No Interview – Andrea Biagioni e il suo nuovo singolo, “Violet Peonie”

Classe 1988, polistrumentista e cantautore, Andrea Biagioni comincia il suo viaggio musicale da molto giovane, già a 14 anni si esibisce nei locali di Lucca, sua città d’origine, accompagnato dall’inseparabile chitarra. Dopo varie esperienze come musicista, nel 2016 partecipa alla decima edizione di X Factor, nella quale gareggia nella squadra capitanata da Manuel Agnelli, arrivando alla semifinale. Segue la pubblicazione dell’Ep “Il mare dentro” contenente l’omonimo inedito e cinque cover interpretate nel corso del talent show.

In attesa del disco, sono due i nuovi brani in rotazione: “Alba Piena”, presentato a Sanremo Giovani, e “Violet Peonie”.

Partiamo subito dal nuovo singolo, “Violet Peonie”, un brano che parla della ricerca di una propria dimensione. Come ha preso forma?

“Violet Peonie” è il secondo tassello di un lungo viaggio che verrà raccontato nell’intero  album, step by step, da ogni singolo brano. Una canzone che nasce dalla ricerca di un proprio “mondo”, dalla scoperta della propria identità e di conseguenza, della propria consapevolezza…sfida infinita alle volte . È un brano scritto assieme al mio fedele collaboratore e figura fondamentale in questo viaggio, David Ragghianti.

Sei reduce dall’esperienza di Sanremo Giovani nel quale hai portato un brano stupendo come “Alba Piena”. Come hai vissuto questa esperienza?

Beh, Sanremo è Sanremo…!

Esperienza bellissima davvero, soprattutto vissuta in buona compagnia e con persone di fiducia che hanno saputo sopportare le mie ansie …

È stato fondamentale per me presentarmi con un brano così essenziale, semplice, con sonorità acustiche, trattando argomenti forti per mezzo della dolcezza degli archi.

I due singoli faranno parte di un disco? Puoi darci qualche anticipazione?

Sì! Il disco sarà composto da 8 brani in italiano. Un numero essenziale di canzoni che raccontano alcuni momenti dei miei 20 anni di vita musicale, come se mi sedessi al tavolo con amici e parenti a raccontare la mia vita fino ad oggi.

Ti sei avvicinato alla musica da bambino e non l’hai più abbandonata, un percorso caratterizzato da tanta passione, ma, immagino, anche da molteplici sacrifici. Quali pensi siano stati i momenti più salienti della tua carriera ad oggi?

Sì, mi sono avvicinato alla musica a dieci anni cominciando a suonare il pianoforte classico in una scuola piccola vicino casa. Nello stesso periodo, curioso come mio solito, ho provato a strimpellare un po’ una chitarra che mi era stata regalata dai genitori. Non ci capivo niente…

Ma tutto è iniziato 2 anni prima quando un amico di famiglia mi ha portato una chitarra e , dopo la cena, si è messo a suonare; sono rimasto totalmente folgorato da quella mezz’ora di musica che ancora oggi resta accesa dentro di me.

In realtà gli eventi fondamentali sono molti, potrei scrivere per ore. Esperienze come le centinaia di concerti nei locali, il viaggio di un anno in America, X Factor e Sanremo Giovani, con i loro lati negativi e positivi hanno contribuito sicuramente alla mia formazione a farmi diventare quello che sono oggi musicalmente e come persona.

Si parla spesso di scena musicale indipendente, negli ultimi anni più che mai. Per alcuni non esiste veramente, per altri sta finalmente ottenendo una meritata visibilità… tu come la vedi?

Per me c’è stata una reale apertura da parte del mercato e del pubblico “generico” verso generi diversi, verso una forma di canzone più semplice/leggera. Questo, per quanto mi riguarda, ha dato modo a molti più artisti la possibilità di emergere e di concretizzare il proprio lavoro. In tutto ciò, però, ho riscontrato che il livello medio qualitativo musicale, sound/qualità di composizione/arrangiamenti/cantanti si è in tanti casi abbassato.

Un chitarrista con cui ti piacerebbe improvvisare una jam session?

Derek Trucks, o Ry Cooder…ma penso che sverrei prima di imbracciare lo strumento…

Prossimo cassetto da aprire?

Tour !!!

Domanda Nonsense: una parola, un’immagine o un gesto che trovi profondamente rivoluzionario?

Ti rispondo di pancia e, più che un gesto o un’immagine, c’è una persona ed una canzone… Sam Cooke con “A change gonna come”… basta ascoltare 30 secondi la versione originale del brano per rendersi conto di che pasta erano fatti gli uomini a quei tempi!

Intervista a cura di Cinzia Canali

Autore dell'articolo: Cinzia Canali

Cinzia Canali
Cinzia Canali nasce a Forlì nel 1984. Dopo gli studi, si appresta a svolgere qualunque tipo di lavoro, ama scrivere e ha la casa invasa dai libri. La musica è la sua passione più grande. Gira da sempre l'Italia per seguire più live possibili, la definisce la miglior cura contro qualsiasi problema.