No Interview – Il ritorno di Franco Ricciardi con “Blu”, il suo nuovo album

Si intitola Blu il nuovo album dell’artista napoletano Franco Ricciardi. 12 brani cantati per la prima volta completamente in napoletano e prodotti da D-Ross e Star-t-Tuffo. Dopo i primi due singoli, “N’ata Notte” e “Overo”, ora è il turno di “Primmavera”, un pezzo che celebra quel senso di rinascita tipico, appunto, della primavera.

 

Cosa ti rende più orgoglioso di questo nuovo disco?

Credo che questo album abbia un “suono” che in qualche modo possa arrivare alla gente, e sono fiero di averlo cantato interamente in napoletano, superando il pregiudizio che spesso grava su Napoli e sulle realtà locali. Sono convinto che la musica sia uno strumento in grado di unificare i popoli, a prescindere dalla sua forma.

“Blu” è il primo album cantato completamente in napoletano…

Sì, ed è stata una scelta. Questo album è nato da una forte urgenza di raccontare delle cose e sentivo il bisogno di non avere nessun tipo di filtro nel farlo. Poter comunicare nella mia lingua mi fa sentire libero, ed è questo che voglio trasmettere al mio pubblico. 

Se dovessi descrivermi in tre parole cosa rappresenta per te Napoli?

Amore, credo e speranza. “Amore” a 360°, quello che si respira a pieni polmoni nella mia città, “credo” perché Napoli mi ha insegnato a credere profondamente in quello che sono e in quello che faccio, “speranza” perché è l’ultima a morire. 

 

 

Hai collaborato con tantissimi artisti, tra i quali molti giovani. Questa volta, per esempio, hai scelto Raiz. Cosa pensi della nuova scena artistica napoletana?

Penso che Napoli stia crescendo e con essa le persone che ci vivono. Sono alla costante ricerca di un confronto con gli artisti più giovani, un po’ per la mia curiosità un po’ perché i giovani sono linfa vitale e fonte inesauribile di energia positiva e creatività. 

Ai tuoi concerti riesci a radunare folle oceaniche di persone. Che rapporto hai con il pubblico?

Ormai non sono più in grado di vivere il classico rapporto artista – fan. In tutti questi anni il mio pubblico è diventato una grandissima famiglia, forse perché sono una persona che ama stare in mezzo alla gente e vivere la città, Napoli e i suoi luoghi, alla ricerca di contatto e confronto. Non ho mai sentito una distanza. E se mi allontano è per tornare.

Ricordi la prima esibizione in pubblico. Quanti anni avevi?

Avrò avuto circa 10 anni. Era in occasione della fine dell’anno scolastico e avevo di fronte un pubblico fatto di parenti e amici. Per il resto non ricordo un giorno vissuto senza musica. Come si dice in questi casi “Se non avessi fatto il cantante, avrei fatto il cantante”.

 

 

 

Intervista a cura di Cinzia Canali

 

 

Autore dell'articolo: Cinzia Canali

Cinzia Canali
Cinzia Canali nasce a Forlì nel 1984. Dopo gli studi, si appresta a svolgere qualunque tipo di lavoro, ama scrivere e ha la casa invasa dai libri. La musica è la sua passione più grande. Gira da sempre l'Italia per seguire più live possibili, la definisce la miglior cura contro qualsiasi problema.