Può un brano scartato 40 anni fa tornare ad essere attuale oggi? I Litfiba rispondono positivamente a questa domanda e ci ricordano come la musica possa andare oltre i confini del tempo. 17 Re è stato, infatti, finalmente pubblicato come singolo per celebrare i 40 anni dal doppio album che ha cambiato la storia della musica italiana. Piero Pelù, Ghigo Renzulli, Antonio Aiazzi e Gianni Maroccolo hanno fatto un gran regalo ai fan, che aspettavano il brano da 40 anni.
La formazione ha da poco concluso il tour celebrativo e si attende con trepidazione la pubblicazione di 17 Re Live. 1986-2026 in uscita il prossimo 27 novembre e già disponibile in preorder.
All’ascolto, il brano si è rivelato più che attuale, nonostante gli anni passati. Questo ritorno ha infatti il sapore di un abbraccio ai fan, è un premio per la fedeltà e l’attesa durata quarant’anni, una vera e propria chiusura di un cerchio discografico. Escluso nel 1986, questo pezzo torna attualissimo oggi, segno di come in fondo tutto sia rimasto amaramente uguale. Questo brano riunisce la formazione storica e riapre un nuovo capitolo, dando nuova grinta e vitalità alla band. E’ bello poter pensare che quel brano fosse stato scartato perché talmente visionario da non aver ancora tutte le tecnologie necessarie per venire alla luce negli anni ’80. Non è di certo un brano che cattura al primo ascolto, ma considerate le altissime aspettative, sicuramente non si tratta di una deludente operazione nostalgia. Ascolto dopo ascolto, infatti, il brano si carica di significato e resta impresso nella memoria come quel tassello che mancava per completare il puzzle.
Abbiamo raccolto le dichiarazioni della band durante l’incontro con la stampa che si è tenuto qualche tempo fa.
Piero Pelù: “I prepotenti stanno cercando di fare piazza pulita, ma come artisti, che naturalmente contiamo zero, abbiamo ancora la voce e abbiamo il coraggio di schierarci, cosa che ultimamente mi sembra stia mancando alla folta schiera di artisti che popolano lo scenario artistico mondiale e anche italiano. Giusto Springsteen e pochi altri hanno tirato fuori le unghie e i denti ultimamente e questo ci permette con questa canzone e col tornare a suonare dal vivo questo album di riportare in primo piano dei temi importantissimi. Quando nel 1986 17 Re uscì, lo dico senza polemica, sono andato a rileggermi le recensioni, fu massacrato, non fu assolutamente capito. Eccetto che da Federico Guglielmi, che face una recensione di encomio totale dell’album, la stragrande maggioranza della stampa non lo capì, fu definito un album barock ‘n’ roll, insomma chi più ne aveva più ne metteva, il bello è che però oggi siamo qui a parlarne e questa cosa ci riempie di orgoglio e di piacere musicale e artistico.”
Ghigo Renzulli: “Ritrovarsi insieme dopo tanti anni, erano 13 anni che non suonavamo insieme, mi dà molto piacere, perché bene o male ne abbiamo vissute tante, abbiamo girato mezzo mondo, ci siamo spremuti, abbiamo litigato e suonare insieme a Gianni, Antonio e Piero è un deja vu, ma è un deja vu che dà molta soddisfazione.”
Antonio Aiazzi: “Abbiamo ripreso uno schema che era il nostro vecchio schema. Il modo in cui abbiamo lavorato sul brano, anche lo schema del chi si occupa di cosa, chi lo può far meglio perché è più bravo. Io su certe cose non metto le mani perché so che c’è Gianni che lo fa meglio di me o c’è Ghigo che lo fa meglio di me. Per una volta, dopo tanti anni che ci siamo ritrovati, si è riacceso questo schema, che trovavamo più giusto, e devo dire che il risultato ci ha stupito. Arrivando in fondo ci siamo detti butta bene, sta venendo fuori una bella cosa.”
Gianni Maroccolo: “Sono qui per il piacere di condividere musica con persone a cui voglio bene e con artisti che stimo e con cui ho condiviso una parte bellissima della mia vita. Tutte le altre motivazioni sono importanti, ma fondamentalmente per me la gioia sta in questo, nel ricondividere insieme, suonare insieme a persone a cui sono affezionatissimo e con cui ho condiviso una parte musicale e umana, nella mia vita, notevole. Tutto il resto, forse perché sono un musicista e basta, secondo me viene in secondo piano. Poi sono contentissimo che sia venuta fuori finalmente questa versione di 17 RE che ha messo d’accordo tutti, perché in fondo credo che fosse anche un atto dovuto nei confronti di tutti coloro che per anni ci hanno sopportato e supportato.”
A cura di Egle Taccia




















































