Edy – Luigi Tenco come chiave di lettura dei nostri tempi [Intervista]

“Chi ha sparato al Presidente?” è un mini-disco raffinato e personale, composto da tre cover, “Zeta Reticoli”, “Un giorno dopo l’altro” e “Tutta mia la città”, e dall’inedito “Chi ha sparato al Presidente?”, scritto da Matteo Scannicchio e Giorgio Maria Condemi.

 

Un concept EP che parla al cuore e alla testa, racconta con delicatezza quello che ci accade dentro quando perdiamo i nostri punti di riferimento. I pensieri sono lancette, le emozioni vestiti e i desideri quadri. Tutto ci sembra estraneo. Allora alterniamo momenti in cui sentiamo che la speranza è diventata un’abitudine ad altri in cui cerchiamo pace nel sonno. Ad altri, ancora, in cui faremmo qualsiasi cosa per riprenderci quanto abbiamo perso.

È qui che si inserisce la musica. Alcune canzoni hanno il potere di farci sentire di nuovo interi, vivi. “Ci sono canzoni che tornano ciclicamente a raccontarci chi siamo, fino a far diventare la finestra un belvedere.”

“Chi ha sparato al Presidente?” è la colonna sonora del periodo storico che stiamo vivendo, ma molto probabilmente è anche la risposta.

 

Intervista a cura di Egle Taccia

 

“Chi ha sparato al Presidente?” è il tuo ultimo lavoro che contiene tre cover e un inedito. Mi parli di com’è nato questo progetto?

L’EP “Chi ha sparato al Presidente?” non era nei miei programmi. Stavo infatti ultimando il tour di Variazioni (il mio primo album da solista) quando è iniziata la Pandemia. Mi sono trovato a casa, in riposo forzato come tutti, dopo più di un anno di concerti, e la cosa inizialmente non mi è dispiaciuta per niente. Dopo un mese mi sono reso conto che questa pausa sarebbe durata un tempo indefinito… ho sentito d’improvviso mancare tutti i miei punti di riferimento: i concerti, lo studio di registrazione, gli scambi, gli amici… è stato a quel punto che alcune frasi della canzone “Un giorno dopo l’altro” di Tenco hanno iniziato ronzarmi insistentemente in testa, perché perfette per descrivere la sensazione di solipsismo che avevo. “Un giorno dopo l’altro è tutto come prima…”, “Domani sarà un giorno uguale a ieri”, “…e la speranza ormai è un abitudine”. Sembrava quasi che Tenco stesse descrivendo il “mio lockdown”. Così ho iniziato a lavorare all’EP “Chi ha sparato al Presidente?”

Cosa rappresentano per te le cover che hai scelto di inserire nell’Ep?

Le 3 cover che ho scelto sono soprattutto canzoni “importanti” per me. Ti ho già detto che tutto da parte da “Un giorno dopo l’altro”. Avevo voglia di rendere Pop il brano e portarlo nel 2021, con il massimo rispetto per il cantautore, che considero uno dei 5 più importanti di sempre. La seconda cover scelta è stata “Tutta mia la città”, che mi riporta alla mente la città deserta, le lancette che scorrono nonostante il tempo sia fermo e la disperazione rassegnata di un uomo. Praticamente le sensazioni che ho provato quelle poche volte che ho messo il naso fuori di casa durante il primo lockdown. E poi io adoro il Beat. La terza cover è “Zeta Reticoli”, che musicalmente non mi ha mai attirato (ascoltavo “altri” suoni di chitarra al tempo) ma che ho sempre considerato una canzone importante, per il testo pieno di immagini fortissime e rappresentative della mia generazione, quella cha vissuto il G8 di Genova in prima linea. “Brucia ancora, che prima o poi ritornerò. Conservo di nascosto sempre lo stesso sguardo” è proprio una frase che mi rappresenta, è un inno alla Resilienza.

Qual è il concept del disco?

Il concept gira attorno a tutto ciò che mi è passato per il cervello e per il cuore in quelle lunghissime giornate tutte uguali.

Parla di solitudine, isolamento, smarrimento, ma anche di speranza, resistenza e ritorni. Praticamente un Meltinpot delle mie emozioni.

Lo considero a tutti gli effetti la colonna sonora del mio lockdown.

In che senso è la risposta al periodo che stiamo vivendo?

Viviamo un periodo “nuovo”. Tutto ci sembra estraneo. Allora alterniamo momenti in cui sentiamo che la speranza è diventata un’abitudine ad altri in cui cerchiamo pace nel sonno. Ad altri, ancora, in cui faremmo qualsiasi cosa per riprenderci quanto abbiamo perso.

È qui che si inserisce la musica. Alcune canzoni hanno il potere di farci sentire di nuovo interi, vivi. “Ci sono canzoni che tornano ciclicamente a raccontarti chi sei, fino a far diventare la finestra un belvedere.”

“Chi ha sparato al Presidente?” è la colonna sonora del periodo storico che stiamo vivendo, ma molto probabilmente è anche la risposta.

Tutti nell’ultimo anno abbiamo perso ogni punto di riferimento. Cosa ti ha aiutato ad orientarti in questo periodo durissimo?

Mi hanno aiutato le cose che contano di più per me: l’amore e la musica.

Ho cercato di restare lucido, concentrato, di prendermi cura di me e delle persone che vivono con me. Ho scritto tanto, tantissimo e adesso non vedo l’ora di condividere tutto con voi. Mi ha salvato ancora una volta la voglia di vedere che cosa succede la pagina successiva, come finisce la storia…

Con chi hai lavorato a questo EP?

Il principale collaboratore in questo lavoro è stato Matteo Scannicchio che ha anche prodotto l’EP. Importante il contributo della mia Band che oltre Matteo, vede Sebastiano Forte, Tommaso Calamita e Carmelo Di Paola. Hanno tutti suonato a distanza, ci ha aiutato a sentirci meno soli.

Un altro contributo importante è venuto da Giorgio Maria Condemi (co-autore) e produttore della title track “Chi ha sparato al Presidente?”. Infine, gli ingegneri del suono che ci hanno supportati: Gianni Istrioni, Giuseppe Barresi e Gianni Versari al Mastering.

Domanda Nonsense: Se fossi incaricato di svolgere le indagini per scoprire chi ha sparato al presidente, da quale personaggio letterario o fantastico ti faresti aiutare?

Beh, da qualcuno che mi aiutasse a mettere in fila tutte le informazioni raccolte e a trovare il colpevole, quindi potrebbe essere Mister Wolf di Pulp Fiction. Ma poi, siccome il Presidente sta dentro ognuno di noi, cercherei di farmi aiutare da chi conosce la psiche dell’assassino. Potrei quindi chiedere una mano a Elio Petri regista di Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto.

Autore dell'articolo: Egle Taccia

Egle Taccia
Egle è avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d'Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!