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lili: “Spazio è un luogo che racchiude cose e distanze” [Intervista]

Dopo l’uscita dell’ipnotico EP “SPAZIO” le lili proseguono il loro viaggio verso nuove galassie musicali con il singolo “Seguimi”, uscito il 6 aprile per Garrincha Dischi. 

Il brano anticipa il secondo EP, dal titolo “TEMPO”, del duo sardo – salito alla ribalta grazie alla fiducia del maestro Franco Battiato – e si avvale della collaborazione con il compositore e produttore Ed Carlsen – anch’egli di origini sarde ma residente a Copenaghen. Da questo connubio scaturisce una canzone di intensità sublime, in cui la delicatezza di un pianoforte si fonde nel sound avvolgente di una batteria elettronica, trascinando l’ascoltatore in un mondo onirico governato dalle leggi dello spazio infinito e del tempo illimitato, dove la musica sembra risuonare eternamente, come un’eco che attende solo di essere ascoltata.

«”Seguimi” – raccontano le lili – è il singolo che anticipa il nostro secondo EP. Abbiamo sperimentato con suoni eterei di synth, chitarre riverberate e beats, chiedendo all’artista Ed Carlsen un featuring con il suono caratteristico del suo pianoforte, per seguirci in questa avventura sonora. È una richiesta esplicita di ascolto immersivo. La richiesta di prestare attenzione e di rispettare e mantenere una parola data, un impegno preso, fino in fondo, come un atto d’amore».

 

Intervista di Egle Taccia

 

Vi abbiamo conosciute come Lilies on Mars, cosa vi ha portato a diventare Lili?

È stato un processo evolutivo molto naturale e spontaneo, i due progetti si diversificano ma siamo contemporaneamente sia Lilies che lili. In questo nuovo progetto abbiamo cercato di sviluppare una forte componente elettronica e abbiamo consolidato un sound più minimale nella produzione. 

Per la prima volta ci proponete un progetto in italiano. Volevate che i vostri testi arrivassero a un pubblico più ampio ed eterogeneo?

Anche questo fa parte dell’evoluzione, siamo tornate in Italia da qualche anno e abbiamo sentito l’esigenza di esprimerci nella nostra lingua. Non crediamo che la scelta sia legata al voler raggiungere un pubblico più ampio, anche perché il nostro linguaggio è sempre focalizzato sulla scrittura strumentale in primis. Però certamente abbiamo dei messaggi che vogliono passare attraverso i nostri testi e farlo in italiano per la prima volta è stata una sfida affascinante che abbiamo voluto approfondire.

Di quale “Spazio” ci parlate nel vostro ep di recente pubblicazione?

SPAZIO è il primo capitolo di un racconto più ampio. Abbiamo voluto raccontare di uno spazio che racchiude tutte le cose, anche le distanze che abbiamo vissuto durante la composizione. L’assenza di vuoto ed il vuoto stesso, il tutto e il niente, il qui ed ora, rappresentato come luogo non luogo, indefinito ed illimitato. La composizione dell’Ep è avvenuta poco prima e poi a cavallo della pandemia, i mezzi a disposizione per realizzarlo sono stati determinati dagli spazi in continua mutazione ed anche dagli spazi di tempo legati ad uscite posticipate, date rimandate, inevitabilmente legati al periodo storico. Spazio è un Ep anche sofferto, perché cambiare umore ed obiettivi durante la composizione può essere distopico quanto spiazzante, ma anche intimo e personale allo stesso tempo. Parliamo di brani come “Ritornare” ovvero il primo singolo, dove la necessità di riaffacciarsi nella nostra dimensione musicale stava diventando un’urgenza, fisica e mentale. “Parco Giochi” invece è un luogo interiore, rifugio della complicità con la propria essenza, mentre “Fai quel che sei” è l’invito a non rinunciare mai ad essere quello che si desidera e quello che si è. “Non dormi mai” e “Tutto e Niente” hanno una matrice compositiva distante tra loro ma nello stesso tempo sono affini per le esigenze di cui sopra. Imparare a non bastarsi mai, a non rinunciare a se stessi, entusiasmarsi, assecondare passioni e desideri. Tutto questo lo abbiamo voluto racchiudere scegliendo _un luogo indefinito e illimitato_ in cui si pensano contenute tutte le cose. Questo è lo spazio in cui ci siamo immerse e abbiamo voluto raccontare. 

Quanto c’è in questo ep della vostra esperienza a Londra?

Sinceramente crediamo ben poco e tutto. La nostra formazione musicale è avvenuta a Londra, quindi è inevitabile sia dentro di noi, ma i brani sono stati concepiti in un contesto molto distante dell’Inghilterra e da quei momenti. 

Vivete ancora lì?

No, siamo rientrate dopo un’esperienza lunga 15 in Italia, in concomitanza con la fine del tour europeo e negli Stati Uniti che facemmo con Lilies on Mars. 

Come definireste le sonorità di questo nuovo progetto?

Elettroniche prevalentemente, beat di drum machine profondi che giocano con la staticità, ci sono molti synth, quindi un qualcosa che accomuna il synth/dream pop. Ci hanno definite alchimiste elettroniche, dobbiamo ammettere che ci è piaciuto molto! 

In passato avete collaborato col grande Franco Battiato. Cosa avete appreso avendo modo di lavorare con un così significativo artista?

Partendo dalla premessa che Franco ci manca infinitamente, ci chiediamo spesso come avrebbe visto questo periodo storico e anche questo nostro nuovo percorso che lui da tempo ci suggeriva di affrontare, ci chiedeva: ‘Ma perché non provate a cantare in Italiano’? Ed eccoci qui. È inevitabile che sia dentro le nostre corde e tutta la musica che componiamo. Abbiamo collaborato con lui per circa 7 anni suonando nella sua band e poi creando il progetto Lilies in Mars anche con i suoi preziosi consigli. Ci portiamo dentro tutte le esperienze vissute insieme, le opportunità che ci ha dato, le parole, i silenzi, i momenti indimenticabili sul palco e fuori dal palco. Ripetiamo, manca tanto, davvero tanto, è stato, ma anzi è ancora un punto di riferimento fondamentale dal punto di vista musicale ma anche umano, un grande mentore, un amico.

Il 6 aprile è stato pubblicato il vostro nuovo singolo “Seguimi”, che anticipa l’uscita del vostro nuovo EP, dal titolo “Tempo”. Di cosa ci parlate in questo nuovo singolo e cosa potete anticiparci sul vostro prossimo EP?

Seguimi è un invito all’ascolto, una promessa fatta da mantenere, come atto generoso, di rispetto e d’amore. Abbiamo scelto il pianista Ed Carlsen per eseguire le parti di pianoforte e siamo davvero felici di questa collaborazione. Come accennavi, questo singolo, anticipa il nostro secondo Ep, o meglio il capitolo 2 di questo racconto. Quello che possiamo anticipare è che per quanto lo si faccia oramai poco, i due Ep sono effettivamente un viaggio itinerante da ascoltare tutto d’un fiato, in un tempo unico nello stesso spazio. Possiamo anticipare anche la voglia sfrenata di volerlo suonare da vivo? 

Domanda Nonsense: Se poteste viaggiare nello spazio, dove andreste?

Dunque, Marte, già fatto… in un confine ‘spazio temporale’ fa troppo autocitazione banale probabilmente, ma lì.  

Written By

Egle è avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d'Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!

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