Il nuovo album di Amalfitano, intitolato “Sono morto x 15 giorni ma sono tornato perché l’amore è”, è un disco che conferma lo stile profondamente cantautorale dell’artista, tra sperimentazione, audacia e tanta voglia di impressionare ancora una volta il pubblico con 12 brani dritti, capaci di descrivere sentimenti e spaccati di vita nel modo incredibilmente diretto e sincero a cui Amalfitano ci ha abituati nella sua brillante carriera.
Nei 12 brani che compongono l’album si parla della fine, vista non come qualcosa di terribile, ma come un punto da cui ripartire, con grinta e coraggio, per cercare qualcosa di migliore in questo mondo dove il cuore o si spezza o si indurisce. Perché il superamento del dolore, la forza di ricominciare e forse, un giorno, di amare ancora, è il modo prescelto dall’artista per sopravvivere in un mondo sempre meno intelligibile e prevedibile. Che in fondo, poi, nei momenti bui si può andare in un “Azzurrissimo” mare a riprendersi e a riconoscersi.
Il disco parte dal tema dell’amore per andare verso una dimensione più ampia, raccontando tutte le lotte e le sciagure di questi tempi indifferenti, in una battaglia continua tra amore e dolore. La scrittura dell’artista è sempre più libera e ispirata, i brani hanno una struttura aperta, che spesso dà all’ascoltatore la sensazione di liberarsi da qualcosa che si è portato dentro per troppo tempo, con esplosioni improvvise di strumenti o voce, che tirano fuori sentimenti ed emozioni, sensazioni che solo i veri cantautori riescono a suscitare in chi ascolta. Si passa da brani più pop, ma di forte matrice cantautorale, a ballate orchestrali che sembrano arrivare da tempi lontani. Uno dei talenti di Amalfitano è stato da sempre quello di far sembrare accessibili all’ascoltatore brani spesso complessi negli arrangiamenti e nei testi, attualizzando la tradizione cantautorale a cui si ispira, ma dalla quale è capace di emanciparsi. Tra i pezzi da segnalare ci sono sicuramente “Azzurrissimo”, “L’Iliade”, “Siamo tutti cattivi” e “Aznavour”, che vanno oltre il concetto di canzone.
L’album si apre con “Mille volte sì”, per poi attraversare tracce come “Azzurrissimo”, “L’Iliade”, “Aznavour” (già singolo di successo) ed il gran finale cinematografico con “I titoli di coda scorreranno sul fiume Tevere”. Ogni titolo è già un mondo, un racconto di uno spaccato di vita, sincero e perfettamente incastonato nella realtà che tutti noi viviamo ogni giorno, creando tra i brani un percorso coeso ma ricco di atmosfere diverse.
“Sono morto x 15 giorni ma sono tornato perché l’amore è” rappresenta uno dei lavori più maturi e ambiziosi della carriera di Amalfitano. La sua visione si fa sempre più vicina a quel mondo cantautorale capace di diventare universale raccontando la propria intimità, un album che trasforma “la fine” in un nuovo inizio e l’amore in una forza capace di creare l’impossibile.
Recensione a cura di Egle Taccia



















































