The Last Dance – Michael Jordan e i suoi Bulls [Recensione]

The Last Dance
Michael Jordan e i suoi Bulls

Passione, determinazione, grinta e gioco di squadra sono le parole chiave di questa serie.

The Last Dance racconta la storia che porta alla vittoria del sesto campionato mondiale, in otto anni, dei Chicago Bulls, squadra di basket capeggiata dal leggendario Michael Jordan.

In ogni episodio Jordan, i suoi colleghi e tutto l’entourage parlano dei momenti più grandi che hanno creato la storia del basket.

Definito come Il Dio Nero, grazie anche al suo famoso “Salto in aria”, MJ ha fatto sì che questo sport raggiungesse il successo mondiale per cui adesso è noto.

La docuserie mostra l’atleta a 360°, basandosi su quanto accadeva in campo e su ciò che, invece, si svolgeva lontano dalla folla esulante.

Jordan è sempre stato considerato un uomo tutto d’un pezzo, concentrato nello sport e irremovibile nei suoi obiettivi; spesso, durante gli allenamenti e i vari incontri, diventava rude con i suoi compagni affinché questi potessero dare il massimo e ottenere la vittoria.

In dieci puntate si nota anche quanto, in realtà, il giocatore fosse scherzoso e pronto a smorzare la tensione negli spogliatoi.

Michael veniva definito persino “non umano” per la sua costante forza e per le strabilianti capacità di cui era dotato.
Sarà poco dopo la morte del padre, a cui era particolarmente affezionato, che si vedrà un lato di lui più sensibile.

A causa del dolore e della forte pressione a cui era sottoposto, poiché accusato di dipendenza da gioco d’azzardo, MJ lascia la squadra di Basket; vi farà, però, ritorno dopo una pausa di un anno e mezzo.Ciò che emerge dalla serie, oltre all’abilità di Jordan, è sicuramente l’importanza del lavoro di gruppo.

Il ruolo rivestito da Scottie Pippen e Dennis Rodman era quasi pari a quello di Michael; i due ragazzi, uno introverso e che spesso sfuggiva alle telecamere, e l’altro esuberante e ribelle, hanno contribuito alla grandiosità dei Bulls.

Un altro nome che va citato è, senza alcun dubbio, quello dell’allenatore del team, Philip Jackson. È proprio grazie alla sua passione e alla sua correttezza se la squadra può essere considerata una delle più straordinarie di sempre.Come spesso accade, nonostante la serie abbia ottenuto un numero di telespettatori incredibile, le critiche non sono mancate. Secondo molti noti personaggi, che all’epoca ruotavano attorno ai Bulls, non è stata data la giusta rilevanza a figure che, in realtà, avevano affiancato Jordan e i suoi colleghi da sempre, tra cui quella di Jerry Krause, general manager del team.

 

Per gli appassionati dello sport, e non solo, questa è la serie più emozionante degli ultimi tempi.
Grazie alla determinazione di Michael Jordan si riesce a capire quanto sia importante non arrendersi mai e lottare affinché si possano raggiungere i propri obiettivi e, una volta ottenuti, dare il meglio di sé per mantenere degli standard elevati.

Vedendo la folla esultare a ogni incontro, i fan piangere per ogni canestro fatto, celebrità riempire gli spalti dell’arena, vien voglia di fare un tuffo nel passato per poter assistere alle partite e stringere la mano a quell’uomo che tanto ha fatto sognare l’America negli anni ’90.

 

 

 

Disponibile su Netflix:

Autore dell'articolo: Miriam Puglisi

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