No Report – Levante live a Igea Marina: il caos che rigenera

21 luglio. Igea Marina. Al Beky Bay è tutto pronto per la seconda data targata Sulla Sabbia. Protagonista della serata Levante.

Al calar del sole un pubblico, in prevalenza molto giovane e femminile, ha già riempito le primissime file. Alcuni fan di vecchia data, altri più recenti visibilmente eccitati e persone curiose di assistere al live di una delle cantautrici italiane più in vista del momento.

Opening act della serata gli Stag, band romana nata dal progetto solista di Marco Guazzone. Sul palco portano un pop-rock di qualità, eleganza e sobrietà. Catturano facilmente l’attenzione del pubblico e battere le mani a tempo viene da subito istintivo. Ottimo inizio.

Un veloce cambio palco lascia spazio ad una scenografia scarna ed essenziale, pronta per accogliere un’artista che saprà colmare quel vuoto in pochissimi secondi. Purtroppo un black out blocca la partenza del concerto ancor prima che Levante salga sul palco. Lunghi minuti di agitazione, ma poi tutto si risolve. È giunto il momento, il suo momento.

L’atmosfera intima del monologo di apertura lascia spazio alle grida entusiaste della gente per l’arrivo di Claudia (vero nome dell’artista) sul palco. Le mie mille me dà il via ad una scaletta, è il caso di dirlo, stupefacente. Ogni album viene ben rappresentato, chiaramente con un occhio di riguardo per l’ultimo, “Nel caos di stanze stupefacenti”. I fan più attenti avranno notato, infatti, che nella seconda parte di questa “Estate Nel Caos” sono state inserite anche Sentivo le ali e Santa Rosalia.

 

 

Non me ne frega niente e Le lacrime non macchiano scaldano il pubblico, se mai ce ne fosse stato bisogno. Levante è sempre stata un animale da palcoscenico, ma è notevolmente cresciuta, è più sicura e consapevole delle proprie capacità e questa maturità la si riflette anche nella band che l’accompagna, quasi invariata dal lungo tour di “Abbi cura di te”. Alessio Sanfilippo alla batteria, Mattia Bonifacino al basso, Eugenio Odasso alle chitarre e Alessandro Orefice alle tastiere; c’è un affiatamento speciale tra di loro e soprattutto è tangibile la stima reciproca.

La versatilità di Levante trasporta il pubblico da momenti di grande impatto, come quello iniziale, ad altri più riflessivi. Io ero io, con dei visual spettacolari alle spalle, crea qualche scompenso emotivo a molti, mentre Mi amo è una cura miracolosa per la bassa autostima, in fondo il principio cardine della musica della cantautrice: amare se stessi sempre, nonostante gli errori commessi, nonostante le cadute, nonostante i propri demoni mentali.

Pezzo di me, il singolo estivo che vede il featuring con Max Gazzè, a giudicare dall’accoglienza dei fan potrebbe diventare un degno erede del caro Alfonso. L’affetto dimostrato, invece, verso Sbadiglio e Fuochi D’artificio, per non parlare di Memo o Duri come me testimoniano quanto questa ragazza sia riuscita in pochi anni a conquistare un pubblico fedele, il classico zoccolo duro, quello che sa a memoria ogni singolo verso, quello che si identifica nel “questa è la guerra e combatto e stringerò i denti finché ne avrò”.

 

 

L’intensità di Lasciami Andare anticipa la parte più pericolosa per i deboli di cuore: sola sul palco con la propria chitarra, Levante ci fa entrare nella sua Scatola blu, un pezzo semplice, sinonimo di come spesso non servano chissà quali esercizi di stile per saper tramutare in note e parole momenti difficili e far sì che in tanti ci si ritrovino. E poi Abbi cura di te, il brano più atteso, cantato con il pubblico, senza microfono e con il solo accompagnamento di una chitarra non amplificata. Non c’è nemmeno bisogno di chiedere il silenzio iniziale, si crea da subito una sintonia totale con la gente, una simbiosi perfetta.

L’esplosiva Di tua bontà chiude la scaletta, ma c’è giusto il tempo di riprendersi un attimo dal carico emozionale prima di assistere al bis. In pole position l’immancabile Alfonso, quasi urlata tanto è il fervore (a quanto pare si è ancora in parecchi a non passarsela benissimo!), seguono Io ti maledico, l’ipnotica Gesù Cristo sono io e Caos (outro) cantata solo con l’accompagnamento del piano.

 

 

Per quanto si parli di società evoluta è evidente quanto ancora oggi, una donna poliedrica, talentuosa, intelligente, che non ha timore di mostrare il lato più fragile e sensibile, ma anche quello più determinato e coraggioso spaventi non poco. Per questo si rischia, a volte, di diventare vittime di critiche gratuite. Sta accadendo, in parte, anche per Levante, sempre più apprezzata e amata da un lato, attaccata in modo becero dall’altro. La verità è che questa ragazza si è fatta da sola, con tutta la tenacia che la contraddistingue, ha lottato con onestà per la realizzazione dei propri sogni e ora raccoglie i frutti di un successo più che meritato.

Se volete trovare riparo anche voi nel caos di queste stanze stupefacenti, il tour della carovana gipsy di Levante prosegue:

4 agosto Lamezia Terme (Cz). Color Fest

6 agosto San Severino Lucano (Pz). Pollino Music Festival

11 agosto Brescia. Festa di Radio Onda D’urto

12 agosto Rispescia (Gr). Festambiente

19 agosto Taranto. Cinzella Festival

26 agosto Palma Campania (Na). Ecosuoni Festival

2 settembre Sesto San Giovanni (Mi). Carroponte Festival

3 settembre Treviso. Home Festival

9 settembre Roma. Viteculture Festival

15 settembre Modena. Arena Del Lago

 

Report a cura di Cinzia Canali

 

Autore dell'articolo: Cinzia Canali

Cinzia Canali
Cinzia Canali nasce a Forlì nel 1984. Dopo gli studi, si appresta a svolgere qualunque tipo di lavoro, ama scrivere e ha la casa invasa dai libri. La musica è la sua passione più grande. Gira da sempre l'Italia per seguire più live possibili, la definisce la miglior cura contro qualsiasi problema.