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Ypsigrock – Il nostro Natale felice [Report]

Anche quest’anno, nonostante un piccolo spavento pre-natalizio, Ypsigrock ha trasformato il borgo di Castelbuono (PA) in una bolla magica piena di musica, unendo i partecipanti in una piccola comunità.

 

Raccontare l’edizione 2025 dello storico boutique festival italiano, che si è tenuta come da tradizione nel cuore delle Madonie dal 7 al 10 agosto 2025 per il suo 28° anniversario, ha sempre una sua nostalgia, perché niente è paragonabile a ciò che si vive nei 4 giorni di Ypsigrock, che aspettiamo ogni anno come i bambini aspettano la vigilia di Natale.

 

Ypsigrock riconferma la propria unicità come festival di riferimento in Europa per cultura indie e alternative, portando ogni anno nel piccolo borgo siciliano un pubblico internazionale e artisti di fama. Il format “boutique” garantisce presenze inferiori alle 10.000 persone e un’atmosfera intima, dove il senso di comunità tra i partecipanti e la cittadinanza locale rendono la manifestazione speciale. Impossibile non restare affascinati dalla magia che travolge il piccolo borgo nei giorni del festival. Difficilissimo descrivere quel senso di serenità e pace che ci avvolge nei 4 giorni più speciali dell’anno. Ypsigrock è molto più di un festival. È una comunità di appassionati che si raduna di anno in anno per condividere emozioni e impressioni, per scoprire nuovi progetti musicali e perché no, lasciarsi affascinare da qualche fuori programma inaspettato. Il piccolo borgo viene letteralmente occupato da un pubblico variegato, che colora la cittadina ed è parte di una magia che si respira in ogni angolo.

 

Il festival è profondamente radicato nello spirito di Castelbuono, alternando live nei luoghi simbolo del borgo: la scenografica Piazza Castello (Ypsi Once Stage), il Chiostro dell’ex convento di San Francesco (Ypsi & Love Stage) e il Cuzzocrea Stage per gli aftershow nel camping. La popolazione di Castelbuono protegge i partecipanti come solo una famiglia sa fare. Il legame del pubblico con il territorio è qualcosa di unico, è come se persone provenienti dai più disparati luoghi, negli anni abbiano sviluppato un senso di appartenenza che rende Castelbuono un luogo simile a casa. Perché nella settimana del festival, quel piccolo borgo nelle Madonie è casa, è un luogo che avvolge e culla in un’atmosfera felice e spensierata.

 

L’edizione 2025 ha presentato una lineup ricercata e internazionale che conferma la regola “Ypsi Once”: ogni artista può esibirsi una sola volta nella storia del festival con lo stesso moniker. Tra i nomi in cartellone sono tanti gli artisti che hanno lasciato il segno.

 

Giorno 1: Lucio Corsi, ha tenuto svegli tutti i bambini di Castelbuono fino a tardi, arrivando nella nostra fiaba agostana come un folletto; le Lambrini Girls hanno tirato giù la piazza, non risparmiandosi in nulla, mandandole a dire un po’ a tutti, passando da J.K. Rowling a Giorgia Meloni; che dire poi degli Offlaga Disco Pax, che ci hanno emozionati facendoci ripercorrere la loro storia e raccontandoci delle loro peripezie col furgone incastrato tra i vicoli del paese. Bellissime scoperte Maruja e Carpetman che hanno contribuito a farci iniziare col botto;

 

Giorno 2: Il live delle CocoRosie a qualcuno è sembrato un po’ sottotono o forse un po’ monotono, sicuramente qualcosa non è andato per il verso giusto; ma a rendere la giornata speciale ci hanno pensato Porridge Radio, Divorce, che forse meritavano un posticino sul main stage, Ugly, Makeshift Art Bar e le psichedeliche Mermaid Chunky, che vincono il premio “esibizioni incredibili” per il live imprevedibile e trascinante, che ci ha letteralmente portati fuori dalla nostra testa, con commenti del pubblico tra lo sconvolto e il divertito. Personalmente le ho apprezzate per l’originalità della proposta, talmente fuori dal concept del festival che è stato impossibile non amarle. Un centro assoluto per l’organizzazione!

 

Giorno 3: Il giorno tanto atteso per l’arrivo dei The Voidz, capitanati da Julian Casablancas, frontman degli Strokes, non ha deluso le aspettative. La band ha letteralmente spettinato la piazza con volumi altissimi e un live adrenalinico, anche se a fine concerto ho avuto la sensazione che le file più indietro abbiano goduto di più dell’esibizione rispetto a chi era sottopalco, probabilmente per qualche problema tecnico. La vera rivelazione di questo festival sono stati certamente i WU LYF, arrivati da Manchester a ribaltare Ypsigrock. Che dire poi del live di Alan Sparhawk, iniziato in modo straniante (c’è chi ha giurato di sentire la mia voce dal palco) e finito con un’intensità che non è stata eguagliata da nessuno in questa edizione. Ottimi anche Yunè Pinku, Martha Da’ro, Deary e Yasmina;

 

Giorno 4: Nessuno, ripeto nessuno, dimenticherà mai le facce sconvolte e divertite degli English Teacher, che tornando sul palco per un encore si trovano di fronte Babbo Natale e i suoi aiutanti, una guerra di panettoni e il pubblico impazzito che festeggia Natale sulle note di “All I Want For Christmas is You” di Mariah Carey. Da quel momento in poi il delirio, una seria band che abbatte ogni barriera col suo pubblico e surfa sulla folla inondata dalla gioia di Castelbuono, tanto da dedicarci una storia su Instagram per celebrare l’inattesa tradizione siciliana di festeggiare il Natale in anticipo. I Public Service Broadcasting ci hanno fatto letteralmente sognare, pubblico in delirio, meritano il premio di esibizione migliore di questo festival. Durante la giornata abbiamo apprezzato anche Sylvie Kreusch, Jacob Alon, Yaeger, Milo Korbenski e i meravigliosi Ebbb.

 

I concerti sono stati affiancati da talk, incontri con artisti, addetti ai lavori e momenti di confronto tra pubblico e insider della scena musicale internazionale.

 

Interessante anche il progetto che si avvicenda da qualche anno, “The Sound of This Place”, residenza artistica con la presenza di Tara Nome Doyle, Massimo Silverio, Priyaji, Martin Romeo, che hanno presentato opere collettive nate proprio nel territorio di Castelbuono.

 

Ultima nota importantissima, è stato bello vedere sventolare la bandiera della Palestina al Chiostro e vederla proiettata sul Castello, segno che nonostante i giorni felici di Ypsigrock, nessuno ha dimenticato le atrocità che si stanno compiendo a Gaza.

 

Report a cura di Egle Taccia

 

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