“(II)”, il ritorno dei Gastone [Intervista]

Vi presentiamo il nuovo progetto musicale dei Gastone che nasce con la scomparsa dell’omonimo cane fra le onde dell’Adriatico, in una riviera senza ombrelloni. Caratterizzato da testi malinconici e introspettivi, con melodie e ritmiche che vanno verso la neo psichedelia e l’art rock, è influenzato da album come Tranquility Base Hotel & Casino degli Artic Monkeys e Push the Sky Away di Nick Cave & The Bad Seeds.

Cominciamo subito con le curiosità: spiegateci la scelta del titolo “(II)” per il vostro nuovo album.

Lo abbiamo chiamato “(II)” perché pensavamo fosse il secondo capitolo di un certo tipo di immaginario cominciato già col primo disco. Il numero romano messo in mezzo alle parentesi è una citazione ai Crystal Castles, un gruppo che amiamo e che ha dato al secondo disco lo stesso identico nome.

Rispetto al vostro disco d’esordio cosa è cambiato?

Sicuramente c’è una maggiore consapevolezza in questi brani. C’è stata un’evoluzione sia dal punto di vista compositivo che da quello personale. Ora ci conosciamo meglio, sappiamo come affrontarci, sappiamo quali sono i punti di forza (e debolezza) dell’altro, tutte cose che nel nostro primo anno di attività forse erano un po’ appannate ma ora sono ben chiare. Dal punto di vista delle sonorità, abbiamo virato verso atmosfere più scure e tutti i brani rimangono impregnati da una forte malinconia di fondo, presente già forse nel primo disco, ma non nello stesso modo.

Quando nascono i Gastone e, fra tutti, quali sono i valori che vi uniscono?

I Gastone nascono a settembre 2016, anche se io e Marco ci conoscevamo da prima. In comune abbiamo la semplicità nell’affrontare determinate situazioni (o potrei dire anche ingenuità a volte), la passione per i baretti della provincia e un certo idealismo dal punto di vista sentimentale. Solo due romantici possono scrivere una canzone che si chiama “Non dare al romanticismo una chance”.

Qual è il filo conduttore che lega fra loro i testi e le musiche di “(II)”?

Nel periodo in cui scrivevo i testi ero molto preso da un libro chiamato “Il tango della vecchia guardia” che ha influenzato un po’ tutto il disco a livello di atmosfere e in particolare la scrittura dei testi di “Ombra” e “Transatlantico”. Il protagonista di questo libro era un uomo estremamente elegante che faceva il ballerino nei transatlantici.

 Domanda Nonsense: X-Factor o Sanremo?

Sanremo al 100%.

A cura di Laura De Angelis

Autore dell'articolo: Laura De Angelis

Laura De Angelis