Una Milano Music Week diversa, ma imprescindibile [Report]

Si è appena concluso l’appuntamento con la settimana dedicata alla musica e ai suoi protagonisti, quest’anno più che mai impegnata a porre le basi di una necessaria ripartenza dell’intero settore musicale. 

Sostegno al lavoro ed eventi in digitale al centro della quarta edizione, con un palinsesto quotidiano in streaming fra panel, workshop formativi, incontri, concerti e dj set.

www.milanomusicweek.it

 

Si è appena conclusa la settimana più importante dell’anno per il settore musicale, la Milano Music Week, che ormai si conferma un appuntamento imprescindibile per la musica, non solo a livello locale, ma in ambito internazionale. Per forza di cose, considerate le restrizioni volte ad arginare la pandemia, questa edizione si è trasferita sulla rete con tanti panel ed eventi in streaming.

Abbiamo partecipato all’inaugurazione dell’evento con i maggiori rappresentanti dei vari settori, nel quale è emersa tanta voglia di ripartire e di ripensare un futuro diverso, più digitale, ma nella quale, come era prevedibile, purtroppo sono venuti fuori anche i dati terrificanti di questo anno devastante per la filiera.

Moderato da Marta Cagnola di Radio 24, ha visto la partecipazione di Filippo Del Corno, Assessore alla cultura del Comune di Milano, Enzo Mazza CEO FIMI, Andrea Miccichè Presidente di NuovoImaie, Vincenzo Spera Presidente di AssoMusica, Paolo Franchini Vice Presidente della Commissione di Vigilanza Siae, Innocenzo Cipolletta Presidente di Confindustria Cultura Italia e Luca De Gennaro Curatore artistico della Milano Music Week.

Si comincia col saluto inviato dal Ministro dei Beni e delle Attività Culturali, Dario Franceschini:

Grazie per questi giorni di riflessione. C’è una grande necessità di riflettere sul futuro della musica e della cultura dopo l’emergenza Covid. Dopo le grandi crisi c’è sempre qualcosa che resta e che segna il tempo futuro e credo che cambieranno molte cose. Questo anno ha contribuito a far capire a tutti che gli investimenti in cultura hanno un peso essenziale per il nostro Paese. Chi lavora in questo settore è una parte importante del nostro PIL. Gli investimenti in cultura sono fondamentali e le nostre città senza musica, concerti, teatri, sono città più tristi. Nel futuro sarà necessario investire di più in cultura e musica. Abbiamo visto quanta offerta culturale si è trasferita sulla rete, molti eventi culturali si sono adattati alla rete grazie alla creatività italiana. Come Governo abbiamo investito su una piattaforma italiana della cultura, piattaforma pubblica affidata alla gestione di Cassa Depositi e Prestiti, nella quale offrire online tutta la cultura italiana, concerti, spettacoli teatrali, cinema, musei, non certo con l’intenzione di sostituire l’offerta dal vivo, perché non ci si può privare del rapporto diretto col pubblico, dei grandi assembramenti di persone ai concerti. Si tratta di integrare l’offerta sia in questa fase di emergenza che in futuro. Ho chiesto alle televisioni di mandare in onda più cultura, ma perché non immaginare che il biglietto di uno spettacolo oltre che essere offerto dal vivo, possa essere offerto anche a chi non si può permettere di viaggiare, di essere presente? Si allargherebbe la platea e l’offerta. Per questo è importante sperimentare forme nuove, ragionarci insieme per effettuare delle scelte per un grande investimento culturale nel Paese.”

Subito dopo abbiamo avuto modo di ascoltare il saluto alla MMW di Frances Moore, Chief Executive Officer di IFPI, la Federazione internazionale dell’industria fonografica. “In pochi anni la Milano Music Week è cresciuta fino a diventare un evento fondamentale nell’industria musicale globale. La pandemia ha avuto un effetto devastante, ma in Italia ho visto molta solidarietà ed eventi, come quello di Andrea Bocelli alla Cattedrale di Milano o i canti dai balconi. Per la musica dal vivo quest’anno è stata molto dura, ma rimango positiva sul futuro, che diventerà più digitale ed utilizzerà maggiormente lo streaming. Non bisogna mai dimenticare l’impatto economico della musica sull’economia europea. Non vedo l’ora di tornare presto a Milano. Ringrazio chi ha avuto il coraggio di organizzare la Milano Music Week in questo periodo tremendo.”

 

Ecco alcune delle dichiarazioni più significative degli altri partecipanti all’incontro:

Filippo Del Corno, musicista e assessore alla cultura del Comune di Milano: “Anche se apparentemente immateriale come le onde sonore con cui si propaga, la musica è un fattore concreto, che crea lavoro. Ci sono tantissime professioni che non hanno una relazione diretta con il linguaggio della musica, ma sono fondamentali, contribuiscono in maniera determinante a diffondere la musica come un fattore cruciale per la nostra società.

La Milano Music Week ha voluto creare una massa critica, che riguarda sia l’esecuzione della musica, ma soprattutto la sua presenza nella società, come testimonianza di appartenenza. Oggi la musica si trova ad affrontare un mare in tempesta, a causa delle misure di contenimento della pandemia, che sebbene fondamentali, impediscono di fatto il circolare della musica, della cultura. Oggi siamo in uno stato di precarietà, che deve essere visto come un punto di partenza per ripensare il futuro dei fenomeni che caratterizzano l’esperienza musicale. In questa settimana potranno nascere nuove idee per un futuro rafforzato dalla solidarietà, che si sta avvertendo in maniera forte tra tutte le professionalità della musica. Davvero, ritengo che mai come in questa edizione si debba partire dal lavoro e dai lavori connessi alla musica. Solo con una compattezza interna possiamo uscire da questo momento di difficoltà. La musica in passato ne è sempre uscita e si è sempre affermata come elemento insostituibile nella società. Speriamo che l’edizione del 2021 ci veda fisicamente presenti per raccontare una nuova visione della musica.”

Enzo Mazza, CEO FIMI: “La pandemia ha sollevato un velo su tutto quello che avviene dietro le quinte del mondo della musica. Finalmente si sta guardando dietro le quinte, si sta guardando a quanti lavoratori ci sono. Il settore occupa due milioni di persone in Europa. Abbiamo attraversato dei mari in tempesta in questi mesi. Anche se oggi grazie allo streaming abbiamo potuto limitare i danni, chiaramente il sistema non è in grado di compensare quello che sta avvenendo all’interno di una filiera così complessa. Stiamo cercando di confrontarci e di fare qualcosa di concreto come il lancio di Scena Unita. Queste sono tutte iniziative fondamentali perché in questo momento è importantissimo mantenere le professionalità ed evitare l’esodo dal settore di lavoratori insostituibili. Ci sono delle prospettive interessanti, il rilancio è atteso e speriamo che arrivi il prima possibile.”

Andrea Miccichè, NUOVOIMAIE: “L’impegno e l’auspicio è di ripetere l’iniziativa nel tempo e di realizzarla in presenza il prossimo anno. L’intervento pubblico in questa fase è determinante. Questa pandemia probabilmente ha fatto emergere la grande importanza del settore strategico della cultura in genere e di quella musicale in particolare. Abbiamo bisogno di un intervento sul mercato e di un intervento normativo. Quello sul mercato deve essere di aiuto all’industria, agli autori e agli artisti, che stanno soffrendo in maniera importante, ma questo intervento deve essere di carattere strutturale. Potrebbe essere la grande occasione per procedere a degli investimenti importanti per scommettere sul digitale e sull’internazionalizzazione del prodotto italiano. Riguardo all’intervento normativo, dobbiamo convincere il legislatore ad intervenire per allargare i diritti, le tutele e la funzione degli enti intermediari. Non possiamo pensare che enti come la Siae subiscano questa fase di difficoltà senza avere gli strumenti per ricrescere e rafforzarsi in futuro.”

 

Vincenzo Spera, Presidente Assomusica: “Questa settimana è importante in vista della sempre più ampia internazionalizzazione della manifestazione. Qui è nato il Nuovo Programma Europa Creativa 2027, manifesto che è finito come emendamento nella legge europea, che prevede dall’anno prossimo in poi finanziamenti per la musica dal vivo, finanziamenti che prima non esistevano. Bisogna guardare ad un futuro che sia sempre più interdisciplinare, bisogna lavorare a nuovi progetti che siano il più possibile unitari. Questa unità ad oggi si è vista poco, ognuno è andato per sé, nel frattempo circa 27 mila lavoratori dello spettacolo hanno perso il lavoro, crisi che è in linea con quello che sta succedendo in tutta Europa. Lo stato dovrebbe ristorarci adeguatamente, con un orizzonte che vada almeno fino a maggio, perché è inutile illudersi che si possa tornare prima a lavorare, e dovrebbe anche interfacciarsi con noi per lavorare su una progettualità di breve, medio e lungo termine.”

Paolo Franchini, Vice Presidente Consiglio di Sorveglianza SIAE: “E’ stata una sfida quella di realizzare questa settimana della musica nelle condizioni in cui siamo a Milano. La chiusura delle attività della musica è devastante per tutti coloro che ci lavorano. La Music Week quest’anno ha il dovere di accendere i riflettori sui lavoratori del settore, che in passato è sempre stato marginalizzato. Il primo raffronto Siae tra i primi semestri 2019 e 2020 vede il 64% in meno di eventi e il 66% in meno al botteghino. Questo significa che stiamo vivendo una crisi economica molto pesante. Gli interventi di Siae sono stati molto forti. Sono stati stanziati 110 milioni di euro in sussidi ed anticipi per aiutare in questa fase di emergenza. Devono servirci per guardare avanti, per guardare al futuro. Speriamo che il new normal arrivi con una consapevolezza maggiore del valore del diritto d’autore, attraverso il riconoscimento che il diritto d’autore è un diritto al lavoro. Ci sono settori che sono in stato di abbandono, nonostante richiedano delle specializzazioni molto complesse. Dobbiamo cogliere questa occasione tremenda di emergenza per fare emergere questi problemi. Il lavoro nella musica è produttività ed ha un grandissimo margine di crescita, ha bisogno solo di essere sostenuto.”

 

Innocenzo Cipolletta, Confindustria Cultura Italia: “Aver organizzato la Music Week con queste difficoltà ha rappresentato un grande sforzo. È importante che le nuove tecnologie ci aiutino a portare avanti il nostro lavoro. La tecnologia è in passato intervenuta a creare problemi al nostro settore, soprattutto al diritto d’autore, li abbiamo affrontati a livello europeo, perché è importante che insieme alla tecnologia ci sia la tutela di tutti coloro che producono musica. La settimana della musica è dedicata all’innovazione, questa nuova esperienza ci ha proiettato sul futuro e su queste nuove tecnologie. Abbiamo sofferto tutti moltissimo, il Governo stavolta è intervenuto in maniera abbastanza massiccia con dei sussidi, ma non si poteva fare altrimenti. Ben vengano questi sussidi se servono a ristorare i nostri lavoratori, che non possiamo perdere. Tante persone ci lavorano e creano la rete, il terreno, per la nostra creatività. Dobbiamo andare verso interventi di carattere strutturale, ricordando che questo settore è un’industria vera e propria e come tale deve essere trattata. Solo così si riesce a progredire. Ci piacerebbe che il settore venisse considerato anche dal Ministero come un’industria. Stiamo cercando di portare avanti un progetto di leggi di settore per la musica, ma anche per le altre attività, per avere un riferimento legislativo. È importante che possa nascere un fondo che faccia crescere il comparto, un fondo di investimento che aiuti la crescita attraverso fusioni tra aziende o l’implementazione delle strutture tecnologiche. Se la trattiamo come una vera industria, vedremo una crescita considerevole. Mi auguro che questo avvenga.”

Luca De Gennaro, Curatore artistico della Milano Music Week: “Non è stato facile realizzare la Music Week ed è stato necessario rimodulare e riorganizzare tutto. In passato è stato l’assembramento per eccellenza, eventi musicali tutto il giorno con la gente che si spostava nelle varie venue. Devo ringraziare tutti i nostri partner che si sono riconfermati, collaborando e credendo in una formula che cerca di fare del bene a tutta l’industria, auspicando ad un ritorno alla vita di un settore che è in profonda crisi. Per questo lo slogan di quest’anno è “Music Works Here”. Tutto il gruppo di lavoro della Music Week è formato da donne, per sottolineare l’importanza che ha per noi la Gender Equality”.

 

All’interno della Music Week abbiamo potuto assistere a tantissimi eventi, quali il Linecheck, imprescindibile appuntamento per tutti coloro che lavorano nell’industria musicale. Tantissimi artisti e addetti ai lavori si sono messi a disposizione per discutere del futuro della musica e presentarci i loro nuovi progetti.

Abbiamo potuto assistere alla rinascita della Dischi Numero Uno, etichetta storica fondata tra gli altri da Mogol e Battisti, di cui vi parleremo presto sulle nostre pagine, insieme alla nascita di un nuovo format musicale della Rai, “Magazzini Musicali”, che approfondiremo presto e che prenderà il via il 2 gennaio.

Tra i concerti da segnalare c’è sicuramente “Lennon80”, il live in streaming per celebrare John Lennon, che ha ufficialmente aperto i concerti della Milano Music Week 2020 ed ha visto la partecipazione di alcuni tra i più importanti musicisti e cantanti della scena musicale italiana quali: Morgan, Arisa, Selton, Noemi, Federico Poggipollini, Cristiano Godano, Dente, Omar Pedrini, Ketama126, Galeffi, Leo Pari, Camilla Magli, Filippo Graziani, Roberto Angelini, Gianluca de Rubertis, Roberto Dellera, Danysol, Sebastiano Forte, Walzer, Enrico Gabrielli, Lino Gitto e Andrea Pesce.

Infine, come non dimenticare l’enorme successo del concerto-raccolta fondi per i lavoratori della musica, a chiusura della Music Week, che ha anche lanciato il nuovo social talent “Dream Hit” e che ha visto protagonisti Fedez, Mahmood, Achille Lauro, Myss Keta, Elodie, Carl Brave e tantissimi altri.

Nonostante la pandemia, la Milano Music Week è riuscita a raggiungere un’ampia fascia di pubblico, segno che il bisogno di tornare a vivere la musica è diffuso e sempre più presente.

Report a cura di Egle Taccia

Autore dell'articolo: Egle Taccia

Egle è avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d'Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!