No Press – Against Capitalism Première Symphonie è il nuovo album di Marco Di Meco

Il flautista e compositore jazz Marco Di Meco pubblica il suo nuovo disco di inediti, in uscita il 28 febbraio in formato digitale con etichetta e distribuzione TuneCore.
“Against Capitalism Première Symphonie è la mia visione sul futuro, su nuove strade intraprese, in musica così come nella vita.”
Scritto ed arrangiato da Marco Di Meco, il disco contiene 3 tracce. “Against Capitalism Première Symphonie” è un disco di jazz contemporaneo. I brani jazz di Marco Di Meco hanno forti contaminazioni dal mondo della musica
classica con uno sguardo attento alla musica pop nelle sue molteplici declinazioni. Una linea compositiva che ingloba e traduce a nuovo gli stilemi musicali oggi più in voga combinandoli con strutture e forme del passato.
“Volevo un titolo che racchiudesse in sé la duplicità delle ragioni che mi hanno spinto a scrivere l’album. Da un lato l’idea di cambiamento sociale e dall’altro l’esplorazione di una nuova forma di scrittura musicale ibrida.”
“Honey and Fire” è un viaggio in un mondo sonoro ‘multietnico’. Forti i contrasti tra le parti scritte e le strutture dove i solisti improvvisano. Dai ritmi swing alle articolazioni ritmiche contemporanee, dall’ R&B fino ad arrivare a momenti di musica dodecafonica aleatoria.
“The Floating Point”, come in un minuetto del barocco musicale, trova nei due temi presenti e nella totale assenza di parti improvvisate la più marcata attinenza con la forma strutturale a cui l’intero album fa riferimento.
“Blue Kandinskij” si presenta come una ballata fuori dal tempo. Il pianoforte sembra suonare il tema a distanza dall’ascoltatore, come il ricordo di un sogno che d’improvviso riaffiora nella mente.
Note di copertina di Lanfranco Malaguti.
“Il flauto solitario, lirico ed evocativo di Marco Di Meco, introduce come una voce narrante una storia ricca di significato e carica di sentimento, che si articola in tre movimenti come una sinfonia. Al di là dell’efficace trama che caratterizza l’opera nel suo insieme, molti sono gli elementi che contribuiscono alla riuscita di questo album. Temi ed improvvisazioni si rincorrono nel corso di HONEY AND FIRE in articolate sequenze armoniche che cambiano spesso struttura, dinamiche e figure ritmiche. Nel successivo brano THE FLOATING POINT, il bellissimo tema in 3/4 esposto dal flauto richiama le intense atmosfere che si ravvisano in talune colonne sonore di Ennio Morricone o in alcuni tra i più riusciti brani di Burt Bacharach, sebbene rimanga intatta la cifra stilistica del quintetto. Una parentesi all’insegna di dolci melodie connota, invece, BLUE KANDISKIJ in cui si alternano gli interventi solistici del pianoforte, della chitarra e del flauto. Anche la scelta delle timbriche strumentali contribuisce al buon risultato, rafforzando l’atmosfera poetica dei brani. Un’opera piacevolissima da ascoltare, realizzata in sintonia dai cinque musicisti con professionalità e senso artistico”.
MARCO DI MECO, originario di Chieti (Abruzzo) ma vissuto tra Svizzera ed Inghilterra, nel 2014 esordisce con l’album “5 Colori” ottenendo subito il riscontro positivo della critica di settore. Nel 2015 pubblica con l’etichetta jazz Wide Sound il suo secondo album “Rosalinda” distribuito da IRD International che gli vale l’inclusione nei migliori dieci flautisti jazz italiani nei JAZZIT AWARDS stilati dalla rivista JAZZIT. Il 2016 è l’anno della pubblicazione del doppio album “Lucilla” che conferma, in termini di vendite, Di Meco tra i maggiori flautisti jazz della scena europea.
Il programma radiofonico Battiti in onda su Rai Radio 3 ha trasmesso brani da questo album: “… la varietà di stili, la varietà compositiva è un po’ la cifra di Marco Di Meco…”.
Subito dopo il rilascio di “Lucilla” ha ottenuto notorietà al di fuori dei confini italiani. Alcuni brani sono entrati nelle classifiche radio di settore in Francia, Sud Korea, Giappone, Stati Uniti ed India.

Autore dell'articolo: Edward Agrippino Margarone

Edward Agrippino Margarone
Edward Agrippino Margarone nasce a Caltagirone il 13 Giugno 1990. Cresce a Mineo dove due grandi passioni, Sport e Musica, cominciano a stregarlo. Il suo nome è sinonimo di concerto tanto che se andate ad un live, probabilmente, è lì da qualche parte. Suona il basso ed è laureato in Ingegneria delle Telecomunicazioni.