E’ andata così – La docuserie di Ligabue in esclusiva su Raiplay [Press]

LIGABUE – È ANDATA COSÌ”

 

IN ESCLUSIVA SU RAIPLAY

LA PRIMA DOCU-SERIE SULLA CARRIERA ARTISTICA DI

 

LUCIANO LIGABUE

 

 

Il primo disco, il rapporto con i fan, la consacrazione, i film da regista e poi gli inciampi e i grandi successi: RaiPlay racconta LUCIANO LIGABUE in “LIGABUE – È andata così”, la prima docu-serie, disponibile in esclusiva sulla piattaforma digitale Rai, che ripercorre i 30 anni su e giù da un palco del Liga, attraverso la voce narrante di Stefano Accorsi, con la regia di Duccio Forzano.

Un biopic in 7 capitoli, (ciascuno composto da 3 episodi di circa 15 minuti), nel quale Ligabue ripassa le tappe della sua vita, dialogando con Accorsi tra aneddoti, curiosità inedite ed esibizioni esclusive.

Nella narrazione Stefano Accorsi è il fedele complice della rockstar in questa avventura che vede coinvolte le testimonianze di tanti amici e colleghi che in qualche modo hanno fatto parte della vita e della carriera dell’artista.

«Un entusiasmo crescente ci ha accompagnato in questi mesi, mentre i vari capitoli di “Ligabue – E’ andata così” erano in preparazione – commenta Elena Capparelli, Direttore di RaiPlay e Digital.  Un vero regalo, lungo trent’anni, per il nostro pubblico e per i fan di Liga, che ci regala ancora una volta emozioni, musica e parole.»

Questi gli ospiti delle prime 3 puntate: Max Cottafavi, Mauro Coruzzi, Francesco De Gregori, Elisa, Eugenio Finardi, Gino e Michele, Marco Ligabue, Linus, Claudio Maioli, Nicoletta Mantovani, Giovanni Marani, Robby Pellati, Federico Poggipollini, Mel Previte, Camila Raznovich, Massimo Recalcati, Rigo Righetti, Gerry Scotti, Walter Veltroni.

Prodotta da Friends & Partners e Zoo Aperto, “LIGABUE – È andata così” rappresenta una cavalcata mozzafiato, dalla fine degli anni ‘80 ad oggi, in un viaggio che mescola, senza soluzione di continuità, immagini di repertorio, dialoghi scritti ad hoc e testimonianze di ospiti, con un continuo avvicendarsi di registri narrativi (fiction, doc, attualità).

All’interno della serie, le canzoni e la carriera della rockstar si intersecano ai fatti di cronaca e di costume più salienti degli ultimi 30 anni, che non rappresentano solo semplici elementi di un contesto storico, ma sono episodi che hanno avuto un’influenza sulle scelte e sulla vita dell’artista.

Insieme alla musica nella docu-serie si rivivrà anche un altro percorso di Ligabue, quello dedicato ai film e ai libri, per evidenziare lo sguardo intimo e inedito dell’artista che si racconta dai suoi luoghi d’elezione: il suo studio e il suo paese, Campovolo.

Abbiamo partecipato alla conferenza stampa di presentazione del progetto, raccogliendo alcune dichiarazioni dell’artista.

Ligabue: “Il progetto è stato intrigante sin dall’inizio, da subito affascinante, ma era un po’ difficile capirne la forma. Era difficile capire dove volevamo andare a parare, come raccontare la storia avrebbe fatto la differenza. Volevamo per prima cosa agganciare il 7, un numero ricorrente nella mia vita. Una serie di argomenti che avrebbero potuto mettere insieme una puntata e la voglia di tirare dentro Stefano, con cui c’è un’amicizia di vecchia data, ma che ha anche una qualità importantissima, sa cazzeggiare. Volevo una parte sdrammatizzante, umoristica. Stefano da un lato narra gli eventi, dall’altro fa il complice, più che l’intervistatore. Ho preferito confidarmi con un amico. Ogni tanto abbiamo un po’ sbracato.”

 

Stefano Accorsi: “E’ un progetto notevole, non solo per le dimensioni ma anche per l’ambizione. Raccontare in cinque ore un percorso così importante come quello di Luciano, è sorprendente. Non solo racconta i successi, ma anche i momenti meno semplici, quelli che non si raccontano tanto. Ci siamo divertiti a farlo, questo divertimento, questo ridere insieme, questo raccontare anche le zone d’ombra, spiegano bene chi è Luciano. Lui è tutto ciò. Con Luciano si ride e si parla di tantissime cose, non ci si annoia. Mi piace chiedergli le cose, perché dietro un suo punto di vista c’è sempre un pensiero. Mi auguro che la nostra collaborazione continui anche in altre forme. Io ci sono!”

Luciano Ligabue: “Io vengo da una scuola di pensiero tutta mia, per cui le canzoni dovrebbero saper parlare da sole. È un pensiero che però può diventare codardo. Una delle puntate, la terza se non sbaglio, si chiama proprio “Parlaci di te” e smentisce uno degli aggettivi con cui spesso sono descritto: riservato. Abbiamo fatto una puntata tutta incentrata sulle canzoni, in cui ho raccontato tutte le mie parti più intime, dai lutti alle nascite. La prima racconta gli esordi e c’è parecchio materiale inedito. La seconda parla dell’esplosione delle cose. La quarta parla dei miei film, la quinta racconta le mie crisi professionali. C’è stato anche un momento in cui avevo deciso di ritirarmi e racconto i perché delle mie crisi. La sesta parla del mio rapporto con quello che dovrei chiamare il mio pubblico, anche se ritengo un concetto un po’ arrogante quello di considerarlo mio. Nell’ultima, racconto l’anima dei posti in cui ho suonato, di cosa ha voluto dire per me vivere la musica nei vari posti in cui sono stato. Ho suonato ovunque, dai parcheggi dei supermercati fino ad arrivare a Campovolo.”

A cura di Egle Taccia

 

Autore dell'articolo: Egle Taccia

Egle è avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d'Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!