie ai brani realizzati prima con il Dj italiano Spiller, poi con una serie di album solisti pubblicati con parsimonia che hanno confermato sia il suo ruolo di regina indiscussa del dancefloor, da “Read my Lips” a “Make a Scene”, sia il talento cantautoriale nella seconda fase della carriera grazie ai recenti “Wanderlust” e “Familia”, album in cui la dance ha lasciato il posto a sonorità folk ed orchestrali ottenendo ancora una volta un buon riscontro di critica e di pubblico.

“The Song Diaries” celebra e rielabora questo ventennio di successi, riproponendo i più celebri brani di Sophie in versione orchestrale: prodotto da Ed Harcourt e dal marito/bassista Richard Jones, l’album si avvale dei preziosi arrangiamenti di Amy Langley (Dirty Pretty Things) e della produzione di David Arnold, già al lavoro su importanti colonne sonore fra le quali spiccano i recenti film della saga di James Bond.

Una produzione importante che contribuisce ad un risultato forse inatteso, soprattutto per i riarrangiamenti dei brani più dance della discografia della brava Sophie: nonostante un primo impatto decisamente spiazzante per l’ascoltatore, i diciassette brani di questo corposo greatest hist funzionano alla grande e consentono di apprezzare ancora di più la versatilità ed il sentimento che la Ellis-Bextor sa imprimere alle sue canzoni, ben valorizzate sia dalla sua voce cristallina, sia da musiche raffinate che non cadono nel facile errore dell’autocelebrazione in chiave kitsch.

Album assolutamente consigliato per gli estimatori ed i fan di vecchia data della brava Sophie, “The Song Diaries” non rappresenta una tappa imprescindibile della sua discografia – specie per chi adora il periodo dance dell’artista –  eppure possiede una qualità complessiva dall’interpretazione alla produzione per cui potrebbe diventare un piccolo album cult, che non deluderà certamente l’ascoltatore curioso che osasse cimentarsi con esso.

Tracklist:

  1. GrooveJet
  2. Take Me Home
  3. Murder on the Dancefloor
  4. Move this Mountain
  5. Music Gets the Best of Me
  6. Mixed Up World
  7. Catch You
  8. Me and My Imagination
  9. Today the Sun’s On Us
  10. Heartbreaker (Make Me a Dancer)
  11. Bittersweet
  12. Not Giving Up on Love
  13. Young Blood
  14. Love Is a Camera
  15. Wild Forever
  16. A Pessimist Is Never Disappointed (bonus track)
  17. Love Is You (bonus track)

Autore dell'articolo: Fabio Rezzola

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