I Sick Tamburo hanno annunciato due date speciali che li vedranno protagonisti insieme ai Tre Allegri Ragazzi Morti. Potremo infatti rivederli sul palco, dopo la gloriosa conclusione del loro tour invernale, il 9 luglio a Milano al Magnolia e il 19 luglio a Roma all’Eur Social Park. Altre nuove date che si aggiungono al tour di presentazione di Dementia, il nuovo album uscito per La Tempesta Dischi, ottavo capitolo della loro discografia. L’attesa del pubblico per i live della band ha fatto registrare numerosi sold out. Dementia rappresenta una nuova tappa nel cammino del gruppo: pubblicato lo scorso 16 gennaio, l’album non addomestica il disagio, ma lo attraversa, lo espone e lo rende materia viva. Un lavoro che si propone come un viaggio nella non mente: la gioia della normalità, la confusione improvvisa, ancora gioia, poi il buio, la luce che ritorna, il silenzio, la paura, e di nuovo il buio. È un disco fatto di fragilità e smarrimenti, di scosse improvvise e brevi pause di apparente quiete, in un continuo alternarsi di presenza e assenza, di luce e ombra. Tutto in Dementia si muove per contrasti, come accade ai pensieri quando perdono i bordi. I brani raccontano figure sospese, pensieri inquieti, stanze interiori che si chiudono e si riaprono. Da Mi gira sempre la testa alla lunga title track conclusiva Dementia, passando per Silvia corre sola e Ho perso i sogni, l’album compone un unico flusso emotivo, attraversato da inquietudine, desiderio di fuga, rabbia trattenuta e improvvisi bagliori. Sul piano musicale, i Sick Tamburo restano pienamente fedeli al loro universo: quell’alternative che li accompagna dagli esordi, dove la melodia domina anche nei passaggi più ruvidi. In Dementia, atmosfere indie rock e accenti post-punk si mescolano come fossero un tutt’uno, dando vita a un suono compatto, diretto, profondamente viscerale. La copertina del disco è un artwork originale disegnato da Davide Toffolo, con la grafica di Paolo Proserpio.
Intervista a cura di Egle Taccia
Di cosa ci parlate in Dementia? Il vostro nuovo album?
Dementia non è altro che un viaggio nella malattia mentale, appunto la demenza. Dementia in latino è uguale a non mente, privazione della mente, è un viaggio dentro tutte le fasi altalenanti che quello stato comporta, dai silenzi totali, alle paure, ai momenti di felicità, terrore e poi ancora confusione. Si parla di tutte queste varie fasi che diventano canzone. Nello stesso tempo mi è venuto spontaneo fare un parallelismo con la malattia mentale, la demenza appunto, e il comportamento folle dell’uomo in questi anni folli, che mi è venuto in qualche modo da definire demenza, inteso come privazione della mente, quindi ci sono dei momenti nel disco che parlano anche di quel tipo di privazione della mente, di non mente, legati alla follia dell’uomo, vedi le guerre, ecc. Canzoni come Ho perso i sogni parlano di questo.
Nel primo brano dell’album ti chiedi cos’è che mi manca? Cosa ci porta a sentirci così persi e disorientati oggi?
Innanzitutto, basta dare uno sguardo ai social, ai telegiornali e ai giornali e ti rendi conto che il mondo sembra impazzito, guarda quello che succede, è tutto contro tutto, chiunque si rende conto di stare in un ambiente che è folle, quindi più disorientati di così credo che sia veramente difficile.
Su cosa dovremmo concentrarci o cosa ci servirebbe per stare meglio e per uscire da questa situazione secondo te?
Sarebbe buono che il mondo cambiasse un po’, poi queste cose non sono così semplici, non sono immediate, quello che possiamo fare nel nostro piccolo è cercare delle vie che in qualche modo possano portare a un po’ di consapevolezza rispetto a tutto questo, perché la consapevolezza è la prima cosa che può spingere a un cambiamento, piccole cose inoltre che in qualche modo ci facciano concentrare su quello che può essere importante per la collettività. Anche questo è un modo per spingere verso una consapevolezza, verso un ritorno a pensare anche all’altro e non solo a se stessi.
Nel disco esprimete tutto il disagio dei nostri giorni, comunque mantenendo un atteggiamento speranzoso, forte. Oggi il disagio e la malattia mentale sono ancora uno stigma oppure pensi che piano piano la società stia cominciando ad affrontare la malattia mentale?
Qualcosa sicuramente è stato fatto e piano piano si sta facendo. Il parlare di questa cosa come abbiamo fatto noi nel nostro piccolo e come fanno tanti altri ovviamente, non voglio prendere la posizione del capobanda, però fare questa cosa è sicuramente un altro passo avanti in quella direzione, parlare di certe cose e portarle alla collettività è fare un passo in quella direzione lì. Fino ad oggi qualcosa sicuramente è stato fatto, ma ancora tanto deve essere fatto, parlarne senza paura è un passo sicuramente in quella direzione.
Che tipo di lavoro avete fatto sui suoni dell’album?
Dal punto di vista musicale, partiamo sempre dal suono base dei Sick Tamburo, perché comunque siamo un gruppo che ha una riconoscibilità molto precisa e quindi sarebbe stupido non partire da quello, poi lo mescoliamo, come sempre, a tutto quello che ci viene incontro nel nostro percorso, tutte le cose che in qualche modo ci possono interessare o ci colpiscono le mettiamo dentro e le mescoliamo con quello che è il nostro suono base che di volta in volta si allarga sempre di più, pur mantenendo quella riconoscibilità che secondo me un gruppo deve avere.
Come è nata la copertina del disco a firma di Davide Toffolo?
Semplicemente perché quando stavo pensando a chi provare a contattare, di solito non ci pensiamo noi direttamente, mi sono detto ma sai cosa? Chiamo Davide, siamo amici da sempre! L’ho chiamato e gli ho chiesto se gli andasse di disegnarmi la copertina, gli ho spiegato l’incipit del disco e me l’ha fatta, non è la prima che mi fa, perché me ne ha disegnata un’altra in passato.
Nel disco si incontrano tanti personaggi e immagini, una mi ha colpita particolarmente che è la Silvia che corre da sola. Dove va e chi è?
Come spesso accade i miei personaggi sono spesso personaggi poco canonici, perché tendenzialmente sono attratto da quelli. In questo caso è una canzone molto descrittiva perché si parla di un personaggio reale, che ascoltando la canzone e leggendone il testo capisci che ha una vita che in qualche modo non segue la linea dritta e sono stato toccato profondamente da quelle cose e mi sono sentito di scriverne. Dove va Silvia? Silvia continua a correre da sola e a fregarsene degli altri ed è la cosa migliore. Fregarsene degli altri non nel senso che si disinteressa degli altri, però non guarda troppo a quello che ci viene detto di fare e in quel senso fa bene a disinteressarsi.
Avete da poco concluso il tour con tanti sold out, che emozioni state provando nel riabbracciare il vostro pubblico?
Bello, bello perché comunque era un anno e mezzo che eravamo fermi col gruppo, poi comunque erano tre anni che non usciva un disco nuovo, quindi è stato veramente bello, anche la prima data era sold out, ci sono state tante date sold out, quindi bene.
Report della data milanese alla Santeria Toscana
Lo scorso 13 febbraio abbiamo partecipato alla data milanese della formazione, sold-out con largo anticipo, per promuovere il nuovo album Dementia. Il pubblico ha partecipato con grande entusiasmo ad un live a dir poco adrenalinico durato circa un’ora e 45 minuti. La band, capitanata da Gian Maria Accusani, ha mescolato ritmi proto-punk e melodie indie rock e post-punk, fedeli eredi dei ritmi sferzanti dei Prozac+. Un live con un set puramente rock, con Accusani che ha cantato la maggior parte dei brani con un’energia tale che nessuno si è praticamente accorto che avesse la febbre, il tutto condito dalla crudezza delle chitarre e da una fortissima attitudine punk-rock. È stato evidentissimo il forte legame col pubblico, qualcosa che va oltre il classico rapporto con le band, che sa di vicinanza e di mancanza e che li ha praticamente acclamati cantando a squarciagola tutti i brani, anche quelli dell’ultimo album, segno della forza dirompente della band. Betty Tossica è stata accolta con un’energia tale da far venire la pelle d’oca e i lacrimoni negli occhi. Altri brani con una resa live pazzesca sono stati sicuramente: Parlami per sempre, Ho perso i sogni, Mi gira sempre la testa, Non c’è Pace, Silvia corre sola, Il fiore per te e A.I.U.T.O.
A cura di Egle Taccia



















































