No Festival – Zanne Day 3 – I Soulwax ci invitano nella loro discoteca strumentale

Zanne Festival giunge al termine con la sua ultima serata: una chiusura col botto e inaspettata per molti.

Tutto inizia coi vincitori del contest Nuove Zanne, i Torst, che hanno aperto la serata con un set interessante.

Si entra nel vivo e finalmente tornano protagoniste le chitarre, dopo l’immersione elettronica di ieri, con The Mystery Lights e il loro groove trascinante (tanto da far partire il pogo), i loro inaspettati cambi di tempo, ma anche una certa ripetitività dei suoni sul finale.

Giusto il tempo di un cambio palco e di una passeggiata nell’area food and market, e arrivano gli Ulrika Spacek, band tedesca di stanza a Londra, che intrattiene il pubblico con un live efficace, il cui rock psichedelico strizza spesso l’occhio a diramazioni pop rock, e che tutto sommato prepara il pubblico per la tanto attesa esibizione dei Soulwax.

Tutto si ferma per un bel po’, in modo da preparare il palco per i 7 elementi dei Soulwax, band belga fondata dai fratelli David e Stephen Dewaele, che ci presenta un modo assolutamente innovativo di concepire l’elettronica.

Dopo ben 11 anni di stop, tornano con del materiale nuovo e un nuovo spettacolo che vede un palco studiato appositamente per contenere i 7 elementi della band in tour, incluso il membro della formazione originaria Stefaan Van Leuven al basso/synth, ben tre blasonatissimi batteristi, ovvero Victoria Smith (Jamie T), Iggor Cavalera (Sepultura, MIXHELL), Blake Davies (Turbowolf) , e Laima Leython al synth ed ai cori. L’impatto visivo è eccezionale. Un contrasto di bianco e nero tra gli strumenti, ripreso anche dalle divise della band (quanto sono belle le band in divisa), ci porta nel loro personalissimo dancefloor, una discoteca speciale dove, invece di una consolle e un dj, abbiamo dei mostri sacri della musica che, con i loro strumenti, realizzano un suono potente ed eccezionale, ma mai invasivo. Un godimento per gli occhi e per le orecchie. Immediatamente si diffonde uno stupore generale, perché quello che osserviamo sul palco ha dell’incredibile. I tre batteristi, come delle macchine, eseguono in perfetta sincronia una danza tribale che ci porta a saltare in aria e a ballare come dei matti.

Lo spettacolo dei Soulwax va assolutamente visto, è qualcosa che non si dimentica e che meriterebbe di fare il pienone ovunque. La scoperta più bella di Zanne Festival. La serata su cui probabilmente avrebbero scommesso in pochi, si è rivelata la più sorprendente delle tre. Io stessa, dopo gli Einstürzende Neubauten, ero fermamente convinta che non fosse possibile fare di meglio, sbagliando di grosso. Zanne ci saluta con una delle più coinvolgenti esibizioni mai viste su suo palco, lasciandoci a bocca aperta per l’ennesima volta.

Catania si conferma il cuore pulsante della musica del sud Italia, con manifestazioni di altissimo livello che favoriscono l’arrivo in città di band di grandissimo valore, convogliando sull’isola un nuovo turismo, che vede come attrazione principale la musica.

Report a cura di Egle Taccia

 

Autore dell'articolo: Egle Taccia

Egle Taccia
Egle è avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag, scrive per Qube Music e Lamusicarock e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d'Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!