No Report – Il “Vulcano” Michielin ai piedi dell’Etna

Sabato 28 luglio nella suggestiva cornice dell’Anfiteatro Falcone-Borsellino di Zafferana Etnea (CT) è andato in scena il concerto di Francesca Michielin, spettacolo organizzato da Puntoeacapo e Musica da Bere Srl nonché terzo appuntamento della rassegna “Etna in scena”.

Arrivata ai piedi del vulcano per presentare dal vivo il suo ultimo album, “2640”, l’artista di Bassano del Grappa ha regalato al variegato pubblico presente – si va dai bambini agli anziani senza alcun ordine di età – un’esibizione ricchissima di oltre 20 brani riprodotti in una chiave di ascolto inedita.

La prima canzone in scaletta è Tropicale, ultimo estratto dal nuovo disco e attualmente in rotazione radiofonica, ma per tutta la serata Francesca – che fa l’ingresso on stage con un appariscente trench bianco – alternerà, in maniera omogenea, pezzi nuovissimi ad altri meno recenti, su tutti quelli del precedente album “Di20are”.

Sul palco, con Francesca, la band che la accompagna fin dal suo esordio: alla batteria e batteria elettronica Maicol Morgotti, Luca Marchi al basso, pianoforte e synth ed Eugenio Cattini alla chitarra e synth.

Un’artista che, nonostante la  giovane età – appena 23 anni (quando vinse X Factor nel 2011 ne aveva solamente 16!) – sembra già completa. Una delle prove più evidenti è appunto la scaletta che contiene brani movimentati e coinvolgenti, soprattutto per via delle sonorità dell’ultimo lavoro, e canzoni lente che riescono ad emozionare grazie alla bravura con la quale sono interpretate.

Quello che colpisce maggiormente, però, è come durante tutto il live la Michielin passi da uno strumento all’altro con estrema facilità: dalle tastiere al basso, passando per il timpano, Francesca non ha difficoltà nel suonare e cantare contemporaneamente. Inoltre con il launchpad la cantante di Bassano del Grappa riesce a dare ancora più corposità ai brani (laddove ce ne fosse bisogno) tramite i campionamenti registrati dal vivo.

L’artista veneta fa dono ai presenti non solo di un ricco bagaglio musicale, ma anche di un vero e proprio spettacolo visuale. L’aspetto scenografico del live ruota attorno al logo del disco, formato da tre triangoli: il Vulcano rosso, come le parole più crude da comunicare; il Mare, blu e caotico, da imparare ad ascoltare e la Montagna, alta, dove si va in cima solo per provare a immaginare. Δ∇Δ si trasforma così in un’installazione iconica che sprigiona luminosità e che caratterizza la scena con giochi di luce, anche laser, e cromie. Ogni triangolo al suo interno contiene tanti triangoli, in una struttura che richiama il tangram, gioco semplice ma raffinato, e che diventa anche interattiva: la loro illuminazione in alcuni momenti del live è comandata direttamente da Francesca attraverso la tastiera che sta suonando.

Un concerto ben articolato i cui punti esclamativi sono rappresentati dal primo singolo di “2640” Io non abito al mare, dalla “indie” Due galassie, dalla hit L’amore esiste e dall’acclamatissima Nessun grado di separazione, oltre che  dai pezzi storici come Lontano, Tutto magnifico e Distratto.

La chicca della serata – paradossalmente – è però una cover, una di quelle che da sola vale il prezzo del biglietto: grazie a Monster di Kanye West, assistiamo ad una performance di rara fattura che lascia sbigottiti specialmente coloro i quali catalogano Francesca in quella che è la sfera pop della musica italiana. Un flow e una capacità metrica eccezionale, tanto che tra il pubblico ci si chiede perché non faccia anche rap, date le capacità non indifferenti.

L’ultimo pezzo prima dell’encore è Vulcano, brano che nasce dall’ispirazione tratta da Francesca proprio in questa terra e che per tale ragione la rende “ancora più emozionata  di poterlo suonare qui”.

Alonso e Tapioca chiudono il live della giovane artista veneta, che ha evidenziato la sua versatilità vocale e da polistrumentista, muovendosi tra sonorità minimali ed elettro-pop, spingendosi fino all’hip hop.

Tutto sembra finito, l’anfiteatro va lentamente svuotandosi,  ma Francesca riappare: superate le transenne si tuffa in mezzo ai fan rimasti ad aspettarla nella speranza di un autografo o magari di una foto. La Michielin e la band eseguono due brani in acustico in cui il coinvolgimento è massimo, un vero e proprio lieto fine (specialmente per i piccoli che già soffrivano la mancanza della propria beniamina) per uno spettacolo assolutamente da applausi.

Autore dell'articolo: Edward Agrippino Margarone

Edward Agrippino Margarone
Edward Agrippino Margarone nasce a Caltagirone il 13 Giugno 1990. Cresce a Mineo dove due grandi passioni, Sport e Musica, cominciano a stregarlo. Il suo nome è sinonimo di concerto tanto che se andate ad un live, probabilmente, è lì da qualche parte. Suona il basso ed è laureato in Ingegneria delle Telecomunicazioni.