“Buona Fortuna – Parte Prima” è il nuovo album dei Modà [Intervista]

I MODA’ hanno pubblicato un nuovo lavoro, intitolato “BUONA FORTUNA – PARTE PRIMA”.

 

Il disco (prodotto da Friends & Partners/licenza esclusiva Believe Artist Services), disponibile in tutti i negozi tradizionali e negli store digitali, è – come spiega il titolo stesso – la prima parte di un progetto più ampio.

 

Nell’EP, in uscita a 2 anni di distanza dall’ultimo lavoro di studio “Testa o croce”, trovano spazio 6 brani inediti, tra cui il singolo che ha anticipato la nuova pubblicazione “Comincia lo show”.

 

Comincia lo show – racconta Kekko Silvestre – ha aperto la strada al nostro nuovo progetto discografico. È, secondo me, un brano che offre un nuovo orizzonte sonoro che spazia dalle contaminazioni elettroniche al pop-rock ma senza snaturare lo stile melodico-compositivo che contraddistingue da sempre il nostro DNA”.

Parlando poi del testo, Silvestre ha aggiunto: “facciamo musica pop, musica capace di attraversare tutte le generazioni, arrivare a molti, ed è per questo che cerchiamo nei testi anche di dare, dove possibile, messaggi anche sociali.

 

Il brano è accompagnato da un video già online (https://youtu.be/WhvquZvliEk) diretto da Matteo Alberti e Fabrizio De Matteis per Double Vision – Film & More. Il video, che nasce da un’idea di Francesco Silvestre, è un’aperta critica al mondo social di oggi, dove chiunque, seduto sul proprio divano, può brandire il proprio telefono come una vera e propria arma, sparando giudizi contro chi si trova in quel momento dall’altra parte dello schermo.

 

Egle Taccia ha incontrato la band.

Kekko Silvestre: L’aver diviso in due parti il disco deriva dalle esigenze del mercato discografico. Oggi non è più come una volta dove facevi un album di 15 brani e ne promuovevi tre, mentre il resto andava nel dimenticatoio. Oggi quello che lo streaming ti ha tolto, te lo restituisce in termini di utilizzo, potendo approfondire di più i brani, permettendoti di poterli fare uscire a rate e di farli ascoltare in maniera più attenta, evitando di buttare il lungo lavoro fatto in tanti anni, cercando di valorizzarlo con un ascolto più approfondito, visto che gli argomenti trattati sono numerosi…

Il titolo nasce dopo la pandemia. Quando dovevamo dare un nome al disco, estrapolare “Buona fortuna” dal titolo della terza traccia poteva essere giusto, adatto al momento, perché è rivolto veramente al mondo, dopo i due anni terrificanti che abbiamo passato. Viene inteso non come scaramanzia, ma nel senso di augurare salute e un ritorno alla vita normale.

 

Tornare sui palchi significa tanto, significa tornare alla normalità. Se riusciamo a fare un palazzetto significa che stiamo tornando davvero alla vita di prima. A maggio saranno due anni e mezzo che non suoniamo e spesso mi sono domandato se sia ancora capace di fare il cantante. Siamo stati completamente fermi e la voglia di stare a casa a cantare da solo senza alcun obiettivo davanti non c’è più. C’è più paura ed emozione del solito nel ritornare a suonare, ma sarà bello, sarà come tornare sulla bicicletta. Bisognerà lavorare con attenzione al ritorno sul palco, perché non c’è nulla di scontato.

 

Com’è nata “Scusa se non lo ricordo più”?

 

Grazie della domanda, mi fa molto piacere parlarne. È una canzone che ha una storia molto particolare, perché nasce da un’intervista di Lino Banfi che ho letto un po’ di tempo fa, che parla della malattia della moglie, malata di Alzheimer. La cosa che mi ha colpito è che la malattia nella fase iniziale porta la persona colpita ad avere momenti di grande lucidità alternati a momenti di totale buio. Ad un certo punto, Lino racconta che la moglie gli chiede: “cosa succederà quando diventerà solo buio, quando non ti riconoscerò più?” e lui le risponde: “Vorrà dire che ci presenteremo di nuovo.” Ho trovato in questa frase tutta la tenerezza, la dolcezza e il romanticismo di un uomo, perché questa malattia è terrificante per chi la vive, ma anche per chi gli sta a fianco. In questa frase ho ritrovato il senso di tutto per cominciare a raccontare qualcosa, chiaramente non da un punto di vista medico, ma più da un punto di vista emozionale, perché raccontarla da un punto di vista medico sarebbe stato impossibile. Ho deciso di parlare di questa cosa, perché è una malattia molto diffusa, ma allo stesso tempo di cui si parla molto poco e mi è sembrato un argomento importante da tirare dentro il disco.

 

“22 metri quadri”, invece, è la storia e la passione che si consuma all’interno di questa stanza grande 22 metri quadri, dove ci sono solo queste due persone e un letto, dove queste persone consumano la loro passione. Questo letto sta di fronte a una finestra che gli racconta che non c’è futuro, ma loro questa passione la vogliono vivere a tutti i costi comunque. In qualche modo “Fottuto inverno” è il continuo di questa canzone perché, quando tutto finisce, questa persona si ritrova da sola a vivere dentro questa stanza i ricordi di quella che è stata una storia d’amore bellissima, ma che sapeva non avere futuro.

 

Riguardo ai social e ai lati negativi della rete, spiega: “Una volta bisognava studiare per parlare di qualsiasi cosa, oggi invece apri un account e sei un dottore, un medico, un giornalista, sei qualsiasi cosa. Da qui si sviluppa quello che io definisco bullismo mediatico dove chiunque può seminare cattiverie in maniera gratuita verso persone come me, che però hanno la corazza e si fanno scivolare le cose addosso, ma anche verso persone più fragili che alla fine vengono spesso indirizzate a compiere gesti estremi, brutti. Una volta il bullo lo riconoscevi al parco, oggi sta dietro a una tastiera, magari non sa neanche parlare l’italiano, e questo è scandaloso. Ormai il web è diventato una discarica a cielo aperto, quindi penso che “Comincia lo show” sia molto chiaro in questo senso.

 

Parlando di “Non ti mancherà mai il mare”, racconta: Mia figlia ha detto che sono troppo bravo, quando ha sentito il brano che le ho scritto. Gioia è come me, è un’amante del mare, noi amiamo il mare sopra ogni cosa. Lei ci vorrebbe andare ogni settimana e allora le lascio questa idea di mettersi la bottiglietta in tasca così le manca un po’ meno. Nasce anche dal fatto che io sono uno che esce poco, sono un po’ un Grinch, rimango sempre chiuso a casa, mi sono chiuso ancora di più negli ultimi anni, ma racconto a Gioia che non è giusto fare così, la vita è fuori. Cerco di raccontare la vita al contrario di come la vivo io, per non farle fare i miei stessi errori.

È una delle mie canzoni preferite in assoluto, non è la classica canzone sdolcinata, è una canzone piena di vita, piena di allegria. Se avessi scritto un testo del genere su una melodia lenta, probabilmente sarebbe diventata una canzone triste, invece scritta su una canzone sulla quale si sente un ukulele e ci sono dei bambini che cantano alla fine, il messaggio viene recepito in maniera positiva e sono molto soddisfatto di questo brano, mi è venuto bene, ma è merito di Gioia.

 

Avete esplorato nuove sonorità e orizzonti musicali. In che modo li riproporrete sul palco?

 

Diego Arrigoni: Quando sei in studio e vuoi dare colori a una canzone nuova puoi attingere o da quello che hai sempre utilizzato, ovvero dagli strumenti e dalle sonorità che ti hanno caratterizzato in passato, oppure puoi spingere su qualcosa che magari hai già utilizzato in passato per dargli un colore diverso, più scuro o più brillante, dipende. In “Comincia lo show” i synth sono abbastanza chiari nel loro messaggio, sono molto arrabbiati, si abbinano alle chitarre, perché sono frequenze che insieme stanno molto bene, quindi è chiaro che in questo caso abbiamo dovuto spingere di più su questo colore più scuro per sottolineare l’attitudine stessa del brano. Su “Non ti mancherà mai il mare” è l’esatto contrario. Uno strumento come l’ukulele può darti una leggerezza meravigliosa, può darti un senso di estate, di tranquillità, di serenità e di speranza che altri strumenti non riescono a dare. Una band non deve necessariamente sempre puntare su strumenti di cui i propri membri sono gli utilizzatori, si possono usare tutti quelli che si vogliono, non ci vuole niente a sperimentare, basta solo capire quando questa cosa è giusta e dosarla con saggezza, anche perché esagerando magari si rischia di ottenere l’effetto contrario. Dal vivo abbiamo voluto sempre portare le canzoni in maniera molto simile al disco ed è chiaro che queste canzoni verranno rese esattamente per quello che sono, perché ci teniamo molto che le sonorità del disco vengano riportate dal vivo; è bello sentirle su disco, ma immaginate quanto sia ancora più bello sentirle risuonare in un palazzetto.

 

Riguardo alla promozione del disco, Kekko spiega: L’incontro in chat coi fan l’abbiamo pensato perché al momento non ce la sentivamo di incontrare il nostro pubblico dal vivo. È molto meglio vederli e abbracciarli ma, piuttosto che non fare niente, ci sembrava carino provare questa formula.

Incontrare le persone su internet non è il futuro, è il Medioevo.

 

Si parla anche del Festival: Non abbiamo diviso in due l’album per andare a Sanremo, come si vocifera. Confermo che non ci andremo. Sanremo ci ha dato tantissimo, il problema è che mi ha tolto tante di quelle energie mentali, perché io sono un tipo molto schivo, uno che ama stare molto tranquillo,  e quella settimana ogni volta mi mangia vivo, per riprendermi ci metto mesi. Diventa difficile fare giornate come questa, dove tutto il giorno parli coi giornalisti e poi la sera devi salire sul palco. Sono un perfezionista e a dire la verità non mi sento ancora pronto a tornare su un palco come quello. Tra San Siro e Sanremo è molto più facile San Siro. Non mi sento ancora pronto a rivivere quei momenti, forse non ci tornerò più, ma le emozioni di quel palco te le porti dietro per tutta la vita. Ho ancora paura.

 

La band  ripartirà in tour dalla sua Milano il 2 maggio 2022, recuperando in questo modo le date annullate a causa della pandemia nel 2020.

Questi gli appuntamenti:

02 maggio, Mediolanum Forum di Assago, Milano
(recupero del 1 ottobre 2021, del 28 marzo e del 18 dicembre 2020)
03 maggio, Mediolanum Forum di Assago, Milano
(recupero del 2 ottobre 2021, del 29 marzo e del 19 dicembre 2020)
09 maggio, Arena di Verona, Verona
(recupero del 2 maggio 2020 e del 26 settembre 2021)
13 maggio, Palacatania di Catania
(recupero dell’8 ottobre 2021, recupero del 6 marzo e del 2 ottobre 2020)
14 maggio, Palacatania di Catania
(recupero del 9 ottobre 2021, del 7 marzo e del 3 ottobre 2020)
17 maggio, Palasport di Reggio Calabria
(recupero del 12 ottobre 2021, del 17 marzo e del 6 ottobre 2020)
20 maggio, Palaflorio di Bari
(recupero del 15 ottobre 2021, del 13 marzo e del 9 ottobre 2020)
21 maggio, Palaflorio di Bari
(recupero del 16 ottobre 2021, del 14 marzo e del 10 ottobre 2020)
26 maggio, Palazzo dello Sport di Roma
(recupero 19 ottobre 2021, del 20 marzo e del 12 dicembre 2020)
28 maggio, Pala Sele di Eboli (SA)
(recupero del 5 ottobre 2021, del 10 marzo e del 13 ottobre 2020)

Autore dell'articolo: Egle Taccia

Egle è avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d'Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!