No Festival – Il Mish Mash ha riacceso i motori: l’intervista agli organizzatori

Il 3 e 4 agosto, nella splendida venue del Castello di Milazzo, si terrà la terza edizione del Mish Mash, uno dei festival più interessanti della Sicilia, che nelle precedenti edizioni si è fatto notare per l’attenzione con cui ha scelto la line up, portando sul palco artisti che dopo poco sono letteralmente esplosi nel panorama nazionale. Il Mish Mash non è solo musica, però, ma anche un’ottima occasione per andare a scoprire una delle più belle zone della Sicilia, con un mare mozzafiato e le Isole Eolie di fronte.

Egle Taccia ha incontrato gli organizzatori della manifestazione per conoscere meglio la filosofia del festival.

 

Com’è nato il Mish Mash?

Che domanda difficile. Forse la domanda è facile in realtà, ma la risposta è difficile. Penso che non sia nato in un unico momento, ha avuto una gestazione lunga quanto la nostra adolescenza. L’associazione culturale Mosaico che organizza il Festival è l’unione di tre gruppi preesistenti all’associazione, uno di Milazzo e due di Barcellona Pozzo di Gotto, che da anni organizzavano concerti ed eventi di vario genere nella zona. Milab aveva già alle spalle un bellissimo festival, il “non dirlo a nessuno”, dove suonarono Carnesi, Osc2x, Maloto. I ragazzi di Pot facevano -e fanno ancora in realtà- un mucchio di party stradivertenti, in piscina in vecchie discoteche della zona, nei lidi. E poi c’era Artisti Uniti, che organizzava concerti gratis in spiaggia. Negli anni la cosa aveva acquisito un bel seguito ed ospitato un sacco di artisti, che poi hanno avuto successo: tra tutti mi piace ricordare Lo Stato Sociale nel 2011. Eravamo solo dei ragazzini. E anche loro lo erano. Era divertente per ognuno di noi, ma anche faticoso. A un certo punto ci siamo uniti ed è venuto fuori il Mish Mash. Non ti so spiegare meglio.

Qual è la vostra idea di festival?

Una bella idea. Ci piace attraversare stili e culture musicali diverse, abbiamo ospitato dalla techno di Andrea Normanno al cantautorato di Colombre, dall’hip hop di Carl Brave ai suoni sperimentali di clap!clap!. Ci piace proporre le tendenze più nuove della scena,  e non solo guardando alla musica, ma anche alle altre arti: nei vari luoghi del castello presentiamo mostre, performance… ogni tipo d’espressione è declinata secondo la propria disciplina artistica. Ci piacerebbe in futuro riuscire anche ad ospitare rappresentazioni teatrali e cinematografiche. Chissà che il futuro non sia già da questa edizione 🙂

Quanto tempo richiede la programmazione di un evento come il Mish Mash?

Tutto. Un anno, perchè il festival è a cadenza annuale. Fosse biennale avremmo bisogno di due anni. Fosse decennale di dieci anni. Fosse secolare di cento. Vabbè hai capito. Diciamo che ci vuole tutto il tempo che c’è.

Che tipo di difficoltà incontra chi si occupa di live in Sicilia?

Qualcuna in più rispetto a luoghi dove il festival, o in genere il concerto, fa parte d’una realtà consolidata ed apprezzata, tanto dal pubblico quanto soprattutto dalle istituzioni. Non starò qui a parlare della carenza di infrastrutture del Mezzogiorno, perché sarebbe ridicolo, e poi basta accendere la tv e ci sarà sicuramente un politico che ne sta parlando in questo momento su qualunque canale. Preferirei dire di qualcos’altro. Per esempio una delle difficoltà più fastidiose è l’impossibilità di trovarci, noi dell’organizzazione, tutti insieme. Quasi nessuno fa base fissa in Sicilia, ci dividiamo soprattutto tra Milano, Roma e Bologna, ma anche Firenze, Padova, Pisa. Non riuscire a vedersi quasi mai tutti insieme è davvero frustrante certe volte. Per fortuna abbiamo un centinaio di gruppi whatsapp in cui non facciamo altro che litigare tutto il giorno. Scherzo, in realtà andiamo abbastanza d’accordo.

La scorsa edizione ha visto un successo strepitoso, grazie soprattutto alla line up, che ha portato sul palco le maggiori novità del 2017. Che soprese ci riserverete quest’anno? Potete anticiparci qualcosa?

No.

Questo 2018 è stato l’anno della nascita dell’ItPop, genere che è stato ben rappresentato nelle vostre precedenti line up. Anche quest’anno sarà protagonista del Festival?

Come ti rispondevo prima, cerchiamo di attraversare i generi, gli stili e le tendenze che stanno segnando la musica contemporanea, e non solo in Italia. Non è facilissimo, soprattutto, andare a pescare dalle band fuori dall’Italia, ma ci proviamo.

Il Mish Mash si svolge in una venue mozzafiato, il Castello di Milazzo. Il Festival è un’ottima occasione per unire la musica a una splendida vacanza. Ci parlate delle maggiori attrazioni del luogo?

Ho fatto il giro della Sicilia in macchina per lo meno un milione di volte, è fantastica tutta. Il castello di Milazzo è praticamente di fronte alle Isole Eolie, che sono bellissime, ed ognuna delle sette è molto diversa dalle altre. In quelle settimane d’agosto un’attrattiva diventa sicuramente il proliferare di festival. Mi sembra che la Sicilia d’agosto stia diventando una specie di parco giochi. Vicino a noi, e subito dopo di noi, ci sarà l’Indiegeno. A fine luglio l’Oss ad Ortigia, poi ci sono l’Alcart e il Nuove Impressioni che sono molto belli, ed ovviamente l’Ypsigrock, a cui andiamo ogni anno. Sarebbe figo riuscire un giorno a proporre un abbonamento unico per tutti questi festival.

Dateci 3 buoni motivi per non perdere il Festival!

ahah è uscito giusto ieri un articolo di Cheapsound in cui ne venivano dati dieci. Ad ogni modo, direi sicuramente la lineup di quest’anno, che sarà una bomba, ma non posso dire niente, quindi tocca aspettare. L’esperienza di vivere il castello, che è meraviglioso, e viverlo di notte, con le luci e i concerti sul palco, e migliaia di ragazzi e la possibilità di girare intorno a tutta la cittadella fortificata, nel bel mezzo della notte, non so, è una cosa che ti lascia secco e che non si può fare in nessun altro momento dell’anno praticamente, se non durante il MishMash. Adesso ci manca un motivo per arrivare a tre. Non so, forse l’aria che tira, che si respira al festival. I musicisti, gli artisti, lo staff, gli addetti ai lavori, i giornalisti, gli ospiti, vivono tutti insieme le notti del festival come una specie di famiglia, come un gruppo di amici che si trovano, all’improvviso, in mano un castello medievale come casa e che tutti rispettano come casa propria. È veramente un peccato ogni volta che arriva l’alba e ce ne dobbiamo andare.

Domanda Nonsense: Lipari o Panarea?

Liparissimo.

Autore dell'articolo: Egle Taccia

Egle Taccia
Egle è avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d'Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!