Per Laura Pausini si avvicina la notte degli Oscar [No Press]

LAURA PAUSINI

“LA NOMINATION AGLI OSCAR,

UN TRAGUARDO PER LA NOSTRA CULTURA!”

IO SÌ (Seen)

CANDIDATA COME MIGLIOR CANZONE ORIGINALE

AGLI OSCAR 2021

 

 

La 93ª edizione dei premi Oscar si avvicina. Quest’anno si terrà al Dolby Theatre di Los Angeles il 25 aprile 2021, due mesi dopo il consueto appuntamento a causa della pandemia.

Per la musica italiana (e non solo) è un’occasione speciale visto che il brano Io sì/Seen (Atlantic/Warner) di Laura Pausini, vede la nostra artista candidata dall’Academy Awards agli Oscar 2021, il premio del cinema più ambito del mondo.

Dopo quindici giorni esatti dalla vittoria dei Golden Globes, riconoscimento celebrato con una straordinaria esibizione sul palco del 71° Festival di Sanremo, è arrivata la notizia della nomination del brano agli Oscar 2021 nella categoria Best Original Song.

Ancora una volta un incredibile traguardo per la regina indiscussa della musica italiana e per il brano Io sì/Seen, nato dalla collaborazione con la pluripremiata compositrice statunitense Diane Warren (undici nomination agli Oscar), Bonnie Greenberg (music supervisor di film come Tutto può succedere, Il matrimonio del mio migliore amico, What women want e The Mask) e, per il testo italiano coscritto con Niccolò Agliardi.

Io sì/Seen è l’original song del film prodotto da Palomar per Netflix The life ahead/La vita davanti a sé con la regia di Edoardo Ponti, pellicola incentrata sul tema dell’accoglienza, dell’integrazione e della condivisione che segna il grande ritorno alle scene di Sophia Loren.

“Da Agosto 2020 ad oggi sono entrata a far parte di una grande famiglia che non mi ha solo chiesto di essere la voce della canzone principale, ma ha creato un gruppo di persone che si sono dedicate con passione e dedizione nella creazione artistica di questo film. Tutti ci siamo messi a disposizione del messaggio che vogliamo portare dall’Italia nel resto del mondo. Voglio ringraziare Sophia, Edoardo, Diane, Niccoló, Bonnie e tutto il team di ‘La vita davanti a sé’ perché ho scoperto un nuovo modo di scrivere e di essere diretta nell’interpretazione del canto che normalmente faccio per mia scelta in completa solitudine. Ringrazio anche Palomar e Netflix che mi hanno accompagnata in questo sogno. Questa nuova nomination, stavolta è più travolgente che mai a livello emotivo, perché è molto importante anche per il nostro Paese e per la cultura italiana – ha dichiarato Laura Pausini- La canzone e il film sono dedicati alle persone che si sentono perse, abbandonate, senza protezione. Stato d’animo che conosco e che oggi più che mai vive in molte persone a causa della pandemia. Ma la speranza è l’insegnamento che questa canzone e questo film si sono proposti di dare come tema principale. Anche per questo, in maniera particolare, ringrazio l’Academy”.

Oltre al Golden Globe Award, ottenuto proprio nella categoria Best original song, Io sì (Seen) ha conquistato anche l’Hollywood Music in Media Awards, e il Satellite Award, importanti riconoscimenti che si aggiungono al fenomenale palmares dell’artista italiana più riconosciuta e stimata al mondo, già vincitrice di un Grammy Award (2006) e di quattro Latin Grammy Awards (2005, 2007, 2009, 2018).

Abbiamo partecipato alla conferenza stampa, raccogliendo alcune dichiarazioni dell’artista.

“Mi sento più che mai bisognosa di tanta energia e positività in un momento così difficile, questa gioia è in contrasto con le difficoltà che stiamo vivendo e spero sia una gioia per tutti gli italiani, anche per chi non mi segue.

Non so cosa di particolare abbia la mia vita, da quando ho vinto Sanremo 28 anni fa mi chiedo continuamente perché, ma da quel giorno dentro di me è nato il desiderio di non accontentarmi. Come un’atleta, in questi anni sono stata disciplinata, a volte ho sbagliato, ma quello che sento e che ho sentito quando ho vinto il Golden Globe, e adesso con questa Nomination, sono cose molto più grandi di quello che avevo sognato.

È una sorta di sfida con me stessa alla quale non riesco mai a sottrarmi. I premi sono bellissimi, però significano anche qualcosa. Ogni volta che c’è una nomination o ricevo il premio finale non mi sento arrivata e ogni tanto tutto questo successo mi spaventa, perché non so se sono in grado di gestirlo. Sono una donna che ha molte cose di quella ragazzina fragile e impaurita che è andata a Sanremo a 18 anni. Ho imparato tanto, ma con la stessa ansia, le stesse paure e lo stesso modo di gioire. Quando le cose diventano più importanti e più grandi, a volte mi sento piccola, mi chiedo se sono capace di fare questo mestiere in questo modo, attorno a me ci sono delle cose che non immaginavo quando sono andata a Sanremo. Le nostre vite sono piene di cambiamenti che a volte spaventano, però mi sono resa conto che, ogni volta che mi spavento, invece di tirarmi indietro mi butto. Ciò che temo di più è che tutto questo finisca. Oggi mi chiedo cosa c’è dopo l’Oscar. Forse c’è il pianobar, la mia mansarda di Solarolo o i vicini che bussavano per farmi abbassare il volume.

La nomination invece di farmi sentire figa, mi dà ansia. Quando vado all’estero la cosa che mi dà più forza, che mi piace di più, è che i giornalisti francesi, finlandesi, americani hanno la stessa opinione su di me, sulla mia voce. Quindi mi do da fare con la mia voce, è un lavoro lungo, bellissimo, complicato, ma è una cosa che alla fine voglio vivere perché è questo che mi dà la grinta.

Sarei veramente troppo ingenua a non riconoscere che da un po’ di anni ho dovuto far diventare normale il successo. Ancora oggi quando mi chiama Pippo Baudo ho un po’ d’ansia. Può sembrare una cosa assurda, ma sono più tranquilla quando parlo con Beyoncè. Quando vedi intorno a te tutte quelle cose da star, i cartelloni, i premi, all’inizio le vivi con la tachicardia, dentro di me sento che se raggiungo un obiettivo devo dimostrare che me lo sono meritato. Sono andata anche da una psicologa per imparare a gestire il successo. Oggi, ad esempio mi continuo a domandare “perché a me?” La risposta non è molto semplice, io non so ancora darmela.

Se dovessi vincere, ovviamente ci sto pensando da quando sono entrata nella quindicina dei nomi, dopo così tanti anni di carriera comincio a chiedermi “vuoi vedere che è finita?” Se vinco non c’è un altro premio da raggiungere. Ho la testa un po’ confusa in questo momento. È tutto così gigante in un momento in cui mi sento fragile come voi, siamo tutti chiusi in casa. Come la giustifico questa contraddizione così grande, come la vivo? Ne ho parlato con la mia famiglia, con i miei compagni di scuola, con i miei amici e mi stanno sostenendo moltissimo, mi faccio molto spronare da loro.”

 

Immancabile la domanda se si fosse sentita con la leggendaria Sophia Loren, ricevuta la nomination: “Ci siamo sentite. Mi ha scelta lei, quella canzone è la prosecuzione del suo messaggio del film. Nel momento in cui ha scelto la mia voce per rappresentare la sua voce che canta, è stato emozionante sentire i suoi complimenti. Sono emozioni così contrastanti con quello che viviamo, che diventano ancora più grandi.”

A cura di Egle Taccia

Autore dell'articolo: Egle Taccia

Egle Taccia
Egle è avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d'Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!