No Review – Gli Sherpa ci riportano agli albori della civiltà con “Tigris & Euphrates”

Un viaggio mistico verso un’immaginaria Mesopotamia, andando à rebours verso gli albori della civiltà umana. Potrebbe essere così la descrizione in sintesi di “Tigris & Euphrates”, secondo capitolo della discografia degli abruzzesi Sherpa, band per auto-definizione dedita alla “psichedelia occulta” e composta da Matteo Dossena (vocals), Pierluca Michetti, Axel DiLorenzo, Franz Cardone, Ivano Legnini, Enrico Legnini e Fabio Cardone.

A dispetto dell’efficace voce di Matteo, ottimo cantante/sciamano che ci introduce in questo viaggio spazio/temporale con linee vocali che ci ricordano quelle dei Motorpsycho primo periodo, è la musica a far da padronA in questo intrigante concept, nel quale la durata media dei sei brani viaggia attorno ai sei minuti e mezzo.

Gli Sherpa ricreano difatti atmosfere primordiali ispirandosi in parte all’elettronica krautrock tedesca e, a nostro avviso, ricercando sonorità etniche lungo un percorso affine a quello intrapreso a suo tempo da un act imprescindibile come i Dead Can Dance; i sette abruzzesi costruiscono magistralmente atmosfere altamente cadenzate ed ipnotiche, suscitando nell’ascoltatore una forte fascinazione per un concept carico di mistero e suggestioni storiche.

Un percorso insolito ed affascinante verso un periodo della storia ancora oggi non compreso fino in fondo, nel quale l’umanità ha appreso le prime forme di scrittura e dal quale discendono tutte le principali religioni monoteiste dell’era attuale, verso una terra paradossalmente martoriata da guerre e terrorismo: pur essendo un viaggio puramente immaginario, non possiamo certo dire che in questo contesto le musiche degli Sherpa non risultino adatte allo scopo, facendo viaggiare la mente dell’ascoltatore attraverso il loro sound cupo e lento, che risulta certamente essere la scelta migliore per un concept ambizioso come il presente.

Così come il popolo nepalese da cui prendono il nome, gli Sherpa ambiscono ad essere le nostre guide in questo viaggio inquietante verso l’ignoto: ci lasciamo quindi accompagnare volentieri, consigliando l’ascolto di un album ottimamente concepito e prodotto, che iscrive con merito la band italiana fra gli act più interessanti a livello europeo per questo genere di sonorità.

 

Tracklist

  1. Kim (((o)))
  2. Creatures from Ur
  3. Equiseto
  4. Abscent to the Mother of Language
  5. Overwhelmed
  6. Descent of Inanna to the Underworld

Autore dell'articolo: Fabio Rezzola