Lo scorso 17 luglio Amalfitano si è esibito al Circolo Magnolia di Milano, portando in scena i suoi più grandi successi e i brani dell’ultimo lavoro intitolato Sono morto per 15 giorni ma sono tornato perché l’amore è, pubblicato nell’ottobre del 2025. La data milanese rientra nel calendario de “L’amore Summer Tour 2026” grazie al quale, ancora una volta, ha portato in scena il suo cantautorato rock’n’roll sincero, ruvido e urgente, accompagnato da una band pazzesca che ci ha fatto ballare con dei suoni potentissimi e adrenalinici.
Niente distanza col pubblico che ha cantato per tutto il live accogliendo l’artista con un calore che viene riservato a pochissimi, segno che Amalfitano negli anni è riuscito ad intercettare stati d’animo che spesso non finiscono nelle canzoni. L’ispirazione per un certo cantautorato rock americano è evidente, ma a quei suoni si unisce la tradizione italiana e qualche ombra di pop. Non ci sono sovrastrutture nella musica del cantautore, niente orpelli o atteggiamenti da star, solo pura voglia di fare arte a 360° (non dimentichiamoci della sua passione per la pittura e le arti visive) e di condividere il proprio vissuto col pubblico. La notte è spesso al centro dei suoi brani, abitata da amori e sentimenti irrisolti.
È interessante vedere come brani così personali riescano ad assumere una dimensione così corale quando incontrano il palco. Un fluire costante di energia, un incontro giù tra i fan sul finale, l’impatto visivo e catartico dell’agitare un faretto nel buio, fanno di questo live un’esperienza che si ha voglia di rivivere.
Tra una dedica al Pianobar, un’estate azzurrissima e lo sfondo di una Sicilia sempre presente nell’immaginario dell’artista, Amalfitano ci sorprende con l’ospite della serata, Alessandro Ragazzo, con cui ha collaborato in “Signora Vita”.
Si va verso il finale. Le luci si spengono e ci troviamo a vivere uno dei momenti più emozionanti della serata. Amalfitano prende una luce e la fa roteare nel buio, poi si avvicina al pubblico e alla fine scende in platea per i brani più amati del suo repertorio. Il finale è un susseguirsi di successi come “Ogni mia sbronza”, “Estate Capodanno”, “Maddalena”, “E…Ancora tu”, “L’Iliade”. Prima di salutarci ci dice che non si aspettava tutto questo calore e poi si congeda con “Fosforo” e “Quanto dolore ci servirà per smettere d’amare” e noi restiamo in attesa del prossimo concerto.
A cura di Egle Taccia




















































